Paradosso Europa League: tutti i guai di Milan, Inter e Fiorentina

Paradosso Europa League: tutti i guai di Milan, Inter e Fiorentina

SERIE A – Milan, Inter e Fiorentina non sanno più vincere e nessuna di esse sembra in grado di staccare in anticipo il pass per i preliminari di Europa League. Nella 35/a giornata di Serie A, i nerazzurri cadono al Marassi contro un ritrovato Grifone, i rossoneri fanno altrettanto in casa contro una Roma scatenata, mentre la Viola non va oltre il pari nella trasferta di Sassuolo. Nelle ultime tre di campionato è attesa una bagarre che non sembra solleticare gli animi delle contendenti, con gli ambienti presi in considerazione tentati dalla possibilità di mettere da parte la partecipazione alla seconda competizione continentale.

PARADOSSO EUROPA LEAGUE – LA “NON” CORSA DI TRE SQUADRE PER LA COPPA CHE NESSUNO VUOLE

Un tempo i filosofi e i matematici – menti pulsanti del mondo antico – erano soliti inventarsi dei ragionamenti a caso per insegnare alla gente come non si ragiona o per confutare realtà assolute. È questo il caso di Zenone di Elea che, intento a discernere sulla divisibilità del tempo e sulla natura del movimento, propose il paradosso di Achille e la tartaruga: secondo il quale, un corpo più veloce non raggiungerà mai uno più lento giacché il punto occupato da quest’ultimo, nel frattempo, si sarà già spostato rispetto a dove si trovava in precedenza. La folle, pazza, “non” corsa di Milan, Inter e Fiorentina sembra ricalcare fedelmente il modello del pensatore greco. Non solo, lo espande rendendolo di fatto un pezzo di pura epopea moderna a tinte tragicomiche: facendoci rientrare un mix variegato di interessi economici, sportivi e mediatici che sembra sposare alla grande la situazione del calcio di oggi.

Domenica 28 maggio alle ore 22:40 – minuto più, minuto meno – sapremo tutto: vita, morte e miracoli dei nostri rappresentati nelle competizioni europee per l’annata 2017/18. Arrivare sesti, in particolare, significherà preliminari di Europa League ovvero, tradotto in termini sportivi, avere il primo incontro clou dell’anno tra il 27 luglio e il 4 agosto, con ritorno tra il 17 e il 24, per una preparazione ad hoc che dovrà per forza di cose iniziare in maniera intensa già dai primi di luglio. Temperature alte, vacanze ristrette al solo mese di giugno, tournée estiva all’estero a rischio e chi più ne ha, più ne metta.

PIOLI TREMA, L’INTER HA MOLLATO

Due punti nelle ultime sette partite di Serie A. Questa è l’Inter di Pioli. Un rendimento terrificante che mette a nudo tutto i problemi di una rosa che manca di pezzi importanti in ruoli chiavi del campo (esterni e centrali di difesa) e ricambi di livello assoluto. Il fatto che i nerazzurri siano riusciti a realizzare un filotto importante di risultati in pieno inverno lascia comunque intendere le capacità di un organico che può sì vantare elementi dal valore assoluto, quasi altisonante, eppure da sempre avviliti dall’indolenza: i vari Perisic, Icardi, Kondogbia, Joao Mario. Milioni a “palate”, tecnica e fisicità, eppure anche poca costanza e tanta fragilità psicologica.

Soprattutto nessun leader che possa dirsi tale. Nessun “Zanetti”, sempre che “El Tractor” lo fosse stato anche lui negli anni in cui tutti i Top Player avevano cucito sul petto lo stemma interista. Come se non bastasse, a tenere banco è il futuro del tecnico: quasi un delitto cronico per l’Inter delle ultime stagioni. Pioli è ai ferri corti con la società, i giocatori lo sanno e lui sembra non avere più presa su quest’ultimi come nei suoi primi mesi alla Pinetina. Qualificarsi per i preliminari di Europa League per i meneghini significherebbe non avere tempo per ristrutturare, ergo sarebbe un problema bello e buono.

CAOS FIORENTINA: DELLA VALLE SE LA PRENDE CON I TIFOSI E NON CON I SUOI

Milano-Firenze andata (e ritorno). Paulo Sousa più che il leader insindacabile e inarrestabile – quello dello scorso anno -, appare adesso come un gigante di argilla intento a sciogliersi sotto la scarsa pioggerella primaverile di questo maggio a tinte fosche. A rimetterci è la Fiorentina 2016/17: una squadra messa insieme in poco tempo nel luglio scorso da un Corvino stressato, supportato da una proprietà distratta. Al resto ci hanno pensato i giocatori, molti dei quali impreparati per la Serie A, e il tecnico che avrebbe fatto volentieri le valigie se non ci fosse stato di mezzo un contratto di buon livello e l’assenza di vere proposte. I tifosi contestano una squadra che, se guidata con ardore e maggior nerbo, nulla avrebbe da invidiare a Lazio e Atalanta.

Tant’è, dopo l’eliminazione dall’Europa League e i buchi nell’acqua delle ultime giornate il clima in quel di Firenze si è fatto rovente con tanto di striscioni attaccati ai cancelli dell’Artemio Franchi. Della Valle riesce nell’unica cosa che sa fare, ovvero ripetere il mantra di un desiderio che dalle parti di Viale Fanti poco e male si è sentito se non nei momenti di gloria: “Incomprensibile l’atteggiamento di questa minoranza nei miei confronti – e aggiunge ADV – Soltanto la passione mi fa andare avanti”. Forse sarebbe stato meglio esonerare Sousa – viste le incompatibilità assodate – a tempo debito, evitare di affrontare una stagione senza un terzino destro di ruolo e/o di impelagarsi in acquisti mirati al solo reparto offensivo (tra l’altro in overbooking, unico). Pensare di dover giocare un preliminare a fine luglio sarebbe un suicidio per chi erediterà le rovine lasciate dal tecnico portoghese.

MONTELLA L’UNICO A RIMANERE IN SELLA

“Loro sono peggio di me”. Parafrasando un Adriano Celentano d’annata accompagnato da un super Renato Pozzetto. Vincenzo Montella è l’unico – almeno al momento – tecnico che sembra aver le carte in regole per mantenere salda la panchina anche la prossima stagione. Il suo Milan è tutto tranne che costante e ha più di una pecca, soprattutto in difesa. È però onesto constatare come l’ex doriano abbia ribaltato una squadra apparentemente lontana dai suoi diktat, trasformandola in una realtà futuribile, degna di una chance. I comparti societari sanno di avere a libro paga un tecnico dal valore assoluto, capace di consacrarsi nelle prossime stagioni.

Con un mercato fatto su misura, Montella potrebbe essere il prospetto giusto per affrontare la sfida dell’Europa League, una competizione in cui ha dimostrato di avere le carte in regola per andare avanti ai tempi della Fiorentina. Si potrebbe anzi rivelare una “exit strategy” perfetta per chi come lui è solito lasciare qualcosa per strada.

Da ultimo, torniamo al paradosso di Achille e la tartaruga. Se non siete d’accordo con quanto asserito da Zenone, si può prestare attenzione alla critica di Diogene che, per confutare la tesi del proprio pari, fece la cosa più semplice che si possa immaginare: iniziare a camminare. Ecco, forse anche Milan, Inter e Fiorentina dovrebbero iniziare a farlo, altrimenti la corsa all’Europa League resterà solo un paradosso, niente di più.

Stefano Mastini