domenica, Gennaio 23, 2022

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Della Valle e Fiorentina: dove finisce il comunicato e inizia la ripicca

FiorentinaIl comunicato ufficiale apparso ieri sul sito viola ha messo in subbuglio l’ambiente fiorentino. I fratelli Della Valle non hanno apprezzato la presa di posizione di molti vip gigliati, in combinato disposto con quella da tempo nota di buona parte della tifoseria. La squadra, nonché la gestione amministrativa, rimane in mano ai manager e la linea non cambia: sarà rivoluzione nell’immediato, per il futuro resta un grande punto interrogativo.

DELLA VALLE FURIOSO, LA FIORENTINA UN’ARMA PER DIVIDERE E IMPERARE

Chissà come devono sentirsi da ieri gli iscritti a busta paga in Fiorentina, dai magazzinieri, i responsabili di settore, fino ai giocatori e i dirigenti. Nel sapere – così, vox populi – che la società per cui lavorano e vantano un contratto in essere sia di fatto “messa in vendita”. Chissà poi cosa sta balenando nella mente di coloro che hanno magari sostenuto negli ultimi tempi colloqui di lavoro, provini, abboccamenti e chi più ne ha più ne metta per entrarvici. Insicurezza. La (non tanto) magica parola spergiurata da tutte le aziende del mondo, dai mercati finanziari e che da quasi 24 ore riempie la bocca e gli stomaci del mondo Fiorentina. Chi si è fermato alle prime due righe del testo che Bucchioni spiega essere stato “dettato a voce alla segretaria direttamente da Diego Della Valle” , magari capendone il giusto – ergo i vari telegiornali e predicanti della prima ora – ha subito messo il punto esclamativo sulla notizia: la Fiorentina è in vendita. Il resto contiene riferimenti alla fiorentinità che non possano passare inosservati, a maggior ragione facendo mente locale ricordando quanto successo nell’ultima settimana: l’ennesima querelle con Roberto Cavalli, la querela sporta dai fratelli marchigiani ed infine le scuse ufficiali dello stilista.

“È questo il momento in cui chi vuole bene alla Maglia Viola e ritiene che la Società possa essere gestita diversamente e con maggiore successo, deve farsi avanti – e ancora – La Proprietà si rende disponibile ad accogliere offerte concrete, ovviamente solo da chi voglia veramente bene alla Maglia Viola”. Più che un’offerta impossibile da rifiutare, un monito verrebbe da pensare. Come se chi fosse disposto a spendere e spandere per acquisire la società a colpi di milioni sonanti debba anche sopperire ad un “controllo qualità”. Non basta, la postilla che riguarda i “fiorentini veri” è una stoccata: “questi troveranno massima apertura e disponibilità da parte della Proprietà, come ennesimo attestato di rispetto nei confronti della Fiorentina e della città di Firenze”. Con tanto di epitaffio finale: coda di coccodrillo del miglior quotidiano possibile. Non sono (solo) parole, come in molti le hanno etichettate nelle ultime ore solo per il fatto che si parli di calcio. Sebbene dettate dall’emozione del momento, magari dalla “pancia”, esse restano sempre i dettami di una società che ha un fatturato importante, con una certa visibilità sia in Europa che in Italia, a maggior ragione se di Firenze, una delle città più belle e famose del mondo. Per questo motivo devono essere interpretate come un messaggio trasversale alla comunità fiorentina: dal Comune ai tifosi.

SAPORE DI RIPICCA

Scorrendo il comunicato ufficiale della Fiorentina, si ha l’impressione di essere davanti ad una nuova forma di comunicazione per la società gigliata: ermetica da sempre sui temi scottanti sotto la guida dei Della Valle, ora tramutatasi quasi in bocca della verità. Che possa essere un nuovo corso? Una linea differente dettata dalle impellenze future? Non sembra tanto vero, a maggior ragione pensando agli attriti stagionali registrati, semmai l’ultimo episodio di una telenovela strappalacrime solo per chi ama veramente la Fiorentina e magari non ha neppure aperto la bocca, mai. Il calcio è fatto di passione e di questa si ciba avidamente, quasi a consumare le personalità che lo popolano: è espressione di umanità come una qualunque altro tipo di azienda non sarà mai per ovvie ragioni. A fine stagione, gli striscioni dei ragazzi della Fiesole avevano fatto male alla proprietà, soprattutto ad Andrea Della Valle, con Diego che spingeva da tempo per una exit strategy che allontanasse la famiglia dal calcio: un impegno che poco o nulla entusiasmava l’imprenditore di Tod’s, e che altrettanto aveva offerto in termini di visibilità se non all’inizio della sua avventura ad inizio secolo. Per assurdo, negli ultimi anni, per i Della Valle è stato quasi più conveniente rimanere a debita distanza dalla Viola che non prendersene cura come ai bei vecchi tempi. Se ci aggiungiamo pure la scarsa attinenza della Presidenza gigliata ad accettare le critiche – molte delle quali giuste, altre fin troppo esagitate e inutili – e la propensione dei fiorentini a “non essere mai contenti” si finisce per avere tra le mani un cocktail esplosivo con la peculiarità di auto-rigenerarsi.

FIORENTINA, CERCASI CARISMA

L’unico a vantarne è proprio il patron che nulla vorrebbe più avere a che fare con la Viola. Non ci sono figure di spicco nel mondo gigliato in grado di sobbarcarsi l’onere di una risposta di livello ad un comunicato ufficiale, a maggior ragione chi possa dirsi in grado di dettare la linea. Corvino ha carta bianca ma con “paletti” ben fissati, Cognigni è un uomo di poche parole e molti conti, gli altri dirigenti rimangono semplicemente al palo. La categoria dei tifosi è smembrata, divisa, ognuno ha una sua visione della situazione che difficilmente trova la fiducia di una maggioranza. Per fare “da ponte” tra due realtà ormai lontane anni luce ci vorrebbe una figura istituzionale che però a Firenze manca, essendo il sindaco Nardella più un Renzi-bis che non corretta espressione del volere popolare. Insomma, a Firenze si naviga a vista già da un pezzo, adesso però le acque si fanno più scure e la speranza è una e una soltanto: che la fine di agosto arrivi presto.

Stefano Mastini

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