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playoff nba basket
Fonte- cdn.fansided.com

Playoff Nba Warriors Cavs- Signore e signori il momento è arrivato: sono cominciati gli NBA Playoff. Per tutti gli appassionati di basket, e più in generale di sport di altissimo livello, è uno degli eventi più entusiasmanti della stagione sportiva. Vale davvero la pena passare delle notti in piedi per assistere ad uno spettacolo di questo genere poichè se dicessimo che i Playoff sono un altro sport rispetto alla stagione regolare, non andremmo molto lontani dalla realtà. Nella stagione regolare le squadre devono affrontare 82 partite in circa 5 mesi, giocando quasi 4 partite in media settimana, anche in back – to- back ovvero per 2 sere consecutive. Ci sono pochissime pause e, non ultimo, bisogna affrontare dei viaggi impegnativi che ti portano da una parte all’altra degli U.S.A. Capirete che per questo e per altre centinaia di fattori, non si potrebbe pensare che le squadre possano giocare ogni notte la partita della vita. Ma la partite della vita arrivano … arrivano eccome … arrivano nei Playoff.

NBA Playoff: it’s showtime!

Nella post – season cambia tutto: altra pressione difensiva, diversa consistenza fisica da parte dei giocatori, cambia il numero delle rotazioni dei giocatori (si passa solitamente da 10-12 a partita a massimo 8-9). Se vuoi arrivare all’obiettivo finale di vincere il titolo, devi prenderti dei rischi e sperare di sbagliare il meno possibile. I Play-off 2016/2017 vedono sicuramente due squadre favorite: Cleveland e Golden State. Questa sembrerebbe la finale annunciata per il terzo anno consecutivo (sarebbe la prima volta nella storia) ma nello sport in generale e nel basket in particolare, non c’è nulla di scontato. Chi l’anno scorso si aspettava che Golden State potesse ribaltare la serie delle finali di conference in cui era sotto per 3 a 1 con OKC per poi subire la stessa sorte nella serie delle finali NBA da Cleveland?

Golden State Warriors e non solo…ad ovest è lotta vera

Partiamo dall’Ovest dove, come già detto, Golden State è la squadra da battere. Se nella squadra più forte metti dentro anche Kevin Durant, immaginare che qualcuno possa fermare la tua corsa diventa difficile. I Warriors si sono sbarazzati di una signora squadra come Portland, arrivata l’anno scorso in semifinale di conference, con un secco 4-0. Nonostante l’assenza di K.D. per due gare, ciò che ora preoccupa di più sono i problemi alla schiena di coach Steve Kerr, al momento sostituito dal suo vice Mike Brown, allenatore dell’anno ai tempi di Cleveland. Bisognerà vedere quando Kerr potrà rientrare e quanto peserà la sua assenza. La squadra con maggiori possibilità, teoricamente, di fermare i Warrios è quella dei soliti San Antonio Spurs di coach Popovich. I texani stanno avendo delle difficoltà nella serie con Memphis anche se si sono riportati in vantaggio sul 3-2. I Grizzlies hanno un’ottima difesa e sono guidati da giocatori esperti come Conley, Randolph e soprattutto Marc Gasol. Proprio lo spagnolo, davanti agli occhi del più titolato fratello maggiore Pau, ha deciso gara 4 con un canestro alla fine dell’over time. Gli Spurs però sono sicuramente superiori sull carta: hanno abitudine a competere ad alti livelli, hanno anche loro una grande difesa ed una panchina che cambia il ritmo alle partite. In più hanno Kawhi Leonard! Uno dei primi 5 giocatori della Lega su entrambi i lati del campo e senza dubbio in questo momento l’uomo franchigia, con tutto il rispetto per i vari Aldridge, Parker, Ginobili, Gasol e compagnia.

La serie di primo turno che dava più spunti in questi playoff era senza dubbio Houston – OKC, ridotta molto spesso ad uno scontro tra i due principali candidati al premio MVP, Harden e Westbrook. Purtoppo per noi la serie è gia finita con un chiaro 4 a 1 per i Rockets. “Mister tripla doppia” finisce dunque qui la sua  fantastica stagione mentre continua quella del “barba” e di Houston, mai troppo considerati come una reali candidati alla vittoria finale nonostante il terzo posto ad Ovest ed un record che tra l’altro sarebbe valso il primo posto ad Est. Il gioco portato da D’Antoni non sembra dei più complessi: parla ad Harden e lui decide con il suo ritmo cosa accade in fase offensiva. Vedremo se arriverà per il candidato al premio di coach dell’anno la possibilità di competere fino alla fine per l’anello e di rifarsi totalmente delle non felici esperienze a New York e Los Angeles. Discorso diverso per i Clippers, arrivati probabilmente all’ultimo ballo con questa composiziode del roster. La sconfitta in casa in gara 5 può essere decisisva con Utah, che avrà ora il primo match point in gara 6 davanti ai propri tifosi. In questi ultimi anni coach Doc Rivers e i suoi ragazzi hanno deluso le aspettative
anche se di sicuro non hanno avuto una grande mano dalla sorte con i ripetuti infortuni alle super stars: ultimo della serie, quello a Blake Griffin, che l’ha estromesso da questi Play-off. Il solo Paul non basta per avere la meglio dei Jazz che sono una squadra orgnizzata e ben allenata da Quin Snyder.  Se dovessero chiudere la serie e passare il turno toccherà a loro provare a fermare i Warriors … in bocca al lupo ragazzi!

Un uomo solo al comando: LeBron guida i suoi Cleveland Cavaliers

Passiamo ad Est dove i favoritissimi non sono quelli con la testa di serie numero 1 , dato che i Cavs l’hanno persa sul finire di stagione regolare in favore dei Boston Celtics. Cleveland ha comunque superato l’ostacolo Indiana Pacers con un 4-0 meno facile di quello che potrebbe sembrare. Un paio di gare sono state vinte in volata e gara tre sembrava ormai in mano a George e compagni fino a quando King James non ha deciso di portarla a casa da solo. La fase difensiva può essere il problema principale per il re e la sua corte nella corsa all’anello. E’ necessario un salto di qualità da questo punto di vista ma appare difficile che qualcuno possa eliminarli ad Est, considerando che nelle finali NBA di solito LeBron dà l’impressione di trascinare i compagni e dominare tutto e tutti. Parliamo ora della testa di serie numero 1, Boston. Ha avuto un inizio traumatico dovuto anche al dramma personale subito dalla stella della squadra Isaiah Thomas che ha portato i Celtics a perdere le prime due partite della serie al TD Garden contro Chicago (prima volta nella storia che la squadra con la testa di serie numero 8 si porta sul 2-0 vincendo le prime due gare in trasferta). La quadra di Stevens ha raddrizzato la situazione vincendo entrambe le gare di Chicago e gara 5 a Boston con Thomas che ha ripreso in mano la squadra. Per coach Hoiberg la situazione è ancora più complicata ora data l’assenza del grande ex Rajon Rondo.

Le altre due serie sono tra Milwaukee e Toronto e tra Washington e Atlanta. Toronto si è portata sul 3 – 2 e sinceramente sembra difficile che possa essere Milwaukee a passare il turno. I Bucks, orfani  ormai da tempo dello sfortunatissimo Parker, si sono affidati alla loro giovane stella Antetokounmpo che ha giocato una stagione esaltante culminata con la convocazione all’All Star Game. Toronto però è una squadra esperta che viene da una finale di Conference e che ha aggiunto al suo roster prima della chiusura del mercato, un giocatore esperto e di livello come Ibaka. Non sarà facile per Gannis & Co avere la meglio sui Raptors che comunque poi troverebbero sulla loro strada i campioni in carica di Cleveland … anche in questo caso per i canadesi gli auguri sembrano d’obbligo come fatto in precedenza per Utah. Anche Washington è sul 3-2 con Atlanta in una serie che mette di fronte due squadre con identità opposte. Gli Wizards infatti sono guidati da Wall e Beal, i due top player della franchigia, mentre il punto forte degli Hawks è il collettivo, molto ben allenato da coach Budenholzer. Finora è risultato decisivo il fattore campo: ha sempre vinto la squadra in casa e questo potrebbe apparire come un vantaggio per la squadra della capitale.

Vedremo come andranno a finire questi playoff e se qualcuno riuscirà ad interrompere il dominio degli ultimi 2 anni di Cavs e Warriors nelle rispettive conference. Di sicuro dovrebbe incontrare più difficoltà Golden State ad ovest dove potrebbe incrociare avversari più forti rispetto Cleveland, che ad est sembra nettamente superiore sulla carta rispetto alle altre. Una cosa è certa, finora è stato un grande spettacolo e la situazione non potrà che migliorare. Quindi signore e signori, anche a costo di dormire poco, godetevi questo spettacolo il più possibile!  

Di Leo D’Oronzio

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