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Mertens Napoli
© Contrataque.it

Mertens Napoli rinnovo. Rivelazione dell’anno: ventotto gol in quarantadue partite per uno che di mestiere faceva l’esterno offensivo. Trasformazione compiuta a trent’anni, quando Dries Mertens ha scoperto di possedere doti da grande realizzatore. L’infortunio di Milik ha aperto il varco, l’assenza di una vera alternativa ha fatto il resto e così Sarri si è industriato per dare al Napoli un nuovo centravanti. I risultati hanno ampiamente superato le più rosee aspettative, il dodicesimo uomo, sempre in discussioni nel perenne ballottaggio con Insigne, è diventato un titolare inamovibile, lasciando agli altri le noie e i problemi del turnover.

TESORO NASCOSTO

Dal piccolo dramma sportivo, segnato dall’addio di Higuaìn e dal successivo infortunio del suo sostituto (oggi irrimediabilmente indietro nelle gerarchie) è nato un Napoli nuovo, inedito, bello come sempre e se possibile ancora più efficace, soprattutto in trasferta, laddove la velocità del tridente “leggero” ha prodotto la bellezza di undici successi fuori dalle mura amiche, con due gare in trasferta ancora da disputare. E non c’è dubbio che in questo senso la presenza del “falso nueve” abbia fatto la differenza, in positivo ma anche in negativo, viste e considerate le difficoltà riscontrate spesso nelle gare casalinghe, allorquando la squadra ha sofferto, contro determinate avversarie, lo scarso peso specifico del punto di riferimento centrale. Ma i pro, tra numeri personali e classifica generale, superano ampiamente i contro. Nelle prossime quattro gare si stabilirà la griglia finale ma ovviamente la società sta già lavorando al gruppo che verrà.

L’AMICO LORENZO E Il CONTRATTO IN SCADENZA

Prima mossa il rinnovo di Lorenzo Insigne, designato come capitan futuro e bandiera, galvanizzato e ringalluzzito dalle nuove responsabilità che lo hanno esaltato a tal punto da trasformarlo in leader tecnico ed emotivo del gruppo. Una crescita esponenziale, premiata con un contratto di quelli importanti, da 4.5 milioni più bonus fino al 2022, senza clausola rescissoria. Il Napoli ha giustamente investito su un talento ancora giovane, di ventisei anni, adeguandosi alle richieste del ragazzo che sul campo ha dimostrato di valere lo sforzo economico compiuto da De Laurentiis. Da Insigne a Mertens, col contratto in scadenza a giugno del 2018. Una bella gatta da pelare per il Napoli che si è mosso troppo tardi, non aspettandosi evidentemente l’exploit dell’attaccante nato per caso che ora, con ventotto gol all’attivo, è lì pronto a battere cassa. La questione andava affrontata e chiusa prima, magari in estate ed a cifre ragionevoli. Una patata bollente che andrà gestita e maneggiata con cura, senza badare ai sentimenti dalle possibili ripercussioni legate ad una cessione sì impopolare ma a questo punto inevitabile per una serie di ragioni delle quali il Napoli non può non tenere conto.

LE RICHIESTE

La prima questione è di natura economica e si lega a doppio filo al dato anagrafico: spingersi ad offrire 4.5 milioni di euro ad un giocatore di anni 30 non rientra nelle logiche strategiche di una società che negli ultimi tredici anni è stata esempio di gestione lungimirante, sempre attenta al bilancio, nel pieno rispetto delle ambizioni e dei progetti, sempre rispettati in base agli investimenti e alle possibilità (limitate) di De Laurentiis. Non si ottengono per caso otto qualificazioni consecutive alle competizioni europee, conquistate nonostante cessioni eccellenti, ammortizzate  grazie ad una programmazione sapiente che ha consentito al Napoli di preservare il suo livello di competitività. Allora la domanda sorge spontanea: perché tradire un modello di gestione vincente per assecondare le richieste (peraltro giustissime) di Mertens?

LA SOLUZIONE IMPOPOLARE

Gioca un ruolo importante il fattore ambientale: come reagirebbe la città alla cessione di Mertens, dopo aver perso appena dodici mesi prima Higuaìn? Quanto calerebbe la popolarità di De Laurentiis, già messa a dura prova quest’estate? E come si potrebbe giustificare la volontà (recentemente sbandierata proprio dal Presidente) di arrivare allo scudetto, privandosi poi dell’attaccante che ha trascinato il Napoli in Italia e in Europa? Forse non basterebbe nemmeno tutta la prosopopea dell’abile produttore cinematografico che sì, stavolta si è messo un bel guaio. Il dubbio è atroce: accontentare il pubblico (e di conseguenza il professionista) o cedere alle proposte arrivate dall’estero? Istinto, oppure ragione, la stessa che dovrà (o dovrebbe) guidare De Laurentiis, costretto a remare contro per non perdere la rotta.

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