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Real Madrid-Barcellona: il Barça trionfa nel Clasico
Real Madrid-Barcellona: il Barça trionfa nel Clasico (Foto: Twitter - @LaLiga)

REAL MADRID-BARCELLONA CLASICO – Il teatro del Bernabeu e la notte sono lo sposalizio più idoneo alle imprese dei grandi campioni, che squarciano il cielo con le loro magie e con gesti impensabili per gli altri. Il Clásico di ieri sera è stato la rappresentazione dell’agonismo, della tragedia e dell’effervescenza di un contrasto calcistico – culturale eterno che ha avuto la sublimazione nel gol di Lionel Messi allo scadere del tempo. Andirivieni, colpi proibiti, errori sotto porta e cartellini multicolore si alternavano ai gol, mentre l’urlo finale dei blaugrana che riaprivano il discorso di un campionato ormai dimenticato era la climax acustica definitiva dell’opera lirica che come nessun’altra esprime il più importante duopolio del pallone moderno. Eppure, al di là di Messi, altri attori hanno lasciato il segno su questo Clásico, sebbene la loro componente mediatica sia inferiore. E si tratta di personaggi finora piuttosto bistrattati.

Gol inaspettati

Il momentaneo 1-1 stabilito dai gol di Casemiro e Messi era il riflesso di una parità ai punti definita da un gregario comunque titolare inamovibile e forse unico nel suo genere tra le fila dei blancos e del più grande realizzatore di sempre dei blaugrana, il termometro animico della squadra di Luis Enrique. Il 2 a 1 per il Barça è stato invece opera di un Ivan Rakitic che quest’anno è stato utilizzato molto di meno da Luis Enrique, nonostante si tratti dell’unico vero interno incursore dinamico e nonostante fosse uno dei pretoriani dell’asturiano fino alla stagione scorsa. Ma l’arrivo di André Gomes ha spezzato la continuità di impiego del croato, il quale ha abbassato la testa e non ha cercato polemiche, arrivando anche a prolungare il contratto, ma era evidente che avesse perso il feeling con il tecnico e che stava stringendo i denti fino al suo addio. Il 2 a 2 di marca madridista è stato invece una zampata rabbiosa di James Rodríguez, da tempo in rotta con la società per via del suo scarso impiego, qualcosa di eloquente per il terzo calciatore in rosa per il quale sono stati sborsati più soldi dopo Bale Ronaldo. E se fosse finita 2-2, con i conseguenti tre punti di vantaggio mantenuti in testa dal Real, il colombiano avrebbe sicuramente avuto la gloria di decidere una stagione opaca, nonostante probabilmente il suo destino fosse già segnato. Ma non è stato così.

Gli imbastitori del golazo

Perché il Real non solo non aveva fatto i conti con l’oste, Messi, ma soprattutto con i suoi inservienti. La fuga di Sergi Roberto, risparmiato da un Marcelo che aveva randellato non poco in precedenza e lasciato andar via da un Kovacic che in quanto a interdizione ha le stesse basi di un centravanti, è stata l’accensione di un fuoco finale devastante. Il canterano, da molti criticato per essere fondamentale limitato nel suo ruolo da terzino, ha poi servito André Gomes, il più bersagliato di fischi da tifosi e giornalisti, il quale ha lanciato Jordi Alba, ultimamente spesso esautorato del suo status di titolare da Luis Enrique, che a sua volta ha visto come Messi si liberava sul perimetro. Il resto l’hanno visto tutti. Ma la vittoria del Barça di ieri al Bernabeu è anche la ribellione di chi non domina mai la scena, ma che in determinate occasioni risulta decisivo. Perché nel calcio, anche se a concludere è un solista, chi lo accompagna è ugualmente importante. Nonostante spesso resti nell’ombra.

 

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