lunedì, Dicembre 6, 2021

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Davide Nicola e la salvezza del Crotone, il coraggio di ricominciare

DAVIDE NICOLA CROTONE / Allora, mister, va a cena con i calciatori?”. “No, la cena è offerta ma ci vanno solo loro. Devono imparare a conoscersi, a fare gruppo anche senza lo staff”. Dal “Manuale di Davide Nicola”, estratto di un’estate, quella del 2012, in cui l’allenatore mette le basi della sua carriera da tecnico. Qualche soddisfazione era già arrivata: dopo 401 presenze in serie B e 15 in A da difensore con le maglie di tante squadre (il Genoa, dove è cresciuto, ed il Torino, il suo amore calcistico, su tutte), nel 2010 a 37 anni Nicola appende gli scarpini al chiodo a Lumezzane, dove la stessa società gli offre una panca di Prima Divisione.

Davide Nicola, la tragedia familiare e la forza di andare avanti

Due buone stagioni ed una Coppa Italia di Lega Pro alzata al cielo per farsi notare, chi lo sceglie ha l’occhio lungo perché si chiama Aldo Spinelli, già suo presidente in Liguria. Il vulcanico dirigente gli affida il Livorno, reduce da una stagione da dimenticare in serie B. E già in ritiro il tecnico (fresco di abilitazione professionistica a Coverciano con il massimo dei voti) si fa apprezzare da tutti, preparando il terreno per un’annata che restituisce ai toscani la serie A attraverso i play-off. Si sa che la pazienza non è tra le virtù di Spinelli: per Nicola ecco esonero, subentro e retrocessione al debutto in A. Ma se una retrocessione fa parte di un percorso di crescita, a mettere a dura prova l’uomo prima e l’allenatore poi è una tragedia che a metà luglio colpisce la sua famiglia: il figlio 14enne muore in un incidente in bicicletta. Uno shock, ma Nicola trova la forza di andare avanti e quattro mesi dopo subentra sulla panchina del Bari. Metà classifica il primo anno, esonero nel corso della seconda stagione: bisogna ricominciare, ancora una volta, ma a Nicola il coraggio non manca ed accetta la proposta del Crotone, neopromossa in serie A (prima volta nella storia) senza stadio per due mesi.

La promessa in caso di salvezza e la magia delle ultime nove giornate

Gli inizi non sono incoraggianti, anche perché c’è da giocare a Pescara le gare interne, peraltro con una squadra che tutti gli addetti ai lavori mettono in ultimissima fila. Eppure Nicola non molla, neanche dopo otto sconfitte e due pareggi nelle prime dieci. Alla 29/a giornata, i punti sono 14: “Non mancano tante partite, ma non dobbiamo alzare bandiera bianca”. Sembrano parole di circostanza, la società lo conferma ma Nicola aggiunge: “Resto soltanto in caso di salvezza”. Neanche lui sa quel che sta per accadere, ma si sente di fare a tutti una promessa: “Se salvo il Crotone, vado in bici fino a Torino…”. Dal Chievo (prima vittoria in A) al Chievo (prima vittoria esterna), ricomincia la magia: sei vittorie, due pari e una sconfitta nelle ultime nove, 20 punti in 9 giornate (dopo averne fatti 9 in tutto il girone di andata) e sorpasso all’ultima curva sull’Empoli che vuol dire salvezza, dopo essere stati per 37 giornate su 38 in zona retrocessione. Crotone è in delirio, Nicola fa il giro di campo. Lui che ha pedalato tanto è nelle condizioni di mantenere la promessa: arrivare a Torino in bicicletta, partendo da Crotone. Sono 1.500 km, ma “da quando è morto Alessandro niente mi fa più paura”. Vai mister, in sella non sarai solo.

di Marco Santopaolo

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