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Quello del bad boy è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo. Balotelli e Keita hanno fatto del loro sporco lavoro una missione. Il primo è oramai ritenuto, dai più, un caso perso. Il secondo, invece, alterna momenti di dominio calcistico ad atteggiamenti da reginetto del ballo di Compton. Come Mario e Keita si sono presi la domenica pallonara.

DA BALOTELLI A KEITA, PRIMA ROMA E POI NIZZA

Sono le 14.45 circa ed i tifosi della Lazio ricevono una di quelle notizie che, prima di un derby, potrebbe tranquillamente costarti un paio di infarti: Ciro Immobile non gioca. Un virus intestinale lo costringe a dare forfait e dato che di Michael Jordan ne nasce uno ogni triliardi di anni la soluzione è obbligata. Peso dell’attacco sulle spalle di Keita e Lazio pronta ad affidarsi alla sua velocità per mettere in difficoltà la difesa della Roma.

Su come il derby sia percepito nella capitale sono stati versati fiumi d’inchiostro e battutti innumerevoli tasti. Quello di quest’anno, però, ha una rara importanza. La Juventus viene dal pareggio di Bergamo ed offre alla Roma la possibilità di portarsi (in caso di vittoria) a meno sei e rendere più vive le ultime giornate di campionato. La Lazio, dal canto suo, vinto il doppio confronto in Coppa Italia punta a mettere ulteriore distanza tra sè e l’Atalanta per assicurarsi l’ingresso diretto in Europa League.

QUI NIZZA

Sono le 21 ed anche in terra francese l’attenzione è alta. Di fronte ci sono Nizza e Paris Saint Germain che, anche in conseguenza degli ultimi e spiacevoli incindenti, contibuiscono a rendere meno affollata la promenade des Anglais. Il Nizza viene da una stagione conclusa in quarta posizione che rappresenta il miglior piazzamento da tre anni a questa parte. Il PSG è la squadra simbolo della recente crescita del calcio francese (grazie anche ai capitali qatarioti) e campione di Francia in carica.

La posta in palio è di quelle importanti. Il Nizza, vincendo, rilancerebbe in maniera prepotente le ambizioni di qualificazione diretta alla Champions. Il PSG, dal canto suo, ha bisogno di quei punti che li consentirebbero di continuare a lottare testa a testa con il Monaco per la vittoria del campionato. Balotelli, al pari di Keita, è uno degli uomini più attesi ed è reduce dalla ennesima stagione passata sulle montagne russe. Arrivo in pompa magna accompagnato dai migliori propositi, flessione con immancabile squalifica e tentativo di resurrezione ancora in corso. Tutto in pieno stile Balotelli.

KEITA TI METTE LE ALI

Minuto 12 p.t. Dopo i primi minuti di smarrimento la Lazio si attiva. Keita galleggia tra Fazio ed Emerson e appena ricevuto il passaggio del compagno va a puntarli. Dal linguaggio del corpo si intuisce che l’obiettivo di Fazio è uno soltanto: evitare che il senegalese possa andare sul destro. Emerson, dal canto suo, interrotta bruscamente la corsa si affianca al compagno di reparto pronto a dare avvio al balletto che ha consentito a Goku e Vegeta di realizzare per primi la fusione. Il risultato, purtroppo per la Roma, è un disastro. Mandato al bar Fazio con la prima finta Keita si teletrasporta il pallone sul piede sinistro e trafigge il sorpreso Szczesny. L’esultanza è consultabile a pagina 9 del manuale del perfetto bad boy. Dito ad indicare la propria persona e sguardo minaccioso rivolto alla telecamera. Gli occhi parlano chiaro: io sono Keita, voi non siete un cazzo.

Minuto 40 s.t. Il secondo goal è quanto di più vicino ci sia alla filosofia del bad boy. L’azione di Lulic è straordinaria e Keita è ancora una volta bravo ad approfittare delle praterie che la Roma lascia sulla parte destra del terreno di gioco. Atteso il comodo passaggio del compagno e appoggiato comondamente il pallone in rete l’occasione è proprizia per ricordare a tutti che, per essere un “cattivo ragazzo”, è necessario anche il phisique du role. La corsa verso la curva occupata dai suoi tifosi è un concentrato di disconoscimento dell’autorità e prepotente affermazione del proprio io. Le mani brandiscono il colletto e sfilano la maglia numero 14. Si fotta l’ammonizione. L’urlo conferma la dedizione alla causa biancoceleste e la voglia di lottare per quei colori. Dopo 1631 giorni la Lazio torna a vincere un Derby di campionato. Dei bed boys c’è ancora bisogno e Keita è qui per dimostrarlo.

 

SE SALTELLI SEGNA BALOTELLI

Minuto 26 p.t. Il bad boy, si trova scritto nel manuale che Balotelli custodisce gelosamente, ha una grande capacità di fare da sè. Chi fa da sè fa per 10 è la rivisitazione del noto proverbio che Mariò ha assunto quale stella cometa della sua carriera calcistica. Il goal segnato contro il PSG che ha aperto le danze nel 3-1 finale per i suoi ne è un po’ la dimostrazione. Solita partenza da fermo e capacità di vedere una giocata dove in pochi sarebbero in grado. Verratti ricopre il ruolo della mosca che prova ad infastidire un elefante mentre la schierata difesa del PSG è soltanto una comparsa che aumenta il livello di difficoltà.

La palla come nel caso di Keita è teletrasportata sul sinistro ma a differenza del goal siglato dal laziale Balotelli predilige la potenza alla precisione. La frustata sul secondo palo è in pieno stile Balotelli e consegna al Nizza un Mario capace di raggiungere il suo record di 14 goal stagionali segnati nel 2013/14 in maglia Milan.

Keita e Balotelli. Balotelli e Keita. La domenica bestiale di coloro i quali lo sporco lavoro lo fanno più che volentieri.

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