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Conte Pochettino FA Cup 2017 Chelsea Tottenham
Fonte: Twitter @EmiratesFACup

PREMIER LEAGUE TOTTENHAM POCHETTINO – La storia la scrivono i vincitori. Una sacrosanta verità, lo dimostrano i fatti, ma è altrettanto vero che spesso e volentieri anche tra gli sconfitti c’è qualcuno, o qualcosa, da salvare. Tutte considerazioni che ben si sposano con la storia recente del Tottenham di Mauricio Pochettino, una squadra che da tempo incanta, della quale si parla tanto – ma forse non a sufficienza – ma soprattutto della quale ci si dimentica sempre troppo in fretta. Colpa dei risultati, che sono giustamente il fattore dal peso specifico maggiore quando è tempo di analisi, colpa nello specifico di due guastafeste italiani.

La squadra migliore della Premier League

Claudio Ranieri e con ogni probabilità Antonio Conte tra poche settimane sono probabilmente i manager più odiati nel nord di Londra da un anno a questa parte. Tra le tante cose che accomunano i due mister italiani c’è l’aver messo i bastoni tra le ruote alla squadra migliore della Premier League. Già, perchè nelle ultime due stagioni, numeri alla mano, il Tottenham di Mauricio Pochettino è di gran lunga la squadra più completa del panorama inglese. Lo scorso anno gli Spurs furono beffati dal miracoloso Leicester nonostante dati e statistiche premiassero loro, che non vincono un campionato da 56 anni e hanno chiuso nella top 3 una sola volta – l’anno scorso – negli ultimi 27. Quest’anno la storia si sta ripetendo, seppur con divario meno netto rispetto alla concorrenza. In caso di successo finale, il Chelsea di Conte sarebbe ampiamente supportato dai numeri legati alle proprie prestazioni, ma ciò non toglie che in casa Tottenham ci sarebbe ancora una volta da mangiarsi le mani. A cinque giornate dal termine del campionato i ragazzi di Pochettino vantano numeri che giustificherebbero la vittoria del titolo. Dalla miglior difesa (22 reti subite) all’imbattibilità tra le mura amiche condita dalle sole otto reti subite sino ad oggi a White Hart Lane. Gli Spurs sono anche la squadra che ha perso meno in questa Premier League (3 volte) e hanno – insieme al Chelsea – il miglior attacco d’oltremanica. Come i rivali hanno segnato 69 reti, una sola in meno del Liverpool che tuttavia ha già disputato due partite in più e dunque ha una media realizzativa peggiore. Tutto qui? Nossignore, Harry Kane e compagni vantano anche la miglior precisione al tiro di tutto il torneo (51%), oltre che il maggior numero di conclusioni (578), il maggior numero di passaggi chiave (392) e la miglior media di occasioni create a partita (13,24).

Alli-Eriksen-Kane, un trio poco pubblicizzato

Nell’epoca della BBC e della MSN, c’è un altro trio di fenomeni in Europa che non riceve però lo stesso trattamento da parte dell’opinione pubblica. Per talento, numeri e prestazioni, si può affermare che, oltre al grande lavoro di Mauricio Pochettino il segreto del grande Tottenham delle ultime stagioni siano Dele Alli, Christian Eriksen e Harry Kane. Bamidele Jermaine Alli, per tutti Dele, sta vivendo una stagione straordinaria sotto tutti i punti di vista. Il classe ’96 di origini nigeriane è con ogni probabilità il talento più fulgido che la scuola inglese abbia prodotto negli ultimi anni e sta sublimando il tutto con un campionato in cui i suoi numeri assomigliano più a quelli di un attaccante. Con 16 reti è il centrocampista più prolifico della Premier League e la distribuzione delle stesse (8 di destro, 4 di sinistro e 4 di testa, 15 su 16 dentro l’area) vale come un certificato di eccellenza nel ruolo di centrocampista moderno, o box to box, per rimanere in tema. Christian Eriksen è invece uno dei giocatori più sottovalutati del pianeta. Il talentuosissimo danese di scuola Ajax è un icona per gli hipster del pallone, ma le sue prestazioni e le statistiche stridono incredibilmente con il fatto che non sia ancora un fuoriclasse mainstream. Numeri alla mano, il classe ’92 con 12 assist vincenti è secondo solo a De Bruyne (13), mentre domina in quanto a passaggi chiave (84, il secondo è Barkley con 68). Non solo,  Eriksen è anche il giocatore con più conclusioni all’attivo in Premier e, manco a dirlo, il più preciso quando c’è da centrare lo specchio della porta. Probabilmente è lui il vero faro del Tottenham di Pochettino, se è vero che con la sua capacità di svariare lungo tutto il fronte offensivo è una sorta di regista mobile in grado di mettere in moto tanto se stesso quanto i compagni. Chi è solito beneficiare delle sue invenzioni è Harry Kane, uno che a suon di gol si è guadagnato di diritto la fama di attaccante più completo in Premier League. Con 20 reti in 25 partite, Hurri-Kane è secondo solamente all’ottimo Lukaku (24), rispetto al quale ha però una media realizzativa migliore (0,8 reti a partita contro 0,75). Per qualità e personalità Kane è un giocatore talmente dominante da essere praticamente insostituibile: non è un caso che 61 dei 69 gol messi a segno dagli Spurs siano stati realizzati all’interno dell’area di rigore avversaria.

Qualche errore di troppo

Una macchina apparentemente perfetta, tanto bella e tanto veloce da domandarsi come possa non essere anche vincente. Ebbene, come ogni squadra di calcio che abbia mai calcato un terreno di gioco, anche il Tottenham di Pochettino ha dei difetti. Tra le pecche principali degli Spurs vi è sicuramente la scarsa capacità di gestire un avversario in grado di imporre il proprio gioco. Il meccanismo di gioco creato dal tecnico argentino funziona alla grande, ma quando si inceppa non garantisce soluzioni alternative all’altezza. Il Tottenham non è squadra avvezza a subire l’avversario, lo dimostra il dato riguardante le intercettazioni che vede i londinesi in fondo alla graduatoria. Ma a fare la differenza sino ad oggi sono stati principalmente gli errori individuali. Il Tottenham è la squadra più giovane della Premier League con un’età media di 24,8 anni e appena tre giocatori con 30 o più anni, quattro considerando il non ancora trentenne Dembélé. La giovane età rappresenta sicuramente un plus in termini di esplosività e sfrontatezza, ma scopre inevitabilmente il fianco ad errori pesanti quando in campo serve anche dell’esperienza. Le statistiche riguardanti gli errori individuali che sono costati reti avversarie, vede il Tottenham al terzo posto assoluto (spiccano alcune topiche di Lloris), appaiato a Liverpool e Arsenal – e non è un caso – mentre il Chelsea capolista è 14°. Con quattro punti da recuperare in 5 partite e un calendario non esattamente favorevole, al Tottenham servirebbe una vera e propria impresa per rimontare il carro armato di Antonio Conte. Una di quelle imprese che passano alla storia, più dell’agrodolce record di punti stabilito con 5 turni di anticipo. Del resto la storia la scrivono solo i vincitori.

Dati Squawka


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