Cristiano Ronaldo e la sua tripletta d’oro: una carriera fatta di numeri impressionanti

Cristiano Ronaldo e la sua tripletta d’oro: una carriera fatta di numeri impressionanti

Real Madrid-Atletico Madrid Cristiano Ronaldo – Martedì 2 maggio 2017, data da ricordare per le merengues di Zinedine Zidane che hanno annientato gli eterni rivali dei colchoneros per 3-0 nell’andata delle semifinali di Champions League. Protagonista indiscusso? Sempre lui: Cristiano Ronaldo. Il portoghese ha siglato una tripletta fondamentale per la sua squadra e ora i blancos hanno un piede nella finalissima di Cardiff. Prestazione sontuosa della punta di diamante della formazione Campione d’Europa, che ha giocato sotto ogni punto di vista una partita perfetta e ha praticamente trasformato il ritorno al Calderon in una formalità.

Numeri da capogiro

Serata da incorniciare per il giocatore portoghese, autore di una splendida performance che ha condotto gli undici di Zizou verso un ritorno più agevole. Il numero 7 del Madrid ha toccato quota 103 reti nella competizione dimostrandosi un rapace d’area. Sono 399 i gol complessivi con la maglia del Real ed il fuoriclasse madridista sembra non volersi fermare più. Un Cristiano Ronaldo cannibale, cinico e spietato che adesso insegue la quinta finale di Champions League della sua carriera, la terza con la maglia del Real dopo le due disputate con il Manchester United. C’è un altro dato da considerare: Ronaldo è il primo giocatore della storia della competizione a segnare due triplette consecutive in una fase finale. Un traguardo che inorgoglisce ancora di più il ragazzo di Funchal, trascinatore di una squadra intera in una partita che, prima del fischio d’inizio, sembrava priva di un risultato scontato. Cristiano però non è l’unico ad aver siglato una tripletta in una semifinale: prima di lui c’erano riusciti Del Piero, Olic e Lewandowski, altri campioni con lo stesso fiuto del gol del portoghese. Un CR7 indiavolato stabilisce un nuovo record: è il giocatore con più gol segnati nelle semifinali della storia della Champions, avendo superato un altro grande marcatore come Di Stefano. Numeri su numeri, prestazioni su prestazioni e gol su gol danno conferma che il pallone d’oro galactico è in gran forma. Numeri finiti? Niente affatto! Il campione lusitano è andato a segno in quasi tutte le apparizioni in Champions con la camiseta blanca, (per un totale di 88 gol in 86 partite). E non solo: è il primo nella storia a siglare più di 50 reti nella fase finale della competizione ed il primo a segnarne più nella fase ad eliminazione diretta che in quella a gironi. Scatenato il portoghese, avido e assetato di quelle vittorie che hanno sempre caratterizzato una carriera ad altissimi livelli e una girandola continua di un rendimento fuori dal comune.

Uomo europeo

L’exploit definitivo del portoghese avviene nella stagione 2007-2008, quando conduce alla vittoria del titolo e della Champions uno United pieno zeppo di stelle quali Rooney, Tevez, Scholes e Ferdinand. I Red Devils hanno creato in quell’anno una vera e propria macchina da gol premiata alla fine con il più grande riconoscimento individuale che possa esistere per un giocatore: il Pallone d’Oro. Il gol nella finale di Mosca è una delle tante soddisfazioni del portoghese, in lacrime dopo aver messo nei guai l’allora squadra di Sir Alex Ferguson sbagliando un penalty nella lotteria dei rigori contro il Chelsea. Ma quelle lacrime inizialmente amare si rivelano dolci poiché Edwin Van der Sar para il rigore decisivo per la vittoria dei Red Devils. La Champions sembra l’habitat naturale del portoghese, infatti nella stagione successiva centra la seconda finale consecutiva incontrando il Barcellona a Roma. Sfortunatamente l’epilogo è diverso da quello del 2008: il Barça sconfigge la compagine di Ferguson per 2-0 con reti di Eto’o e Messi. A Cristiano resta l’amaro in bocca per non aver conquistato per la seconda volta consecutiva la “coppa dalle grandi orecchie”.  Con il Real la consacrazione: Cristiano macina chilometri sul rettangolo verde, segna e gioca da campione per il gruppo e per vincere. Dopo quattro anni scarni in terra europea il centravanti alza ancora quella coppa, stavolta contro gli acerrimi rivali dell’Atletico (proprio l’ultima squadra annientata dal centravanti). Vittoria roboante quella del Real che si è imposto per 4-1 sulla formazione di Simeone dopo i tempi supplementari. Ma la soddisfazione più grande della sua carriera arriva nel 2016 quando la nazionale portoghese sconfigge quella francese a Saint-Denis nella finale degli Europei, macchiata forse da quell’infortunio di Cristiano che stava per mettere a repentaglio la partita degli outsider della competizione. Il gol di Eder, la gioia, le lacrime ed il trionfo. Il fenomeno che stenta a credere, dopo la delusione di Euro 2004, di essere riuscito a vincere con la sua nazionale. La tripletta nell’ultima partita con i blancos è forse il prologo di un altro imminente trionfo che, dopo ieri sera, non sembra affatto lontano.

di Giovanni Benvenuto