Il River Plate saccheggia la Boca e riapre i giochi in Argentina

Il River Plate saccheggia la Boca e riapre i giochi in Argentina

BOCA RIVER SUPERCLASICO – Ai primi di gennaio, quando l’estate afosa divideva in due il campionato di Primera División, in Argentina la capolista Boca Juniors si ergeva sola e fiera in cima, guardando tutti dall’alto quasi con sufficienza, forte soprattutto degli undici punti di vantaggio sull’eterno rivale River Plate. La vittoria per 4-2 al Monumental, con un Carlos Tevez devastante, aveva lasciato ben sperare un’intera tifoseria sparsa in tutto il paese: era arrivato il momento del passaggio di consegne e del ritorno alla vittoria in campionato. Poi l’addio di Carlitos, tentato dagli 80 euro al secondo di cottimo in Cina e la caldissima vicenda estiva dei diritti televisivi e dello sciopero dei calciatori hanno finito col rompere l’equilibrio boquense. Fino alla batosta subita ieri in casa contro i Millonarios. Il perentorio 3-1 con il quale gli uomini di Gallardo, il tecnico più emergente di Argentina, si sono imposti su quelli di Schelotto, che vive ancora troppo del suo passato da calciatore e ancora non ha dato prova di essere un allenatore virtuoso, ha riaperto i giochi. Questo perché, nel caso in cui dovesse vincere la partita da recuperare, il River si porterebbe a una sola lunghezza dal Boca.

Boca-River, Superclasico Senza Carlitos

Nel quartiere del riachuelo di Buenos Aires in molti si chiedono se questo Boca non fosse solamente Carlitos. Il campione del popolo dal cuore gialloblu era tornato di sua spontanea volontà per amore alla maglia, ma finalmente, a 33 anni, si è arreso dal dio denaro e ha preferito assicurare un futuro solare a sé stesso e ai suoi cari. E quindi ecco che il peso dell’attacco del Boca ricadeva sulle spalle di Centurión e Benedetto, il quale ha messo a segno 14 gol finora ma senza conferire quello spirito da leader che l’attuale capitano Gago non ha mai posseduto. In più, i bosteros hanno dimostrato di non avere praticamente un’idea di calcio, il che conferma ancora di più l’assoluta dipendenza dall’ex juventino, il quale oltre ad emanare un’aura imponente e di rispetto, trascinava moralmente tutti i suoi compagni.

Grande ammucchiata

Con sei giornate dalla fine del campionato, i giochi sono tutt’altro che chiusi. Dalla prima in classifica, il Boca alla nona, l’Independiente, vi sono appena 8 punti di distacco, in quella che spicca come una grande ammucchiata frutto dell’ultimo desiderio compiuto dal demiurgo Grondona, il quale prima di morire sancì l’inizio del campionato unico a trenta squadre. La crisi del Boca potrebbe dunque essere molto più acuta di quanto sembri, nel caso in cui gli uomini di Schelotto venissero risucchiati nella zona sottostante, con Newell’s Old Boys, Banfield e San Lorenzo a dar fastidio. Tra sei giorni la tremante capolista ospiterà proprio il Newell’s, anch’esso sconfitto nel derby cittadino, e con il sangue agli occhi. Perché un Superclásico argentino può essere l’equilibrio di una stagione. E chissà che il sacco della Boca da parte del River non sia stato un terremoto inaspettato in quella che sembrava essere una stagione trionfale per i gialloblu.