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Bruno Fernandes

Affare fatto, l’ennesimo di questo calciomercato. Ancora qualche giorno e Bruno Fernandes sarà un nuovo giocatore dello Sporting Lisbona per una cifra attorno ai nove milioni di euro, dopo che la Sampdoria aveva sborsato una cifra complessiva di sette per portarlo a Genova soltanto un anno fa. Eclettico, talentuoso, discontinuo, il portoghese è stato in questi anni croce e delizia per allenatori e appassionati, lasciando intravedere doti fuori dal comune senza mai riuscire a convincere pienamente i suoi estimatori. Ecco perché la sua partenza, rappresenta certamente un’ottima occasione di mercato per la Sampdoria, lasciando aperto l’interrogativo sul fatto che probabilmente la stessa non abbia creduto fino in fondo nelle qualità del classe ’94.

Bruno Fernandes, occasione di mercato o ennesimo rimpianto? 

Reduce dalla sua miglior stagione in serie A (5 gol e 2 assist in 33 presenze complessive), Bruno Fernandes sembrava destinato a restare a Genova per proseguire nel suo personale percorso di crescita. Dopo aver ricoperto tutti i ruoli di metà campo nella sua precedente esperienza con l’Udinese, Giampaolo aveva intravisto la possibilità di lanciarlo trequartista alle spalle del tandem Muriel-Quagliarella, esperimento andato a buon fine nella gara che avrebbe potuto cambiare la storia del campionato doriano. Reduce dalle reti segnate nei pochi minuti concessi contro Cagliari e Palermo (quest’ultima un vero e proprio gioiello), per il portoghese era arrivata una maglia da titolare nel derby della Lanterna. Tra i più positivi, tanto da essere coinvolto nel maxi turnover operato dal tecnico pescarese nel turno infrasettimanale con la Juventus di fine ottobre, Fernandes era finalmente riuscito a vincere la concorrenza nel ruolo di Ricky Alvarez e, in parte, anche del belga Praet.

Scommessa vinta solo in parte però, perché chi sperava di non vedere più il giocatore promettente e discontinuo di Udine, ha dovuto ben presto ricredersi nonostante gli evidenti progressi. Vietato fermarsi, guai a sentirsi arrivati dopo poche prestazioni all’altezza, i giovani vanno manovrati con cura, senza bruciarli ma cercando di stimolarli a far meglio in maniera costruttiva e costante. In questo certamente, la presenza in rosa di altri giocatori adatti a ricoprire la posizione di trequartista può aver rappresentato  la motivazione più grande. Tuttavia è innegabile come numeri e statistiche non rendano merito alle qualità di un ragazzo arrivato in Italia giovanissimo e impostatosi immediatamente come uno dei prospetti più interessanti del nostro calcio. Non a caso, gli bastò l’ottimo campionato con il Novara per convincere uno dei club più attenti ai giovani, l’Udinese appunto. In Friuli, alti e bassi, come nella migliore tradizione della scuola portoghese, capace di produrre una serie infinita di potenziali fuoriclasse mai sbocciati davvero impressionante.

Sampdoria, largo all’usato sicuro

Quello che lascia il nostro Paese è certamente un altro rispetto al ragazzino timido e impacciato degli inizi a Novara. Il calcio italiano lo ha fortificato dandogli nozioni tattiche fondamentali. Interessante sarà capire cosa ci saremo persi se tra qualche anno, come già avvenuto per alcuni altri calciatori transitati negli ultimi anni in serie A, Bruno Fernandes riuscirà ad imporsi a grandi livelli. Un’eventualità messa in conto dalla Sampdoria, già concentrata sulla ricerca del prossimo trequartista per il 4-3-1-2 di Giampaolo. Ilicic appare come il prescelto, scelta che avvallerebbe la tesi secondo cui l’usato sicuro sia meglio di un possibile grande giocatore ancora di là da venire. Per il momento non resta che godere della sua classe cristallina dando un’occhiata agli Europei Under 21 in corso di svolgimento in Polonia, dove è il capitano della nazionale portoghese (sconfitta 1-3 dalla Spagna campione in carica e ora attesa dall’ultima sfida alla Macedonia). Solo al termine della manifestazione continentale il trasferimento allo Sporting Lisbona verrà definito, ma il dibattito è già cominciato: rimpianto o affare?

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