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© Contrataque.it

Il termine culto deriva dal latino còlere che significa coltivare ma anche venerare, trattare con rispetto. Il termine culto nel mondo del calcio viene spesso accostato ai mostri sacri di questa disciplina, ma non qui. Qui, nel “contratempio”, l’idea di culto è in contropiede. Se prendere in contropiede i nostri lettori è l’obiettivo che ci poniamo in contropiede, per fortuna delle squadre nelle quali ha giocato, non si faceva mai sorprendere Jaap Stam.

Jakob Stam è un nativo di Kampen cittadina olandese che sorge sulle sponde del fiume IJssel, uno dei rami nel quale si divide il Reno una volta giunto in terra olandese. Stam è ciò che serve al nostro tempio, luogo di rifugio (tra le altre cose) per cuori impavidi che non hanno paura di ripudiare il calcio dei capelli gelatinati, per difendersi dagli attacchi di coloro che vorrebbero al potere la categoria del calciatore bello da vedere ma che di pratico ha ben poco. L’olandese non ha nulla a che fare con lo scotch girato intorno alle caviglie allo scopo di fare pendant con le scarpe, non ha nulla a che vedere con le linee nere tatuate sulle braccia per somigliare ad un guerriero tribale. Stam è il guerriero tribale. È la persona che se incontri in un vicolo buio ti convince a cambiare strada.

STAM COME SINONIMO DI SOSTANZA

Il progetto di fare del contratempio un luogo nel quale possano rivivere le gesta di quei calciatori che, seppur non particolarmente avvezzi alle luci della ribalta, hanno contribuito a rendere il mondo del calcio un posto migliore è messo perennemente in pericolo. La combo addominale scolpito-agilità di gambe (CR7 ti vediamo) rende difficile far comprendere la grandezza di calciatori come Stam a coloro che, vuoi per ragioni anagrafiche, vuoi per recente scoperta, si sono avvicinati da poco al gioco del pallone. Jaap appartiene ad una categoria che senza paura di essere smentiti possiamo definire in via di estinzione: quella del calciatore di sostanza.

Il concetto di sostanza è stretta conseguenza del ruolo ricoperto in campo. Sostanza come capacità di finalizzare il lavoro della squadra se pensiamo ad un attaccante. Recuperare palloni e avviare la manovra se il nostro riferimento è un centrocampista. Guidare la difesa e eliminare dal proprio stile di gioco i ghirigori avendo come vangelo la scivolata e come bibbia la spazzata se il target è quello del difensore.

“La forma conta quanto la sostanza: è la triste realtà di quest’epoca di ciarlatani.” Stam non avrebbe nessuna fatica ad essere d’accordo con lo scrittore spagnolo Carlos Ruiz Zafón. Della sostanza il buon Jaap ha fatto uno stile di vita dentro e fuori dal campo ed è proprio in conseguenza di ciò che merita di essere riconosciuto come guardiano del contratempio, ruolo di guardiano che ha ricoperto anche per le squadre nelle quali ha giocato nei quindici anni di carriera spalmati tra Olanda, Italia e Inghilterra.

I sanitari dell’Olanda cuciono la ferita apertasi in conseguenza di uno scontro
con Koller. Lo sguardo non tradisce emozioni. Il contratempio è al sicuro.

GLI INIZI IN OLANDA

Storia vuole che quello che diverrà un omone di 191 cm per 92 kg da piccolo fosse una scattante ala destra delle giovanili del DOS Kampen. Si narra che lo Stam difensore centrale nasce dalla contemporanea assenza dei due centrali titolari del Kempen che portò l’allenatore della squadra ad arretrare di qualche metro, accentrandone la posizione, il piccolo Jakob. Siamo dinanzi ad un innesto, con buona pace di Dominic Cob, perfettamente riuscito. Da difensore centrale Stam giocherà tutta la sua carriera a cominciare dalla stagione in maglia Zwolle che per gli amanti della scommessa del venerdì regalava perenni soddisfazioni quando, militante in Eerste Divisie, era presenza fissa tra gli over 1,5 che accompagnavano la puntata. Le trentadue presenze al centro della difesa gli valsero in sequenza la chiamata di Cambuur (altro brivido lungo la schiena per gli scommettitori) e Willem.

L’Ajax è la squadra del cuore ed anche per Stam che all’apparenza sembra non averne neanche un brandello una chiamata dei lanceri rappresenterebbe l’opportunità della vita. Il telefono, però, segnerà 003120 soltando quindici anni dopo quando uno Stam a fine carriera deciderà di appendere le scarpe al chiodo proprio nella città di Amsterdam. Il futuro, infatti, dopo solo sei mesi al Willem è ancora in Olanda e più nello specifico è caratterizzato dai colori bianco-rossi del PSV. Sotto la guida di Advocaat le soddisfazioni non tardano ad arrivare. Un campionato olandese, due coppe d’Olanda, due Supercoppe nazionali e il ragguardevole bottino di 11 goal in 76 presenze totali. Le due stagioni con Advocaat, da sempre descritto come un rude, hanno sicuramente contribuito alla formazione dello Stam roccioso difensore ed agonista con pochi eguali.

Il più classico degli L1+X seguito da una rapida pressione del quadrato. Il goal con questo tipo di punizione non è un unicum nella carriera di Stam.

ALLA CORTE DI SIR ALEX

Lo sbarco di Stam in quel di Manchester giunge a distanza di oltre dieci anni dall’arrivo sulla panchina dei Red Devils di quello che è uno degli allenatori più iconici della storia del calcio: Alex Ferguson. Infatti, dopo i primi anni fergusoniani avari di successi lo United degli anni novanta è la classica squadra nella quale tutti vorrebbero giocare. Cantona, Schmeichel, Keane e Scholes sono soltanto alcuni dei nomi che consentono alla squadra di rosso vestito di vincere, tra le altre cose, ben sei Premier League nei dieci anni che anticipano l’avvento del nuovo millennio.

La prima stagione in maglia United è perfetta. La vittoria della Premier unita a quella della FA Cup e della Champions League consentono al Manchester di entrare nel ristretto club delle squadre che possono annoverare nella loro storia il cosiddetto triplete. Le presenze totali nella sola stagione 98/99 saranno ben 51 e l’apporto del gigante olandese è uno degli elementi che consentirà ai Red Devils di realizzare una striscia di imbattibilità lunga 45 partite. L’anno dopo, seppur a fortune alterne, lo United si conferma come una delle squadre più influenti della decade e Stam come uno dei centrali più forti in circolazione. Il premio di miglior difensore dell’anno consegnatoli dalla UEFA non fa altro che avallare la bontà dell’investimento fatto solo due anni prima dalla squadra di Manchester.

“Ognuno ha la propria versione sui motivi che mi hanno portato lontano da Manchester, la verità la sa solo Ferguson. Lui ha affermato che pensava avessi perso la condizione migliore”. Da un lato i perenni infortuni e dall’altro una autobiografia mal digerita dall’ambiente portarono Jaap lontano da Manchester. 55 miliardi di lire allo United, 7 miliardi a stagione per lui e biglietto verso Roma sponda Lazio in tasca.

LA LAZIO E LE ACCUSE DI DOPING

Se a Manchester il primo anno era stato da sogno non si può dire lo stesso per l’inizio dell’esperienza laziale. I problemi fisici faticano a scomparire e come se non bastasse si abbatte su Stam la mannaia dell’antidoping. Quattro i mesi di squalifica in conseguenza di una positività al nandrolone riscontrata al termine della settima giornata di campionato. Come la fenice l’anno seguente Stam risorge dalle sue ceneri e complice la cessione di Nesta al Milan prende le redini della retroguardia biancoceleste che guiderà per altri due anni.

Stam è portatore di una doppia personalità. Non solo rude e alla perenne ricerca dell’anticipo quando si tratta di difendere, ma anche in grado di tenere botta in presenza di avversari che fanno della velocità il loro punto di forza grazie ad uno sprint che nulla ha da invidiare a quello di giocatori che ricoprono altre zone del campo. Ricondurre Stam in maniera esclusiva alla figura del gladiatore è però un qualcosa di estremamente semplicistico.

Se si esce vittoriosi dal primo tentativo di aggiramento è cosa buona e giusta non abbassare la guardia. Difficilmente in difficoltà anche nell’uno contro uno con giocatori brevilinei Stam rappresenta la genesi rude del difensore moderno al quale è sempre di più chiesto lo sviluppo di abilità che vadano oltre la semplice marcatura dell’avversario. Nella ricostruzione del mito non può ovviamente mancare il riferimento alla sua parte oscura. Osservarlo nel tentativo di estirpare l’anima a Parente è un qualcosa di cui sconsigliare la visione alla presenza dei bambini.

PER OGNI FINE C’È SEMPRE UN NUOVO INIZIO

Gli anni milanesi portano con se l’amara delusione della finale di Champions persa ad Istanbul mentre l’ultima stagione con l’Ajax si conclude precocemente nel mese di Ottobre. Gli infortuni sono sempre più ricorrenti e le difficoltà nel sopportare i dolori convincono Stam ad appendere le scarpe al chiodo all’età di 35 anni. Ciò che ci lascia in eredità Stam è una figura che nel calcio moderno, caratterialmente parlando, fatica a trovare eguali. Leader silenzioso in grado di imporsi come guida di ogni squadra nella quale ha giocato ma soprattutto in grado di lasciare un imprintig difficile da cancellare. Stam è la bandiera di una categoria di difensori che facevano della sostanza la loro arma principale risultando a volte anche irruenti ma dotati di un atletismo e di una foga che erano in grado di renderli dominanti all’interno di entrambe le aree di rigore.

Le cronache più recenti parlano di uno Stam che non è stato in grado di dire addio al mondo del calcio. Cominciata la carriera da allenatore è al momento il primo mister non inglese ad essersi seduto sulla panchina del Reading. Nella speranza che di Stam possa presto nascerne uno nuovo e con la consapevolezza che  ciò sarà estremamente difficile è con immenso onore che nominiamo te, Jaap Stam, guardiano del contratempio.

P.P.L (PER PURA LIBIDINE)

Passato un intero articolo a ricostruire la carriera di Stam tentando di riabilitarlo agli occhi della collettività solo per te che ti sei sorbito l’intero pezzo e sei giunto fino a questo punto una top 3 dei suoi interventi più significativi.

3) In allenamento come in partita non si molla di un centimetro (sostituire centimetro con una parolaccia a piacere)

2) Ehi frate, hai una mosca sulla spalla

1) E quando tutti si aspettano la scivolata più cattiva della storia Stam ci stupisce dimostrandoci che con i piedi proprio scarso non era. Da notare il capello.

GLI ALTRI OGGETTI DI CULTO

Episodio 01: Francesco “Ciccio” Cozza
Episodio 02: Julio Ricardo Cruz
Episodio 03: Mario Frick
Episodio 04: Jaap Stam
Episodio 05: Ernesto Javier Chevanton
Episodio 06: Alvaro Recoba

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