Terremoto Serie A: tutto è ancora in bilico

Terremoto Serie A: tutto è ancora in bilico

SERIE A – Sorprese a profusione nella 36/a giornata di Serie A 2016/17. La Juventus cade all’Olimpico contro una Roma dai ranghi ridotti, riaprendo così il discorso Scudetto: adesso ai bianconeri serve una vittoria nelle ultime due gare di campionato per mettere a tacere i detrattori. Suspense in coda con la corsa salvezza che si è fatta più interessante del previsto, con il Crotone che ha raggranellato ben 17 punti nelle ultime 7 gare; gli uomini di Nicola ci credono e alla prossima dovranno vedersela proprio contro la Vecchia Signora.

SERIE A JUVENTUS CROTONE – TONFO BIANCONERO A ROMA, DECISIVA LA PROSSIMA GIORNATA

Non ce lo saremmo mai aspettato, eppure è andata proprio così. L’ultima giornata di campionato ha sparigliato le carte in tavola, mettendo tutto (e tutti) in discussione: il crollo della Juventus a Roma alimenta i sogni iridati giallorossi, il sesto posto che vale i preliminari di Europa League se lo giocano Milan e Fiorentina, mentre in coda c’è il tempo per apprezzare la cavalcata estemporanea del Crotone al 7° risultato utile consecutivo, in grado di inguaiare Empoli e Genoa, adesso distanziate rispettivamente di uno e due punti. Choc anafilattico per il calcio da sempre più asfittico di idee e di emozioni che abbia mai visto la luce nel continente europeo, punto – evidentemente sul più bello – dall’animosità di questo cambio di stagione estiva che si è fatta attendere anche sin troppo a lungo.

Ecco allora che, quasi per magia, stamani ci siamo tutti risvegliati senza certezza alcuna. Svuotati dal mantra “Juventus Campione” o di quello che appariva altrettanto scontato di “Crotone retrocesso”, non è andata così soprattutto per merito (e demerito) dei singoli. A partire da quelli giallorossi che non hanno lasciato nulla al caso nella notte dell’Olimpico, con Spalletti bravo e fortunato a fermare la Vecchia Signora e rispedire al mittente le tante critiche piovutegli addosso negli ultimi tempi; fino agli interpreti calabri, con la “banda Nicola” che ancora meglio ha fatto sotto il sole battente dell’Ezio Scida, con il sigillo di Rohden in grado di galvanizzare un ambiente a dir poco assopito e/o assente fino ad un mese e mezzo fa.

Leonardo Bonucci, Roma-Juventus - Serie A - Fonte: Juventus Official
Leonardo Bonucci, Roma-Juventus – Serie A – Fonte: Juventus Official

JUVENTUS E CROTONE: UN FUTURO DA SCRIVERE INSIEME

Si giudicheranno l’un l’altra nella prossima di Serie A: pronti, via e il testacoda è servito. Da una parte lo “Scudo”, dall’altra la salvezza, miti singolari e obiettivi sensibili che cambiano di respiro solo in base al relativismo terrestre. Gli “squali” sono la squadra più in forma del campionato: brevilinea, scattante, capace di sopportare anche temperature più alte delle media del periodo, insomma una bomba ad orologeria pronta ad esplodere. Nell’altro angolo del ring lei, la divoratrice di calcio italiano (e non solo quest’anno), la Juventus plasmata da Allegri. Ad onor del vero, ci sembra impossibile pensare che i bianconeri possano smarrire la bussola e con essa quanto fatto di buono in questi mesi, per di più allo Juventus Stadium davanti un pubblico che l’ha vista trionfare nel recente passato contro le big di Champions.

Eppure nel calcio non c’è nulla di scontato e anzi pensare diversamente alle volte induce anche in errori grossolani. Motivo per cui molti tifosi della Juventus dovrebbero, loro in primis, vivere la grandezza calcistica della propria squadra con profonda leggerezza che non con livore e manifesta alterigia dell’avversario. Errore che non commettono affatto invece i loro dirimpettai rossoblù, che consideravano la pratica Serie A ormai morta e sepolta salvo poi vedere i propri ragazzi portare a casa più punti negli ultimi due mesi che in tutto il resto della stagione. Dicesi soddisfazioni.

LE ALTRE, IL CALCIO SOTTO L’OMBRELLONE

Chiosa finale sul resto della massima serie. Tutto da rivedere e correggere (in fretta). L’Inter si fa uccellare a San Siro da un Iemmello versione bomber di razza, doppietta per l’ex viola che chiude l’annata difficile del Sassuolo e relega i nerazzurri all’anonimato e alla tournée estiva orientale. Uno spettacolo osceno quello andato di scena a Milano, di questo passo “scala mobile” del calcio visto il carattere da centro commerciale assunto dal mondo pallonaro meneghino: giocatori immobili, sguardi rivolti altrove, pochissima personalità, ancor meno identità. Se questo è il football 2.0 o 3.0, beh allora sarebbe stato meglio rimanere senza tv o globalizzazione.

Medesimo discorso anche per quanto concerne la prova di Empoli e Genoa, con il Grifone in apnea perenne da gennaio scorso, mese in cui è stata dichiarata la sua salvezza a priori (come se bastasse dirlo). Il gol subito da Lamanna è da ufficio inchieste, così come la prova del suo corrispettivo rosanero che ha tentato il tutto per tutto fino al 90′ nel vano tentativo di rimettere in partita gli ospiti. La sensazione è quella di avere davanti ai nostri occhi un calcio modesto fin troppo aperto alla mediocrità: sarebbe il caso di riportare il numero delle squadre da 20 a 18, diminuire lo “spezzatino” e serrare i ranghi intorno al concetto di “poco ma buono”. Purtroppo però questo non avverrà mai, con le televisioni ad imperare su di un prodotto sempre più “tirato via”. Di questo passo non è nemmeno un caso che molti giocatori si sentano già sotto l’ombrellone. Come biasimarli?

Stefano Mastini