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falcinelli oggetti di culto
Affinché il culto si sviluppi è fondamentale il trascorrere degli anni. Una stagione piuttosto che una carriera, come accade per i vini più pregiati, hanno bisogno di invecchiare affinché possano essere apprezzate al massimo del loro sapore e delle loro caratteristiche. Non tutte le carriere però, proprio come accade per i vini, sono adatte a sopportare il lungo processo che l’invecchiamento richiede. Alcune finiscono prima ancora di cominciare. Altre, rianalizzate a distanza di anni, perdono di effervescenza. Poi, ci sono quelle carriere che stanno tentando di saltare una fase fondamentale dell’invecchiamento: la conservazione al buio ed al riparo dalla luce dei riflettori. Tra queste rientra la carriera di Diego Falcinelli che, grazie alla stagione disputata con la maglia del Crotone, entra di diritto tra quelli che ambiscono ad un posto di spicco all’interno del contratempio che sarà.

Falcinelli e l’aria di mare di Crotone

L’avvio di carriera di Diego Falcinelli è caratterizzato dal canonico saliscendi che ogni giovane si trova costretto a dover affrontare se ha come sogno quello di fare il calciatore. Passare dalle giovanili del Sassuolo al Pontevecchio, squadra allora militante in serie D, è sicuramente un sali quando hai ancora diciotto anni e l’acne che è nel totale possesso della tua faccia. Passare dal Sassuolo a Foligno, Juve Stabia, Lanciano e Perugia rientra, invece, nella categoria dello scendi. In questa ultima categoria sembrava dovesse rientrare anche il passaggio di Falcinelli al Crotone.

L’inizio di stagione non è dei più entusiasmanti. Defrel è quel terminale offensivo che Di Francesco si è impegnato a costruire per garantire al Sassuolo un dignitoso post Zaza e, la contemporanea presenza di Matri, aumenta la concorrenza per l’unico posto a disposizione al centro dell’attacco. Tra luglio ed agosto i minuti accumulati da Falcinelli nei cinque incontri ufficiali disputati dal Sassuolo (quattro nei preliminari di Europa League ed uno in campionato) sono soltanto 81. Urge, per evitare di passare una intera stagione a rincorrere i compagni di reparto, cambiare aria. L’occasione per farlo giunge il 21 agosto quando il neopromosso Crotone offre a Falcinelli la possibilità di godere di tutti quei benefici che porta con sé l’aria di mare. Quell’aria di mare che da alcuni, per dare un tocco di poesia alla salvezza del Crotone, viene descritta come l’arma segreta della squadra di Nicola.

Con l’oramai famoso allenamento sulla spiaggia coincidono due cambi di passo. Il primo è quello che porterà il Crotone a recuperare 8 punti nelle ultime 9 giornate di campionato all’Empoli. Il secondo, invece, è quello di Diego Falcinelli. Otto goal nelle prime ventisette di campionato e una astinenza che durava da ben otto partite. Cinque reti nelle ultime otto di campionato, ed astinenza interrotta nella partita immediatamente successiva al magico allenamento giocata contro il Chievo.

 Tra i goal più importanti c’è sicuramente il secondo segnato nella sfida contro l’Inter. Anticipazione di quello che andremo a definire come il Falcinelli mood

Predatore da area di rigore

Dei tredici goal totali in campionato tutti, e ripeto, tutti, sono giunti all’interno dell’area di rigore. Dei top 20 bomber del nostro campionato solo altri cinque condividono con Falcinelli questa speciale statistica. Ciò che consente a Falcinelli di essere così efficiente negli ultimi 16 metri è la capacità di cogliere alle spalle i difensori avversari. I goal di Diego nascono in primis dall’abilità nello sfruttare la sua ottima velocità di base. In molte delle reti segnate quest’anno si può notare un Falcinelli che gravita alle spalle della difesa avversaria per poi sfruttare l’impeto consegnatoli dalla lunga rincorsa per sorprendere il marcatore di turno

Nel primo goal segnato con la maglia del Crotone si nota chiaramente il Falcinelli mood. Cannavaro, con due rapide occhiate alle sue spalle, si accorge della presenza di Falcinelli e comincia a correre verso la propria porta per tentare di oscurare la linea di passaggio verso l’attaccante in maglia bianca. L’attaccante della squadra calabrese, creata luce tra sé ed il centrale del Sassuolo, mette il turbo e lo svernicia come neanche il miglior Sebastian Vettel.

A conferma della abilità di galleggiare tra le linee per poi gettarsi a capofitto nell’area di rigore avversaria è anche il goal segnato contro il Chievo. L’azione parte da un errore di Hetmeaj che addormentatosi si lascia soffiare il pallone da Sampirisi. Concentrando la nostra attenzione su Falcinelli possiamo notare come il tempo di reazione che intercorre tra l’intervento del compagno e l’accelerazione dell’attaccante del Crotone è davvero minimo. Compresa prima di tutti l’occasione è un gioco da ragazzi travestirsi da Bolt dello stretto ed insaccare alle spalle di Sorrentino.

Dall’attitudine da uomo d’area di rigore che sta provando a costruirsi Falcinelli viene anche il dato relativo alla tipologia di tiri realizzati. Dei 2.84 ogni 90 minuti ben 2.12 sono tentati da dentro l’area di rigore. Circa due dei quasi tre tiri totali per 90 minuti partono dal suo piede sinistro. Nove delle tredici marcature totali sono realizzate proprio con il piede che ha reso famoso, tra gli altri, Diego Armando Maradona. Comprendo che leggere Falcinelli e Maradona nella stessa frase vi possa comportare degli scompensi. A riguardo vi avviso che la redazione di Contrataque è sollevata da qualsiasi responsabilità.

Non solo area di rigore

Giocare in una squadra che lotta per non retrocedere significa anche, e forse soprattutto, dimostrare di avere la cazzimma. Pino Daniele ha definito la cazzimma come “la furbizia accentuata, la pratica costante di attingere acqua per il proprio mulino, in qualunque momento e situazione”. Falcinelli traduce la sua cazzimma non soltanto in goal ma anche nella capacità di aiutare la squadra. Tra i bomber che possono vantare almeno 30 presenze nell’ultimo campionato, Falcinelli ha concluso a quota 35 con ben 3142 minuti giocati e la palma di attaccante più utilizzato, spicca il terzo posto raggiunto nella classifica dei duelli vinti. Ben 204. Davanti a Falcinelli si erigono i nomi di Dzeko (222 totali e il 56% di duelli di testa vinti) e il “Gallo” Belotti che fa della lotta e della capacità di lavorare al meglio anche sui palloni sporchi una delle sue principali caratteristiche.

Partendo da tale prospettiva la stagione del Crotone in una scala che va da pecho frio a cazzimma è classificabile come cazzimma al quadrato. La rincorsa all’Empoli è stata lenta ma inesorabile e più che i demeriti dei toscani è fondamentale sottolineare quanto di buono fatto dagli squali calabresi. “Crederci sempre e arrendersi mai” è motto portato alle luci della ribalta da Simona Ventura. Che sia il arrivato il momento di cederne i diritti al Crotone?

Falcinelli è CULTO

Ciò in cui Falcinelli è chiamato a migliorare è la capacità di convertire in goal le poche, per forza di cose, occasioni a disposizione. Nei 68 tiri totali che è riuscito a far pervenire dalle parti del portiere (34 hanno centrato lo specchio della porta e i restanti sono terminati fuori) solo il 19% ha poi gonfiato la rete. Certo è, che conta anche la qualità dei tiri. Se Higuain sembra poter convertire in goal ogni palla che transita dall’area di rigore è anche merito della abilità dei compagni, che sono in grado di metterlo nelle migliori condizioni possibili per poter sfruttare la sua primaria caratteristica: apparire onnipotente ogni volta che il pallone transita dall’area di rigore.

“Non credevo molto alle favole, non ne ero un amante. Tuttavia da qualche mese prima di dormire ho iniziato a leggerle a mia figlia e ha iniziato a colpirmi il lieto fine presente in ognuna di esse. Adesso voglio raccontarne una io…” Ciò che Falcinelli ha deciso di raccontarci è cosa ha consentito a lui ed al Crotone di raggiungere la salvezza. L’incipit della lettera che ha deciso di dedicare al mondo rossoblù contiene una parola che è in grado di sintetizzare perfettamente la stagione vissuta insieme ai suoi compagni: favola.

Consentire ad un venticinquenne di entrare nel club dei giocatori di culto non è una decisione semplice. Il culto, proprio come qualsiasi altro settore, ha necessità di forze fresche. Il culto vuole distaccarsi dallo schema “sei troppo giovane, devi prima fare esperienza”. La stagione di Diego Falcinelli merita di essere ricordata e per evitare di commettere il solito errore di apprezzare una cosa solo quando non la si ha bisogna farlo da subito.

Ventura dà il suo contributo alla nascita del culto

 “Ho avuto la fortuna di giocare con l’F.C. Crotone e assaporare questa meravigliosa città. I suoi abitanti, questa regione, questa gente mi ha insegnato o forse ricordato che basta poco per essere felici, che serve mentalità per affrontare ogni ostacolo, che si può superare ogni difficoltà a testa alta, sorridendo.” Ogni favola porta con sé anche una morale. Da quella di Falcinelli se ne può cogliere una ben precisa. Nella vita ci saranno, sempre, alti e bassi. Che tu sia giovane o anziano, studente o lavoratore, non mollare. Dietro l’angolo potrebbe esserci un Crotone che ha bisogno di te. Un Crotone che ha necessità di essere salvato. Grazie Diego Falcinelli, sano alimentatore del sacro fuoco del culto.

Non credevo molto alle favore non ne ero un amante ma da qualche mese prima di dormire ho iniziato a leggerle a mia figlia ,la cosa che mi colpì in ognuna di esse? il lieto fine. Adesso voglio raccontarne una io… Siamo partiti da lontano,una squadra con tante difficoltà e con poche certezze una squadra che all’inizio non era una squadra era un gruppo di buoni giocatori messi in campo,le giornate di campionato passavano e noi ogni maledetto martedì eravamo la in campo sapendo che con molte probabilità la domenica dopo avresti perso…eravamo la però a lavorare senza mollare un centimetro sempre a migliorarci perché sapevamo che dovevamo diventare perfetti per salvarci ,sempre con lo stesso entusiasmo con la stessa fame di sempre…sapete tutti come è andata sapete tutti cosa è successo nelle ultime 8 partite e tutti sapete come è finita questa favola! Quel gruppo è diventata una squadra,uomini che combattevano a fianco in campo,perché il gruppo vero si costruisce solo in quel rettangolo verde!…Ora che avrò un po’ di tempo per stare solo,per emozionarmi ripensando ad ogni momento di questa favola ogni singolo istante di quest annata perché ho avuto la fortuna di conoscere questo posto CROTONE,i suoi abitanti e questa regione, questa gente mi ha insegnato o meglio ricordato che basta poco per essere felici,noi in quest annata abbiamo rispecchiato questa gente,tra tante difficoltà ne siamo venuti sempre fuori a testa alta. Voglio ringraziare la nostra CURVA SUD,il nostro cuore la nostra forza dove nelle ultime partite ci siamo aggrappati ci siamo fatti trascinare! Porterò per sempre nel cuore questa città tutte le persone che anche per un solo istante mi hanno regalato qualcosa,gli anni passeranno la distanza magari sarà tanta o magari poco o magari tornerò ancora qui chissà perché al cuor non si comanda, ma voi sarete sempre dentro si me,e dalla prossima settimana prima di dormire a mia figlia gli racconterò una bellissima favola, LA FAVOLA DEL CROTONE! Per sempre Diego Falcinelli.

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