SHARE
Conte Chelsea
Antonio Conte in conferenza stampa - Chelsea FC - Fonte: Chelsea Official

CHELSEA – Antonio Conte è ad un passo dal titolo in Premier League alla guida dei Blues. A tenere banco sono però le dichiarazioni rese dal tecnico in conferenza stampa, esaltanti il vicino traguardo dei suoi definito come: “Il più grande obiettivo per l’allenatore, per i giocatori e il club”. E che invece sono state travisate dalla stampa e dall’opinione pubblica italiana mettendole in riferimento con il suo passato a Torino alla guida della Juventus. La rete si è subito scatenata nella consueta “caccia alle streghe”. Lo stesso ex CT ha chiarito la situazione oggi a Sky aggiungendo: “Da quando sono andato via c’è chi si diverte a infangarmi e mettermi contro i tifosi bianconeri. Non ho mai fatto paragoni e mai ne farò”.

CONTE JUVENTUS CHELSEA – L’EX CT PUNTA IL DITO CONTRO LA STAMPA

Premier League meglio dei tre scudetti in Serie A“. Questa la frase incriminata e di cui non vi è traccia nella conferenza di ieri di Antonio Conte. Nell’anniversario della Liberazione d’Italia, a far capolino nella testa dei tifosi bianconeri è stato soprattutto quel particolare riportato da molti organi di informazione relativo alla vecchia bandiera bianconera, passata  – in un nanosecondo – dall’essere considerata tale fino a degradare alla posizione di subalterno, quasi traditore. Nell’era delle fake news, combattute addirittura da ultimo anche dagli stessi Social Network, a spopolare sono soprattutto i contenuti “spinti”, borderline, a dimostrazione di come il clickbaiting faccia sempre più presa sull’utenza, senza contare quel che ne consegue in termini di visibilità e share per i vari portali web.

È così che un contenuto onesto, decisamente lampante, finisce per assumere le forme di un moloch da scongiurare in fretta, da abbattere senza pensarci troppo. Così è stato, almeno in rete. Dove il tifo juventino si è scatenato nel rinfacciare quanto “non” detto al diretto interessato, reo – al massimo – di accondiscendenza nei confronti dei media anglossasoni. Il tutto prendendo rigorosamente la cosa con le “molle”: anche perché i contenuti offerti nelle interviste dovrebbero essere rapportate solo e soltanto all’oggi e al contesto in cui ci si ritrova ad operare, e a lavorare nel caso di Conte, soprattutto sponda interpretazione e public relations.      

LE PAROLE TRAVISATE

Conte non ha mai messo a confronto i risultati ottenuti con la Juventus con quanto fatto finora a Londra. I motivi – secondo un parere logico – sono svariati ed è possibile elencarli. In prima istanza, sarebbe un errore anche solo pensare che si possa mettere a paragone appena 8 mesi di lavoro con quanto fatto di buono negli oltre 30 di Torino. Nessun lavoratore, di qualsiasi azienda, di qualunque settore ragionerebbe mai così. I professionisti esemplari, e Conte lo è, sanno benissimo che ogni lavoro, ogni prestazione è in un certo senso unica: un retaggio questo che l’ex allenatore bianconero ha appreso nel suo passaggio alla guida della Nazionale Italiana. Per non parlare del controsenso del vedere uno “juventino vero”, uno che ha sempre amato sentirsi “gobbo” (passatecela), commettere un retrofront del genere, per di più convinto di “sputare” nel piatto in cui ha mangiato per ben tre anni. Parola in codice: dolo.

Questo è quanto. Sui Social però in pochi stentano a credere a quanto si vocifera, in molti meno ad informarsi sul reale contenuto non parafrasato di quanto proferito da Conte, ed ecco che si scatena un battere all’unisono contro il “generale” Antonio. Fake news, utenza distratta e poco abituata al mezzo con lo sguardo sul chi va là e mano alla fondina, personalità di spicco, agitare, shakerare et voilà: il gioco è fatto.

L’ATTACCO AI MEDIA

Tanto è stato detto, se non il vero contenuto delle parole di Conte: “Questa rimarrà una grande stagione, comunque vada. Ma noi vogliamo renderla fantastica, per fare ciò esiste una sola strada percorrere: provarci e vincere”. Più che encomi fuori dalla norma o discorsi degni di Gettysburg parole semplici e motivanti, che se dette su territorio italiano avrebbero reso la flotta social animata come un agnellino al pascolo: calma piatta. Niente di più, niente di meno. Eppure la presunta querelle è divenuta mainstream scindendo il popolo bianconero in tutte le frazioni possibili, con il risultato di vedere originarsi una transumanza incredibile, una fiumana di tifosi, scendere dal “carro” di Antonio e salire su quello di Allegri. Come se il presente e il passato non possano farla finita di combattersi, parenti serpenti da sempre.

Vista da fuori, la posizione più legittima è tra lo sbigottimento e la rassegnazione. Se da un lato si potrebbe capire l’animosità del popolo juventino nel rimarcare il proprio passato, dall’altra non si può intendere come ci si faccia indurre così facilmente in errore soprattutto se tale argomento sia così accorato. A parità sarebbe stato meno assurdo – anche qualora il fatto fosse avvenuto, e le parole proferite esatte – se tutti si fossero scagliati contro l’informazione, perorando la causa di Conte: un “misunderstanding” può capitare a tutti. Eppure così non è stato, con il risultato di vedere un uomo solo, sempre più lontano da quella Italia a cui tanto bene vuole e ha sempre voluto: “Da quando sono andato via c’è chi si diverte a infangarmi e mettermi contro i tifosi bianconeri“.

Stefano Mastini

SHARE