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Yonghong Li, Fassone
Fonte: Twitter @acmilan

Milan sesto posto Europa League – La gara di San Siro contro l’Empoli doveva essere per il Milan quella del definitivo distacco nei confronti dell’Inter, sconfitta a Firenze la sera prima, e dell’iscrizione ufficiale alla corsa al 4°-5° posto che vale l’accesso diretto all’Europa League. Invece la squadra di Montella è stata piegata dai toscani, seppur con qualche attenuante. Tuttavia la maggioranza dei tifosi rossoneri è stata assalita dallo stesso dubbio sorto un anno di fa di questi tempi, quando di mezzo non c’era la corsa al quinto posto ma la finale di Coppa Italia, altro viatico per l’Europa League senza passare dai preliminari.

Questione d’approccio alla partita

Del Milan, di questo Milan, negli ultimi mesi sono stati parecchio lodati il carattere e lo spirito battagliero. Caratteristiche che, nonostante una rosa non di primissimo ordine e una classifica modesta, hanno riportato i tifosi del Diavolo a sentirsi una cosa sola con i propri beniamini in campo. L’impressione tuttavia è che, da qualche settimana a questa parte, i giocatori rossoneri abbiano cominciato a tradire la fiducia dei propri sostenitori. Con l’eccezione del derby contro l’Inter – e ci mancherebbe altro – alla squadra di Montella nelle ultime uscite è sembrato mancare quel mordente che l’aveva portata a lottare per un posto nelle coppe europee. Le gare contro Pescara ed Empoli sono state approcciate male e hanno portato alla miseria di un punto. In Abruzzo squadra molle e puntualmente castigata dalla formazione di Zeman, poi la reazione, il pari e la sensazione di aver gettato al vento 2 punti fondamentali ai fini della classifica. In casa contro l’Empoli copione identico, con l’aggiunta di un turnover operato da Montella che per l’ennesima volta gli ha sbattuto in faccia una dura realtà: la rosa a sua disposizione è più corta di quanto si pensasse. Contro la formazione toscana il match sembrava destinato ad essere un remake del pari di Pescara, almeno fino al rigore sbagliato da Suso e al quasi immediato raddoppio empolese. La reazione, veemente come al solito, c’è stata ma in questo caso non ha dato i frutti sperati e, a differenza di quanto avvenuto all’Adriatico, i punti gettati al vento sono stati tre. In mezzo alle due peggiori prestazioni del Milan montelliano, una vittoria contro un Palermo oggettivamente imbarazzante – lo ha dimostrato anche all’Olimpico contro la Lazio – per impegno profuso e voglia di salvare almeno l’onore, ed un derby giocato meglio dell’Inter ma ripreso solamente in extremis dopo l’ennesima rimonta stagionale.

Nuovi proprietari, vecchie abitudini?

Nel corso della conferenza stampa di insediamento della nuova proprietà, il nuovo a.d. Marco Fassone ha sottolineato la volontà del club di ritornare in Europa, preliminare o non preliminare. Tuttavia per tifosi e addetti ai lavori è quantomeno plausibile pensare che i nuovi vertici societari, in quanto cinesi, abbiano parecchio a cuore una tournée asiatica il prossimo luglio e molto meno un preliminare su un campo spelacchiato del nord-est Europa, peraltro con il rischio – per quanto minimo – di rimanere fregati. È assolutamente credibile un’ipotesi che vorrebbe il nuovo Milan totalmente concentrato sulla conquista di un posto in Champions League, per la quale il prossimo anno sarà sufficiente raggiungere il quarto posto. Testa al campionato, come da copione – puntualmente cestinato dopo poche giornate – negli ultimi anni. La trasferta di Crotone potrebbe dunque dare ai tifosi rossoneri una risposta concreta ad un interrogativo che li assilla: è da pazzi pensare che in casa Milan abbiano in mente ancora una volta di rinunciare volontariamente all’Europa League? In questo momento, decisamente no. Ecco dunque spiegato il nervosismo del tifo rossonero al fischio finale di Milan-Empoli, con tanto di contestazione aperta al sempre più in partenza Mattia De Sciglio. A Crotone sarà dunque l’ora della verità: una verità che i supporters rossoneri si augurano sia meno amara del previsto.


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