Arezzo val bene un esonero: essere cacciati per diventare grandi

Arezzo val bene un esonero: essere cacciati per diventare grandi

AREZZO ESONERO SARRI – Più degli scarni comunicati, a volte colmi di retorica, che si utilizzano per allontanare i tecnici, tendenzialmente gli esoneri vengono ricordati soprattutto per il gusto insapore che lasciano nell’anima di chi li subisce personalmente o passivamente, come tifosi e calciatori. Non sempre quella di cacciare via un allenatore si rivela la scelta giusta, almeno per quanto concerne il futuro. Se esistessero davvero veggenti e palle di vetro affidabili, probabilmente in quel di Arezzo avrebbero contato fino a 10.000 prima di privarsi della bontà che possedevano tra le mani. Perché il club toscano ha dilapidato, nel corso degli anni, un vero e proprio tesoro riguardo le guide tecniche.

Essere esonerato ad Arezzo vuol dire diventare grande altrove: ecco le prove

Dei tre esempi più impattanti da scegliere, quello più recente è senz’altro rappresentato dalla figura di Leonardo Semplici. Ex allenatore di una delle più belle e divertenti rappresentative giovanili della Fiorentina – che poteva vantare in squadra i vari Bernardeschi, Iemmello, Seferovic e Camporese – Semplici aveva precedentemente provato l’avventura ad Arezzo dopo 4 anni positivi al Figline. Nonostante il terzo posto in classifica il tecnico viene inspiegabilmente esonerato dopo 13 partite, per poi tornare a 3 gare dalla fine per sostituire Galderisi. Il pasticcio però non è finito: Semplici viene nuovamente cacciato nel pieno dei playoff dopo la sconfitta contro la Cremonese, in favore ancora di Galderisi.

Quest’anno, dopo un inizio difficile, il tecnico ha trovato la quadratura del cerchio della sua Spal, portandola alla seconda promozione consecutiva e al ritorno in Serie A dopo 49 anni dall’ultima volta. Nella scorsa stagione, peraltro, Semplici ha vinto la Panchina d’Oro di Lega Pro.

Scambio di panchine

Uno dei nomi più famosi ad aver fatto questo percorso è però senza dubbio Maurizio Sarri. Il tecnico partenopeo sta proponendo forse il gioco più bello delle ultime decadi in Italia e si è aggiudicato la Panchina d’Oro di questa stagione. Anche per lui, però, il passato aretino è stato triste: approdato nel club per la stagione 2006-2007, nonostante una rosa nemmeno troppo scarsa viene esonerato nel marzo del 2007 con la squadra all’ultimo posto in classifica, complice anche una penalizzazione di 6 punti per via di Calciopoli. In Coppa Italia, però, era arrivato ad eliminare il Livorno – squadra di Serie A – e a sfidare il Milan senza sfigurare. A 7 anni di distanza dall’esonero, Sarri avrebbe poi riportato in A un’altra squadra come l’Empoli. Il resto, come si suol dire, è storia.

Ciò che qualcuno potrebbe aver dimenticato è che lo stesso Sarri subentrò come tecnico all’Arezzo in virtù dell’esonero di un suo collega ancor più noto: quell’Antonio Conte che quest’anno si è laureato campione d’Inghilterra con il Chelsea dopo svariati titoli nazionali vinti con la Juventus. All’Arezzo Conte ebbe la sua prima vera esperienza da tecnico, dopo aver fatto da secondo a De Canio nella precedente stagione a Siena. Dopo 5 punti nelle prime 9 giornate, conquistati solo attraverso pareggi, Conte viene esonerato per poi essere richiamato dopo la cacciata di Sarri. Interessante notare come l’Arezzo, senza penalizzazione, avrebbe chiuso il campionato all’undicesimo posto. Nonostante i tecnici bravi e dal futuro blasone, però, la squadra retrocesse in Lega Pro. E il percorso dei tecnici ebbe un netto miglioramento negli anni successivi. Che Arezzo sia un portafortuna per diventare grandi in futuro? In tal caso, sarebbe vero affermare che prima delle gioie bisogna sempre soffrire un po’.