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Suso decisivo in Milan-Inter - Fonte Twitter @acmilan
Suso con la nazionale spagnola – Fonte: Wikimedia

C’è un’aria nuova in casa Milan. Con l’arrivo della nuova proprietà cinese, e dopo le parole in conferenza stampa del nuovo AD Marco Fassone, pare proprio che gli asfittici mercati al risparmio del recente passato possano finalmente diventare un lontano ricordo. Se i quotidiani sportivi sono già scatenati alla ricerca dei nomi giusti che possano riportare il Milan sui palcoscenici del calcio che conta, non bisogna dimenticare che già ora la rosa rossonera può vantare prospetti di campioni, giocatori giovani ma dal talento purissimo, in attesa di sbocciare definitivamente.

È spagnolo, usa il mancino ma gioca sulla destra, e ha una gran voglia di confermarsi nel calcio che conta. Il suo nome è Jesús Joaquín Fernández Sáez de la Torre, meglio conosciuto semplicemente come Suso. 

L’UOMO DI CADICE

Suso comincia la sua carriera nelle giovanili del Cadice, la squadra della città in cui è nato, ridente cittadina costiera dell’Andalusia. Il giovane fantasista si fa subito notare per la sua tecnica e la capacità di giocare da mezzala a centrocampo o di svariare su tutto il fronte offensivo, a sinistra per tagliare l’area con i suoi cross velenosissimi, o a destra per accentrarsi e tirare in porta. Giovanissimo, è già sui taccuini degli osservatori di mezza Europa, ma è il Liverpool la squadra ad aggiudicarselo nel 2010 all’età di appena diciassette anni.

Nella squadra under 21 inglese si mette subito in mostra, e in due anni colleziona 42 presenze condite da 12 assist e 10 gol. Il passaggio in prima squadra è molto duro, ma pur senza segnare alcun gol Suso riesce comunque a ritagliarsi il suo spazio con 20 presenze. Il Liverpool continua a credere nel ragazzo e lo manda a fare esperienza all’Almeria, dove segna 3 gol in 35 partite e dimostra per tutta la stagione un ottimo stato di forma.

Poi qualcosa si inceppa, perché con il ritorno al Liverpool nel 2014 il talentino spagnolo non riesce più a mettersi in mostra. Arriva Natale e l’allenatore Brendan Rodgers non gli ha ancora concesso una sola presenza. Il suo contratto scade a fine stagione, e Suso pare rassegnato a un triste finale di campionato da comparsa. Poi arriva una telefonata inaspettata. Dall’altra parte c’è Adriano Galliani, che ha in mano una relazione entusiasta sul giocatore compilata da Rocco Maiorino, l’ex direttore sportivo rossonero: “Vuoi venire al Milan?”. Sì, certo che sì.

IN ITALIA

Pur di farlo arrivare subito in rossonero il Milan sborsa 200.000 euro. Al suo arrivo a Malpensa, l’11 gennaio 2015, Suso trova però il deserto: né tifosi né giornalisti ad accoglierlo. Suso non si rassegna, sa che deve ricominciare da capo, e che nessuno si ricorda delle sue meraviglie passate, compreso uno splendido gol da fuori area segnato proprio al Milan in un’amichevole estiva.

Le cose però continuano a non funzionare, e il periodo nero di Suso sembra non conoscere fine. La stagione è oramai compromessa, e il mister Filippo Inzaghi non gli concede che scampoli di partita, nonostante due grandi gol messi a segno nell’amichevole con la Reggiana.

La stagione successiva sembra continuare sulla falsariga del campionato appena concluso. Sono appena due le presenze concesse da Sinisa Mihailovic, e Suso comincia ad essere etichettato come oggetto misterioso da stampa e tifosi. Poi, a gennaio 2016, il trasferimento che cambierà per sempre la sua carriera. Gian Piero Gasperini lo chiama al Genoa e il Milan accetta il prestito, senza però concedere alcun diritto di riscatto, segno che la squadra rossonera continua a credere nelle sue qualità. È finalmente l’occasione di mostrare di che pasta è fatto, e forte della fiducia del tecnico Suso gioca sei mesi formidabili, con 19 presenze e 6 gol. Il culmine dell’esperienza genoana è senza dubbio il derby con la Sampdoria, che il fantasista spacca in due con una doppietta.

TRA PRESENTE E FUTURO

Quello che viene riconsegnato al Milan è un altro giocatore, più forte e sicuro di sé, finalmente consapevole della propria forza. È la stagione 2016-2017, e a Milanello si respira un’aria nuova, sarà per il nuovo mister Vincenzo Montella, sarà per il fermento portato dall’imminente cambio di proprietà. I tempi delle panchine infinite sono passati, e Suso è ora titolare inamovibile a destra di un tridente completato da Bonaventura a sinistra e Bacca al centro.

Lo spagnolo macina partite e il Milan macina punti, grazie ai gol e assist del suo numero 8. Sulla sinistra, Suso è imprendibile: nonostante lo spunto in velocità non sia il suo forte, il fantasista riesce sempre ad andare via al diretto avversario grazie alla sua tecnica e alla sua capacità di leggere in anticipo come si svilupperà l’azione. Gli anni di esperienza gli hanno donato consapevolezza e imprevedibilità, trasformando le sue giocate in discese fulminanti sulla fascia, sia che decida di andare sul fondo e crossare di destro, sia che opti per il rientro e il tiro a giro col sinistro, il suo vero marchio di fabbrica.

La partita emblematica di questo Suso in stato di grazie è anche la più difficile giocata dal Milan quest’anno, quella a disputata a Doha: in palio c’è la Supercoppa Italiana, davanti l’imbattibile Juventus, campione d’Italia in carica e schiacciasassi inarrestabile. La difesa del Milan sembra subito in bambola e dopo pochi minuti Chiellini la butta dentro. La partita sembra segnata, ma Suso non è d’accordo, e fa quello che di solito fanno i campioni: si carica la squadra sulle spalle. Al primo affondo mette in mezzo un pallone al bacio che Bonaventura non può che spingere in rete. È il pareggio, ma Suso non si accontenta, e gioca una partita clamorosa mettendo alla frusta il suo diretto avversario Evra, andando sul fondo infinite volte creando di fatto tutte le occasioni rossonere. Non solo, prima delle prodezze di Donnarumma e Pasalic durante la lotteria dei rigori, è proprio Suso che butta dentro il decisivo, il quarto, quello che darà il via all’apoteosi finale.

Oggi Suso è un titolare indiscutibile del Milan e uno dei migliori esterni della Seria A. Le sue giocate hanno attirato le attenzioni di tante big. Suso è felice al Milan ma allo stesso tempo non ha negato la sua disponibilità a tornare a giocare in patria. Qualunque sia il suo futuro, il campioncino spagnolo è concentrato sul presente e su un’agguerrita lotta per la qualificazione in Europa League, indispensabile per far riassaporare al Milan l’aria internazionale, che da troppi anni manca a Milanello. Da professionista quale è, Suso sa di dover dare anima e corpo per ottenere il sospirato piazzamento visto che in Serie A partite facili non esistono, anche se la prossima contro il Crotone dovrebbe essere abbordabile per i ragazzi di Montella (le quote danno il Milan decisamente favorito: BetStars dà i rossoneri vincenti a 1,70).

Intanto il passaggio di proprietà si è finalmente concretizzato, e la cordata cinese capeggiata da Yongong Li ha preso possesso del Milan. Sarà compito di Fassone ora trattare i rinnovi dei giocatori più forti, da Donnarumma a Romagnoli, da Bonaventura a quel mancino che gioca a destra, che viene da Cadice e ha voglia di conquistare l’Europa: Jesús Joaquín Fernández Sáez de la Torre, meglio conosciuto semplicemente come Suso.