Sassuolo, il prepotente ritorno di Duncan

Sassuolo, il prepotente ritorno di Duncan

Tra i 27 gol complessivi della trentaquattresima giornata di serie A appena trascorsa (pochi, se paragonati ai 48 della scorsa, nuovo record per il campionato italiano a 20 squadre) quello realizzato da Alfred Duncan al tramonto di Empoli-Sassuolo, potrebbe in un primo momento passare inosservato e tornare utile soltanto per le statistiche. A ben guardare tuttavia, la giocata del centrocampista neroverde, ripropone un paragone azzardato assolutamente in grado di reggere in ottica futura, considerando potenzialità, progressi e margini di miglioramento del classe ’93, prodotto del settore giovanile dell’Inter.

ALFRED DUNCAN, IL GHANESE SULLE ORME DI ESSIEN

Nella vastità dell’universo di giocatori del continente nero, Michael Essien troverà sempre una collocazione privilegiata, merito di una carriera straordinaria che avrebbe potuto essere ancora più luminosa senza due gravi infortuni alle ginocchia che non gli hanno più permesso di restare al top. Dieci anni fa infatti, Essien era considerato tra i migliori interpreti del ruolo di centrocampista su scala mondiale, merito di una struttura fisica impressionante che, unita a una forza muscolare fin lì sconosciuta, aveva contribuito a farne uno dei leader del primo Chelsea di Josè Mourinho. Prototipo del centrocampista moderno, Essien è stato un punto di riferimento importante per tantissimi giovani calciatori africani in cerca di un futuro migliore, ispiratisi a più riprese alle gesta del ragazzo partito in sordina dal Bastia nei primi anni Duemila, e successivamente divenuto simbolo e capitano della nazionale ghanese.

Così come Essien, anche Duncan è nato ad Accra, precisamente undici anni dopo il suo idolo, una generazione calcistica più tardi per intenderci. In una prima analisi, i paragoni tra i due finiscono qui, considerando che a ventitré anni Essien era già stato acquistato dal Chelsea di Roman Abramovich per una cifra vicina ai 30 milioni di euro. Vincitore della Next Generation Series e successivamente Campione d’Italia nel 2011/2012 con l’Inter Primavera guidata da Andrea Stramaccioni, Duncan non ha mai trovato spazio in prima squadra al pari dei vari Bessa, Longo, Crisetig, Mbaye e Benassi, trovando la propria reale dimensione lontano dai campi della Pinetina. Livorno, Sampdoria e infine Sassuolo, lì dove il suo percorso di crescita ha subito l’impennata che tutti gli addetti ai lavori auspicavano, grazie soprattutto al prezioso lavoro di un tecnico abilissimo con i giovani come Di Francesco. Insostituibile nel 4-3-3 marchio di fabbrica del Sassuolo, mezzala sinistro in grado di contrastare l’azione avversaria e far ripartire con discreta qualità quella dei propri compagni, capaci di conquistare uno storico settimo posto al termine dello scorso campionato, trampolino di lancio verso l’Europa.

RIMPIANTO NERAZZURRO, SPERANZA ROSSONERA

A interrompere il suo percorso netto, ci si è messa la sfortuna, compagna di viaggio durante tutto l’arco di questa tribolata stagione. Dopo le 35 presenze complessive del 2015-2016, quest’anno Duncan ha totalizzato soltanto 26 presenze, quasi tutte concretate tra luglio, agosto e settembre. Due lunghi infortuni l’hanno infatti tenuto ai margini nella fase calda, la stessa in cui il Sassuolo doveva far fronte al doppio impegno settimanale campionato/coppa senza diversi dei titolari designati. Solo in 10 delle 20 partite disputate in campionato, è rimasto in campo per tutti i 90’, segni inequivocabile di un condizione fisica precaria da ritrovare con la necessaria attenzione per non incorrere in pericolose ricadute. Confidenza e feeling riconquistati nelle ultime uscite, quelle in cui si è rivisto il giocatore chiamato al definitivo salto di qualità per imporsi agli occhi di qualche top club.

Sostanza, come dimostra il dato riguardante i duelli vinti (40%), recupero palla e qualità (69% di precisione nei passaggi), precisione e risolutezza nei tentativi dalla distanza (costantemente uno a partita), fondamentale in cui la mano di Di Francesco si nota di più. Non a caso, Walter Mirabelli, suo scopritore e grande estimatore dai tempi dell’Inter, l’avrebbe individuato come rinforzo per il Milan in vista della prossima stagione. Proprio in rossonero, dove Essien si trascinò stancamente nella sua ultima esperienza di livello, potrebbe finalmente avvenire l’ideale passaggio di consegne tra i due che probabilmente non sono mai sembrati così simili come in questo momento.