domenica, Dicembre 5, 2021

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Belotti Milan, cronaca di una relazione a distanza

BELOTTI MILAN CALCIOMERCATO / Nel corso delle ultime settimane, complice il passaggio di proprietà, in ottica calciomercato sono stati accostati al Milan i nomi più disparati. Da Musacchio a Morata, passando per Kessie, tra un affare in dirittura d’arrivo e uno solo ipotizzabile, se ai tifosi del Diavolo venisse chiesto di mettere tutte le fiches su un unico nome, c’è da scommettere che sarebbe quello di Andrea Belotti.

Belotti Milan, l’anello mancante dei rossoneri

Il perchè è presto detto: la sua simpatia – per non chiamarlo vero e proprio tifo – nei confronti del Milan è nota da tempo, una caratteristica che lo rende il profilo ideale per i tifosi se unita a quanto di buono fatto vedere in campo con la maglia del Torino. Gol, corsa e grinta da vendere, prestazioni da leader e da trascinatore: non è un caso che sui social da giorni impazzi l’hashtag #BelottiMilan. L’uomo giusto per condurre il Milan fuori dalle secche in cui si è arenato nelle ultime stagioni, l’ultimo tassello della spina dorsale giovane, di talento e tutta Italiana oggi composta da Donnarumma, Romagnoli e Locatelli. Dal sogno alla realtà però si sa, il passo è lungo e lo è ancor di più se il presidente del Torino Urbano Cairo fissa a 100 milioni la clausola rescissoria del giocatore – per altro valida solo per l’estero. Che il Milan, nell’anno della ricostruzione, vada a spendere una simile cifra per un singolo giocatore – per quanto forte – è assolutamente impensabile, anche e soprattutto per il semplice fatto che il mercato rossonero della prossima estate assomiglierà molto – come genere di operazioni – a quello dei cugini interisti durante la gestione Mancini. Senza un capitale enorme da poter spendere in questa prima sessione di mercato in formato cinese, a Fassone e Mirabelli toccherà puntare forte su rateizzazioni, bonus e contropartite tecniche. E non è detto che questo possa fermarli dal portare Belotti al Milan.

Per arrivare a Belotti, Mihajlovic può dare una mano

Puntare su una cifra cospicua ma dilazionata nel tempo potrebbe accontentare comunque il numero uno granata, mentre le contropartite tecniche ingolosiscono non poco il mister Sinisa Mihajlovic. Il tecnico serbo da inizio stagione lamenta una scarsa profondità della rosa che a suo modo di vedere rende complicata la corsa all’Europa o comunque la permanenza del Torino in certe zone della classifica. La visione dell’ex mister rossonero è quella di un Toro non più protagonista di exploit e di singole ottime stagioni, ma costantemente in lotta per un piazzamento – almeno – in Europa League ed in grado di competere su più fronti. Per fare ciò è necessario avere in rosa i giusti ricambi e la cessione di un big – per quanto dolorsa – potrebbe rivelarsi nel lungo periodo una scelta vincente per il Torino. Soprattutto se il club offerente ha in rosa diversi giocatori graditi al proprio ex allenatore, a cominciare da quel Kucka che già la scorsa estate Mihajlovic cercò in ogni modo di trascinare con lui nell’avventura in granata. Pare poi che l’ex C.t. della Serbia sia rimasto colpito dalla grinta e dalla determinazione di Gianluca Lapadula, uno che per impegno e fame non farebbe rimpiangere Belotti e rappresenterebbe degnamente il “Cuore Toro”. E poi c’è quel Niang, vero pupillo di Mihajlovic, che non è ancora stato riscattato dal Watford di Mazzarri ma la cui valutazione di circa 18 milioni di euro potrebbe far scendere parecchio la controparte in cash.

Belotti Milan – Occhio a Montella

L’eventuale arrivo di Andrea Belotti al Milan dovrebbe accontentare anche Vincenzo Montella, che nel corso di questa stagione ha avuto il suo bel daffare per adattare Carlos Bacca al suo stile di gioco e arrivando nel finale di stagione a preferirgli con costanza Gianluca Lapadula. Il condizionale tuttavia è d’obbligo, perchè da sempre il mister ex Sampdoria e Fiorentina è un estimatore del “falso nueve” e degli attaccanti dalle caratteristiche diverse da quelle di Belotti. Per sua stessa ammissione, Montella non ha mai fatto mistero di preferire gli attaccanti “piccoli” perchè “più furbi” e la sua storia da allenatore parla chiaro. Ai tempi della Fiorentina il suo gioco divenne celebre grazie alle giocate di attaccanti come Jovetic, Ljajic e Giuseppe Rossi, ma anche di fantasisti come Cuadrado ed Ilicic. E’ difficile tuttavia pensare che un tecnico come Montella possa porre il proprio veto su un eventuale affare che porterebbe il probabile capocannoniere della Serie A in rossonero. Ad ogni modo, qualora si dovesse concretizzare uno scenario simile, la nuova proprietà avrebbe la necessità di imporre la propria volontà all’allenatore, con una fermezza di berlusconiana memoria che permetterebbe in questo caso di accattivarsi i tifosi. Ma questo è un problema che i vertici rossoneri dovarnno porsi eventualmente in un secondo momento, prima c’è da portare avanti una trattativa molto complicata ma non impossibile, checchè ne dica il d.s granata Petrachi. Del resto il 2017 in Cina è l’anno del gallo, e se il gallo è tifoso del Milan…

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