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Jardim Monaco Allegri Juventus
Jardim Allegri Fonte: allfootball.it

MONACO JUVE MENTALITA’ / C’è una squadra, in Francia, che non smette di far parlare di sé. E’ il Monaco di Jardim, da mesi al centro dei riflettori, applaudita ed elogiata da tutta Europa per il gioco e i risultati finora ottenuti. Da ieri sera, tuttavia, i monegaschi stanno facendo i conti con una lunghissima sfilza di critiche e polemiche. Nel mirino, la strategia del tecnico portoghese di preservare tutti i titolarissimi nella semifinale di Coppa di Francia persa contro il Psg, e di schierare un undici quasi interamente composto da ragazzini delle giovanili. Proprio così. Jardim si è guardato bene dal mettere in campo i vari Lemar, Mbappé, Mendy e Falcao, nonostante la partita fosse di quelle sentitissime, sia per il valore dell’avversario che per l’importanza stessa della gara.

Monaco, rinunce e priorità in una stagione che può diventare storica

La strategia monegasca è sembrata piuttosto chiara: snobbare la coppa nazionale per puntare tutto su Ligue 1 e Champions League. Una tattica fin troppo dichiarata, a tratti spudorata, evidentissima dalla formazione iniziale. Jardim ha schierato solo cinque giocatori tra quelli stabilmente presenti in rosa, che sommati insieme non superano le 30 presenze stagionali: De Sanctis, Raggi, Diallo, N’Doram e Jorge.  Poi, i giovani Mbae, Muyumba, Andzouana, Cardona e Beaulieu, tutti provenienti dalle giovanili, di età comprese tra i 17 e 20 anni. Il Psg, insomma, ha avuto vita facile: 5-0 secco e biglietto per la Finale con gentile omaggio della società del Principato. La sfida, che ha visto di fronte le due migliori compagini di Francia, si è praticamente trasformata in un allenamento per Cavani e compagni. Qualche tifoso, addirittura, ha pesantemente protestato al grido di “farce!”.

La scelta del Monaco, comunque, non è da attribuirsi esclusivamente al suo allenatore. Come confermato dal vicepresidente Vadim Vasilyev, “c’era il rischio di infortuni visto il calendario molto difficile. Ci assumiamo tutte le responsabilità“. Insomma, una decisione condivisa con la società, la quale ha calcolato i rischi e preferito concentrarsi sulle due competizioni più importanti. Una situazione chiarita dallo stesso Jardim: “Un conto è avere 25 grandi giocatori, un altro averne 15 di livello, molti giovani e vari infortuni. Non potevamo fare diversamente“.

https://youtu.be/olKWKB_khRM

Ma la Juve, ma la Juve no

Azioni alle quali corrispondono reazioni. Per Verratti, quella del Monaco è “una mancanza di rispetto nei confronti della coppa“. L’ex Pescara è andato giù piuttosto duro: “Se fossi un loro giocatore sarei incazzato nero con società e allenatore. Le grandi squadre non si comportano così“. Più diplomatico, invece, il compagno di squadra Thiago Motta: “Sono scelte, ognuno fa le sue. Spero che ora dimostrino in Champions di essere una grande squadra”.

Già, perché tra otto giorni c’è la Champions, la madre di tutte le competizioni, uno dei due motivi per i quali il Monaco ha messo in atto il suddetto suicidio sportivo. Di fronte, ci sarà una Juventus forte e matura, la Juventus di Allegri. E proprio il tecnico bianconero ha lanciato un messaggio che non ha bisogno di interpretazioni: venerdì sera contro l’Atalanta, cinque giorni prima della semifinale d’andata, in campo scenderà la difesa titolare, quella composta da Dani Alves, Bonucci, Chiellini e Alex Sandro. Nessuna strategia, nessun calcolo, nonostante il +8 in campionato e la finale di Coppa Italia già conquistata.

Questione di mentalità, sì, ma anche di priorità. Gandhi diceva che “l’azione esprime priorità”. Il Monaco e la Juventus, da questo punto di vista, vanno in direzioni completamente diverse. Il 3 e il 9 aprile, le due date che sanciranno qual è la direzione esatta.

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