L’incostante Joe Hart, quando il calciomercato affascina ed inganna

Claudio Cafarelli
16/05/2017

L’incostante Joe Hart, quando il calciomercato affascina ed inganna

JOE HART ERRORI – Giuriamo di non farlo più e poi puntualmente ci caschiamo. Se lo straniero nella vita reale fa paura, come ci propina scandalosamente ogni giorno Retequattro, nel calcio affascina e ultimamente inganna. Un acquisto non italiano è visto con un occhio diverso. Inutile negarlo, dai primi sondaggi all’eventuale firma è un’escalation di attesa, schede tecniche, video su youtube, vero e proprio fomento ed un occhio costante al palmares. “Questo è forte”, “Con questo si fa salto di qualità”, frasi che prima erano di proprietà dei tifosi e che ora coinvolgono anche presidenti, giornalisti ed esperti di calciomercato. Ma non sempre le prestazioni collimano con le attese. L’esempio più vivido di questa stagione è Joe Hart, arrivato a Torino con grande umiltà ma rivelando subito la sua caratteristica principale: l’incostanza.

Joe Hart, un arrivo in pompa magna

Titoli in prima pagina, trattativa ad oltranza, febbrile attesa e poi finalmente l’arrivo a Torino. A festeggiarlo c’erano 200 tifosi granata che all’arrivo del giocatore l’avevano accolto con applausi e ovazioni. Diretta Sky per vivere ogni momento della prima giornata di Hart in Italia e nel frattempo sul sito web ufficiale appariva la nota ufficiale con le dichiarazioni del presidente Urbano Cairo: “È un portiere di livello internazionale, con un’esperienza notevole maturata sia con il Manchester City, sia con la Nazionale inglese in cui tra l’altro ha esordito giovanissimo, a 21 anni. Essere riusciti a ingaggiarlo è per tutti noi motivo di grande soddisfazione e testimonia le nostre ambizioni di voler costruire una squadra sempre più forte e competitiva”. A confermare la bontà dell’ingaggio anche le parole di Roberto Mancini: “Ottimo acquisto e, nonostante i ventinove anni, io penso che Hart abbia ancora margini di miglioramento. In Italia ci sono allenatori molto competenti e così Joe potrà misurarsi con loro e migliorarsi, questo è un grande vantaggio per lui. Mandare via Hart da Manchester è stata una scelta inspiegabile da parte di Pep Guardiola”. Insomma un plus per la difesa e in generale per il Torino, incosciente Guardiola a mandarlo via. Peccato che i numeri siano impietosi.

Gli errori di Joe Hart e i troppi gol subiti

Sono 61 i gol subiti dai granata, peggio hanno fatto solo Cagliari, Pescara e Palermo. Tanti gli errori di Joe Hart, a cominciare dalla prima giornata con una smanacciata discutibile che ha permesso all’Atalanta di pareggiare i conti. Eppure bastava conoscere la storia di questo ragazzo per capire le sue qualità ma anche i tanti cali d’attenzione e la sua conosciuta inconstanza. Così tanti errori da spingere i tifosi del Manchester United ha realizzare un video con tanto di musica di Benny Hill Show. Addirittura nel 2013 una trasmissione analizzò le numerose papere di Joe Hart e cercò di dare una spiegazione al suo calo. C’è chi dava la colpa ad una partita spartiacque della sua carriera, quell’Inghilterra-Italia degli Europei 2012 resa celebre per il cucchiaio su rigore di Andrea Pirlo. Nel frattempo però il ragazzo ha continuato a difendere la porta del Manchester City e della Nazionale, sempre però tra alti e bassi.

Un professionista serio e di carattere che però non trasmette la sicurezza giusta all’intero reparto arretrato. La stessa difficoltà riscontrata questa stagione. Eppure anche un collega come Stefano Sorrentino aveva esaltato le doti di Joe Hart e la possibilità di far crescere anche la scuola italiana.  Però dopo l’errore nella prima partita di campionato, Joe Hart si è ripetuto più volte. Anche contro l’Inter e il Crotone ha lasciato il segno a tal punto da spingere Urbano Cairo a tornare sui suoi passi: “È troppe volte che subiamo quel tipo di gol. È già successo con Atalanta ed Inter, significa che quell’angolo è davvero sfortunato… Cosa gli succede? Niente, però da quando si parla così tanto del suo futuro, è un po’ andato in difficoltà: lasciatelo tranquillo”.

Addio al Torino e all’Italia

Un futuro lontano dall’Italia come già dichiarato dal ragazzo. Lo aspetta a braccia aperte la sua Premier League. L’esperienza all’estero è stata negativa e anche contro il Napoli ha lasciato il segno facendosi beffare sul suo palo. Lo straniero ha fallito e anche questa volta si è caduti nel tranello. Anche nell’ultimo calciomercato il fascino del non italiano ha ingannato. Ma niente paura quest’estate sarà il turno di un altro acquisto esotico pronto a far esaltare migliaia di tifosi e addetti ai lavori.

Però sul mercato dei portieri magari basterà rileggere il buon Fabrizio Ferron, ex estremo difensore di Atalanta, Verona e Sampdoria e da anni preparatore dei portieri delle nazionali giovanili italiane. “Non invidio nessun altra nazione, sono sincero. In Italia abbiamo un livello molto alto rispetto all’estero. Fuori dall’Italia trovi il portiere bravo ma vedere tanti portieri che sono arrivati in prima squadra non l’ho visto in altri paesi: abbiamo una qualità superiore. E abbiamo già altri giovani ragazzi che sono sulla giusta strada per arrivare in alto”. Cragno, Meret, Donnarumma, Scuffet, Alastra, Gollini, Sportiello e Perin aspettano la loro occasione.