Hull City, Ranocchia croce e delizia: quando l’errore è sempre dietro l’angolo

Hull City, Ranocchia croce e delizia: quando l’errore è sempre dietro l’angolo

RANOCCHIA ERRORE HULL – Chelsea campione davanti al Tottenham, Sunderland, Middlesbrough e Hull City retrocesse in Championship. In attesa di emettere gli ultimi verdetti decisivi , l’ultima giornata di Premier League sentenzia l’addio dei Tigers del discusso proprietario egiziano Assem Allam, traditi nel momento decisivo della stagione da un errore di Andrea Ranocchia. L’ex capitano nerazzurro, il cui cartellino appartiene ancora all’Inter, è stato tra i protagonisti in negativo della trasferta sul campo del Crystal Palace di Sam Allardayce, capace di conquistare la quinta salvezza consecutiva.

La missione impossibile di Ranocchia e dell’Hull City

Orgoglio, buona volontà e applicazione non sono dunque bastati ad Andrea Ranocchia per salvare l’Hull City di Marco Silva, emergente tecnico portoghese subentrato a Mike Phelan il 3 gennaio scorso. Aveva il chiaro intento di cercare un’impresa che sembrava impossibile. Ultimo in classifica dopo l’ottima partenza stagionale (7 punti in 4 partite, compreso lo scalpo ai campioni in carica del Leicester all’esordio), l’Hull City aveva addirittura assaporato l’ipotesi salvezza, salvo essere superato dallo Swansea nelle ultime due giornate – a conti fatti – decisive. Coinvolto nel celebre casting per la panchina dell’Inter andato in scena nel novembre scorso, in 17 partite Marco Silva ha ottenuto 6 vittorie, 3 pareggi e 8 sconfitte, caldeggiando fortemente l’ingaggio di Ranocchia durante il mercato invernale. “Ha qualità internazionale e grande esperienza, è venuto qui per migliorare ed è pronto a giocare”, disse di lui il tecnico portoghese, che in effetti lo spedì subito in campo a Old Trafford per blindare lo 0-0 nel match con il Manchester United del maestro Mourinho. 24 minuti di spessore e sostanza, cui sono seguite 14 presenze consecutive al centro della difesa in coppia con il giovane inglese Maguire, affondato anche lui sotto i colpi di Benteke e compagni. Rendimento costante in linea con le prospettive, buona capacità di adattamento al calcio d’oltremanica, risolutezza e ritrovato senso del gol (decisivo nel 2-1 al West Ham, prestigioso quanto inutile al Manchester City di Guardiola). Lontano dalla Pinetina si era rivisto il giocatore indicato da tutti gli addetti ai lavori come uno tra i migliori prospetti del nostro movimento. Probabilmente mai del tutto sicuro e insuperabile; coinvolto però anima e corpo in un progetto tecnico ambizioso, portato avanti da un tecnico considerato tra i profili più interessanti su scala internazionale. Dal suo arrivo in Inghilterra, Ranocchia ha totalizzato 15 presenze, due reti e altrettanti cartellini gialli, vincendo il 49% dei duelli con i propri diretti avversari (praticamente uno su due). Inoltre ha mostrato una sconosciuta predisposizione al lancio lungo (distanza media 22 metri) e alla ricerca del gioco in verticale, prerogativa fondamentale del tipo di calcio proposto da Marco Silva.

INTER E HULL CITY, RANOCCHIA E UN FALLIMENTO SU TUTTA LA LINEA

Dietro l’angolo tuttavia, ecco l’immancabile leggerezza, utile a far crollare tutte assieme le certezze accumulate in questi mesi. Una costante negli ultimi anni della carriera di Ranocchia. Bollato come poco “cattivo” e caduto in errori banali e inspiegabili per un giocatore delle sue qualità. Purtroppo per lui e i tifosi dell’Hull City, l’ultimo svarione è avvenuto in un match da vincere assolutamente per restare attaccati allo Swansea, vittorioso sul campo del già retrocesso Sunderland. A ben guardare però, a pesare come un macigno sulla disperata situazione dei Tigers, è stato proprio il “suicidio” sportivo andato in scena nella giornata precedente al Kc Stadium, dove Ranocchia e compagni erano stati clamorosamente sconfitti dai Black Cats. Un ko pesantissimo che ha fatto da spartiacque nella corsa al quartultimo posto in classifica utile ad evitare la retrocessione in Championship. In attesa del rompete le righe, occorre riflettere attentamente sul futuro di un giocatore che rientrerà all’Inter da esubero. Tocca anche constatare la disastrosa stagione di tutti i difensori centrali nerazzurri presenti in rosa a inizio campionato. Casi differenti, uniti da un unico filo conduttore, l’incapacità di difendere di reparto, evitando errori tecnici di concentrazione, fatali nelle numerose sconfitte. Troppo semplice a questo punto spiegare i motivi di un fallimento senza precedenti che ha coinvolto anche chi, come Ranocchia, aveva deciso di rimettersi in gioco sapendo di avere tutto da perdere in caso di retrocessione.