Felici conseguenze, ora Insigne è al comando del joystick Napoli

Felici conseguenze, ora Insigne è al comando del joystick Napoli

INSIGNE LEADER NAPOLI / Se non tutti i mali vengono per nuocere viene spontaneo asserire che la dipartita di Gonzalo Higuain dal Napoli abbia significato, paradossalmente, un punto di inflessione negli equilibri realizzativi della squadra di Sarri. Ma non solo. Perché a trarre beneficio più di tutti gli altri della mancanza dell’argentino nell’ampiezza totale dei sedici metri quadri d’attacco è stato, a posteriori, soprattutto Lorenzo Insigne. Quello che è adesso il miglior calciatore italiano, nonché il principale artefice delle azioni offensive degli azzurri, si è preso il Napoli pian piano, giocando allo stesso modo di sempre ma aumentando l’effettività e soprattutto migliorando dal punto di vista caratteriale. E a confermare la sua importanza capitale nel branco affamato dei lupi azzurri sono, in primis, i numeri.

Lorenzo Insigne, tornare a vedere la porta

Sembrerà una cifra bassa, ma una marcatura ogni 199 minuti, per un esterno d’attacco che copre tutta la fascia e detiene il record di presenze (47) insieme ad Hamsik e Callejón è un dato significativo. In special modo se si tiene conto del fatto che Insigne non dispone di leve lunghe e di un passo come quello dell’esterno spagnolo, che tra l’altro ha da sempre ricoperto il classico ruolo da ala tornante. Lo sviluppo e la maturazione di Insigne sono quindi da cercare soprattutto nella consolidazione della sua efficacia sotto porta nonostante i continui movimenti avanti e indietro sulla sinistra. E nonostante pecchi sempre di un po’ di vanità e cerchi in ogni occasione da gol l’arabesco e il colpo da campione, le sue 18 marcature e i suoi 11 assist registrati finora testimoniano la sua importanza dalla tre quarti avversaria in su. E pensare che la sua stagione era cominciata sottotono, mentre il Napoli cercava un nuovo equilibrio offensivo senza Higuain e l’exploit di Milik e l’inizio scattante di Mertens lo relegavano in panchina.

Líder Máximo

Con appena tre assist messi a referto nelle prime dieci giornate di campionato e delle prestazioni poco incisive in Champions, Insigne ha iniziato a carburare quando l’infortunio di Milik e la poca fiducia di Sarri su Gabbiadini hanno spostato Mertens al centro dell’attacco. Questa mossa ha favorito non solo i movimenti quant’anche la sinergia tra i due, che combinano con la fluidità e la rapidità giusta per penetrare tra le maglie avversarie con più facilità. Come una sorta di molla che ritrova elasticità, Insigne si sblocca in campionato solo il 19 novembre scorso, con una doppietta fondamentale contro l’Udinese, per poi ripetersi nuovamente con Sassuolo e Inter, partita simbolo della ripresa della rincorsa degli azzurri. Da quel momento in poi, numeri a parte, le sue prestazioni sono state sempre più positive e continue, il rendimento eccellente e sono arrivati anche i gol. Il colpo da biliardo a sorpresa di Madrid come culmine assoluto della maturazione di un calciatore finalmente consapevole di sé stesso, che ha saputo mettere da parte le incertezze per prendersi finalmente il possesso di quel joystick della Playstation azzurra che tanti invidiano.