Valzer panchine, Inter: quando il fallimento è ingiustificabile

Valzer panchine, Inter: quando il fallimento è ingiustificabile

Inter Pioli esonero Thohir – Mercoledì 10 maggio 2017, la notizia è ormai nota: Stefano Pioli non è più il tecnico dell’Inter. Decisive per il mister le sconfitte con Fiorentina, Napoli e Genoa che hanno segnato definitivamente la corsa all’Europa del club nerazzurro. La squadra adesso è stata affidata a Vecchi (coach della primavera), segno evidente di come la compagine di Milano riscontri una difficoltà nel saper trovare un’identità ben definita. La dirigenza (specialmente Ausilio) è sul banco degli imputati ed è in fase di definizione l’approdo di Walter Sabatini. Il clima non è dei migliori ad Appiano Gentile, la squadra ha bisogno di una ventata di cambiamento dopo un tracollo che forse poteva essere evitabile.

INTER, Valzer in panchina – CHI PER IL DOPO PIOLI?

I tifosi sono scontenti e furiosi dopo l’ultima batosta subita al Ferraris contro il Genoa. La squadra dell’ormai ex tecnico Pioli non ha mostrato un calcio efficace evidenziando anche lacune difensive che sono valse alla compagine nerazzurra la sconfitta. Per comprendere il fallimento bisogna fare un passo indietro: l’Inter, nel corso della stagione, ha affidato la guida tecnica a Frank De Boer senza però conseguire risultati importanti. La dirigenza aveva in mente un determinato progetto: creare un mix di veterani e di giovani promesse provenienti dalla squadra primavera. Il piano è però naufragato dopo il mancato exploit del tecnico olandese, esonerato poiché ritenuto inadatto al piano di rilancio della squadra, con De Boer che è andato subito all’attacco accusando i vertici di essere poco presenti nelle dinamiche tattiche del gruppo.

Thohir, su sollecitazione di Massimo Moratti, chiama Pioli. L’italiano mostra sin dal primo match una certa dimestichezza nel saper gestire lo spogliatoio facendo le scelte giuste e cercando di valorizzare il potenziale della rosa. Dopo un avvio discreto, l’allenatore si è visto crollare addosso i suoi schemi come dei castelli di carta, non esentandosi dal sollevare alcuni interrogativi all’interno del CDA. Un capitombolo che è costato al mister la panchina di una delle squadre più famose d’Italia a causa della precarietà in zona difensiva negli ultimi scontri e al mancato affiatamento tra centrocampo e attacco (quei reparti che prima sembravano trovarsi dal punto di vista quantitativo e qualitativo) . Adesso toccherà a Vecchi chiudere il campionato, il nuovo obiettivo? Far tornare l’entusiasmo a San Siro e concludere in maniera dignitosa un’annata da cancellare viste le incertezze tattiche e le intenzioni astratte di una dirigenza forse troppo legata al brand management che non ai risultati sul campo.

Fattori del crack

Erick Thohir, uomo d’affari indonesiano, ha preso le redini dell’Inter con un obiettivo ben preciso: rilanciarla in territorio nazionale ed internazionale. C’è però un altro dato da considerare: i nerazzurri sono la squadra italiana con il maggior seguito in Indonesia, terra dell’attuale patron nerazzurro. Sfortunatamente quest’ultimo non è riuscito nel suo intento attivando così una girandola di cambiamenti ai vertici societari. La maggior parte delle quote sono state acquistate successivamente dal gruppo Suning alimentando quel senso d’incertezza in merito al futuro. Zhang jr. (figlio di Zhang Jindong) sta mostrando grande attaccamento alla squadra senza però comprendere in fretta la linea tecnica. Un altro segno evidente di come la gestione sia stata fallimentare è sicuramente la mancata affermazione di quel profilo che doveva incanalare sui binari giusti la stagione, ovvero Gabriel Barbosa. Il giovane è stato relegato in panchina anche quando poteva essere utile, con la dirigenza che non ha esercitato alcuna pressione sul tecnico affinché il giocatore potesse trovare definitivamente un posto in prima squadra.

Questi sono alcuni dei tanti fattori caratterizzanti il crack nerazzurro. L’ambiente adesso è teso come una corda di violino che rischia di spezzarsi forse troppo in fretta, il via vai di tecnici all’interno del centro sportivo rappresenta l’inadeguatezza da parte di Suning, che sembra essere un cavaliere errante all’interno del mondo del calcio, realtà apparentemente ancora sconosciuta a questo gruppo. L’inno recita “Pazza Inter amala!”, ma di fronte a questa conduzione appare difficile anche solo pensarlo.

di Giovanni Benvenuto