domenica, Gennaio 23, 2022

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Valzer allenatori: tra cambi di panchina e tecnici che rischiano la fregatura

Valzer allenatori / Non solo calciatori: il calciomercato s’infiamma anche per il valzer degli allenatori, che spesso sanno accendere – o spegnere – gli entusiasmi di una piazza tanto quanto i colpi messi a segno da procuratori e direttori sportivi. Nella giornata di oggi sono arrivate le svolte per quanto riguarda Inter, Fiorentina e Borussia Dortmund, mentre non è ancora noto il nome del prossimo allenatore della Roma. Interessante anche lo scenario che si apre nel resto d’Europa, con più di un allenatore rimasto senza squadra ma poche big disposte a cambiare.

Valzer allenatori: Inter e Fiorentina chiudono, mistero Roma

In queste ore arriveranno le prime ufficialità in Serie A per quel che riguarda i cambi in panchina. Il valzer degli allenatori comincia da Milano (e dalla Cina): Luciano Spalletti e Piero Ausilio hanno di fatto annunciato l’arrivo del tecnico toscano all’Inter, manca solo la firma sul contratto che dovrebbe essere di due anni. La Fiorentina nel frattempo ha comunicato sul proprio sito l’ufficialità dell’ingaggio di Stefano Pioli come sostituto del partente Paulo Sousa. Per Pioli, che con la maglia della Fiorentina ha disputato 156 partite tra il 1989 ed il 1995, la società viola ha preparato un contratto di due anni con opzione di rinnovo per una terza stagione. Continua a prendere tempo invece la Roma, che separatasi da Spalletti continua a sondare il mercato per scegliere la guida tecnica della prossima stagione. Il nome più caldo resta quello di Eusebio Di Francesco, per il quale andrebbe pagata al Sassuolo la clausola di rescissione da 3 milioni di euro. Il presidente Pallotta non sembra tuttavia convinto del tecnico neroverde e le sue dichiarazioni sulla caccia al nuovo allenatore non sembrano casuali. 

Borussia Dortmund, a sorpresa ecco Bosz

L’altro importante annuncio di giornata è quello del Borussia Dortmund, che ha annunciato la nomina di Peter Bosz ad allenatore della prima squadra. Bosz vede dunque premiato il lavoro svolto nel suo primo e unico anno all’Ajax, culminato con la finale di Europa League persa contro il Manchester United ma chiusa senza la vittoria di alcun titolo. Si tratta di una scelta un po’ a sorpresa, dato che dopo l’addio di Thomas Tuchel si pensava che il candidato numero uno alla panchina giallonera fosse Paulo Sousa, in uscita dalla Fiorentina e dalle idee tecnico-tattiche che sulla carta sembravano ben sposarsi con la filosofia del club 8 volte campione di Germania. In questo senso appare chiara l’idea da parte della società di cambiare rotta, preferendo un allenatore più pragmatico e attento ai giovani (Bosz) ad uno sperimentatore a volte anche estremo come Sousa, che avrebbe certamente rappresentato la continuità dopo la gestione Tuchel. Nel valzer degli allenatori, non sempre le cose vanno come ci si aspetta…

Valzer allenatori: Arsene Wenger è rimasto alla guida dell’Arsenal.
Fonte: arsenal.com

Valzer allenatori, Sousa e Tuchel rischiano di non partecipare al ballo

Nel valzer degli allenatori, proprio Paulo Sousa e Thomas Tuchel rischiano di vedere scombinati i propri piani. L’addio del portoghese alla Fiorentina era annunciato da tempo, causa frattura insanabile con piazza e società. L’ormai ex tecnico viola non ha mai fatto mistero di avere grandi ambizioni e, una volta capito che il progetto Fiorentina ha bisogno di maggiore tempo, ha tolto il disturbo il prima possibile. Negli ultimi anni, pur non raccogliendo risultati straordinari a Firenze, il portoghese ha raccolto molti consensi in Europa per la sua idea di calcio e con ogni probabilità si aspetta(va) la chiamata di un top club. Con la scelta da parte del Borussia Dortmund di puntare su Bosz, Paulo Sousa rischia di rimanere senza squadra il prossimo anno, a meno che non ridimensioni le proprie ambizioni. Discorso simile per Thomas Tuchel, che paradossalmente ha lasciato proprio i gialloneri nel momento più alto della sua esperienza in Westfalia, ovvero dopo la vittoria in DFB-Pokal che ha rappresentato anche il primo trofeo della sua carriera da allenatore. Dopo la sua separazione con il Borussia sembrava spianata la strada verso l’Arsenal: per mesi a Londra si è parlato del definitivo addio di Arsene Wenger ai Gunners, complici risultati non all’altezza e l’umore pessimo di una piazza desiderosa di rivoluzione tecnica. Il trionfo in FA Cup contro il Chelsea ha però permesso al francese di ottenere un prolungamento del contratto, lasciando a bocca asciutta il collega tedesco. Paulo Sousa e Thomas Tuchel, due ottimi danzatori non invitati al valzer degli allenatori.

 


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