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Fonte: Twitter @acffiorentina

GONZALO RODRIGUEZ LAZIO / Pare che Igli Tare abbia fortemente ritrattato la sua parola in relazione all’affaire Gonzalo Rodríguez. Fonti vicine ai biancocelesti davano già per fatto l’accordo che avrebbe portato l’ormai ex capitano della Fiorentina a Formello. In scadenza contrattuale con la Viola, il difensore albiceleste era stato dato ad un passo dalla Lazio di Inzaghi (che avrebbe pure dato il suo placet all’acquisto): ecco perchè la scelta di prender tempo dopo aver ottenuto il sì del giocatore ha gettato nuove scuri nubi sopra il cielo romano. Si apre l’estate, con essa si rimettono in moto i meccanismi del calciomercato e si oliano quei maliziosi stratagemmi atti a convincere questo o quello ad unirsi alla propria truppa: non è strano dunque che Tare si sia bloccato proprio sul più bello, per dirla per vie traverse?

Gonzalo Rodriguez, one last time: ma la Grecia?

L’intesa, peraltro, è già stata trovata: come detto, Gonzalo è in scadenza contrattuale e la Fiorentina era stata al centro di violente polemiche tra dirigenza e l’agente dell’ex Villarreal. Lo riportava Laziosiamonoi, ma era chiaro agli occhi di tutti che da mesi a questa parte (parallelamente all’addio di Sousa) il difensore sarebbe stato messo sulla strada della separazione. Domenica è entrato sul manto erboso del Franchi per l’ultima volta: i minuti toccavano quota 60 e dai seggiolini dello stadio è partito un sentitissimo omaggio. Passerella meritata per un eccellente professionista, con tanto di un’ovazione dispiegata senza risparmio di energie e tributata ad un calciatore che negli ultimi due anni ha tenuto orgogliosamente la fascia al braccio. Dirige la retroguardia viola complessivamente dall’estate 2012, Gonzalo, che ha condito le 203 presenze insaporendole con 25 reti. A sostituirlo domenica è stato Borja Valero, colui che ne erediterà la fascia e lo ha salutato quasi in lacrime. Ma non è detto che vestirà per forza biancoceleste la prossima stagione, sicché il suo procuratore Raul Iglesias aveva confermato la presenza di un altra società nel novero delle contendenti:  “Stiamo parlando con l’Olympiakos, aspettiamo l’offerta ufficiale, siamo interessati e ci sono altri club dietro al mio assistito, sia in Italia che all’estero”. Ma se dovessi darvi delle percentuali, l’ipotesi Lazio al momento è quella più corposa. E si vocifera già di qualche numero: sarebbe stato proposto un biennale da 1,5 milioni a stagione.

Gonzalo Rodriguez alla Lazio, i motivi del sì

Chiaro, le 33 primavere cominciano a farsi sentire sul piano fisico. Ma il rovescio della medaglia ci propone un difensore esperto, che può ancora sostenere la causa della sua prossima squadra. Le 33 presenze stagionali sono elette a corollario di quanto detto, accompagnate da un minor apporto in fase realizzativa (una sola rete quest’anno) ma una maggior attenzione dietro, dove le folate nemiche vanno disinnescate in modo efficace. Guiderebbe una difesa che si troverà a veleggiare nelle burrascose partite di Europa League, competizione in cui spesso e volentieri è la maturità a salvarti dal baratro. Farebbe dormire meno Inzaghi, che dovrebbe decidere come gestire uno dei migliori difensori della A.  E poi, urge ricordarlo, arriverebbe gratis: motivo supplementare per firmare il prima possibile. Si parla di Inter e Milan, ma coi cinesi di entrambe le sponde del Naviglio si fa tanto fumo e poco arrosto. Ecco però il motivo dell’esitazione laziale: Tare aspetterebbe di conoscere le intenzioni di De Vrij prima di far sottoscrivere il contratto a Gonzalo, essendo l’olandese in scadenza nel 2018. Se chiedesse di partire, Lotito potrebbe fare ben poco. Ma si cautelerebbe con una dose non comune di esperienza, carisma, personalità e duttilità. Il soprannome poi, è eloquente: chi non affiderebbe la leadership della propria squadra a uno che si chiama “El Mariscal”, il maresciallo?

Una grande coppia insieme a De Vrij

La soluzione migliore, per i tifosi biancocelesti, sarebbe la contemporanea presenza dei due: uno più tecnico e abile in quanto a visione di gioco (De Vrij), l’altro (Gonzalo) fisicamente importante e più dedito alla parte agonisticamente “cattiva”. Questo perchè Rodríguez è un armadio di 1,82 cresciuto tra la povertà e svezzato dai barrios di Baires. E’ in Argentina che ha dovuto per forza di cose apprendere le sottili arti di cui oggi fa bella mostra: abilità nel gioco aereo, buona dinamicità a dispetto della possenza, oltre alla tipica tendenza albiceleste a proporsi in occasione di calci da fermo. Ed è rigorista, ça va sans direVa ricordato in ultima sede come la Viola abbia volutamente rinunciato a portare avanti il matrimonio. Traspare dai virgolettati del suo agente Iglesias: “La Fiorentina gli ha offerto una decurtazione del 25% e, soprattutto, non si è più messa in contatto con me negli ultimi sei-sette mesi. A novembre sono venuto a Firenze per incontrare la dirigenza e sono stato liquidato in 15 minuti, poi il mio telefono non ha più squillato”. Pare dunque (Pare, è bene sottolinearlo) che l’avventura italiana di Gonzalo Rodriguez non sia terminata e che la prossima tappa sia nientemeno che la capitale.

Di Matteo Albanese

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