Doppi passi e merendine: Muriel a Siviglia per diventare grande

Doppi passi e merendine: Muriel a Siviglia per diventare grande

La povertà in Colombia, un paragone un po’ ingombrante e la costante attesa dell’esplosione definitiva. Bastano poche parole per tracciare con precisione il curriculum di Luis Fernando Muriel Fruto.
L’attaccante classe ’91 sta vivendo le ultime ore da tesserato della Samp di Ferrero prima del suo definitivo passaggio al Siviglia per 22 milioni + 6 di bonus. Il calciatore colombiano è una punta moderna: tecnica fuori dal comune, ottime capacità di tiro – anche sui calci piazzati – e una grande velocità soprattutto nello stretto.
Dopo aver fatto tutta la trafila nelle giovanili dell’Atletico Junior, la sua carriera da professionista inizia in patria, nel Deportivo Cali. Debutterà nella massima serie colombiana il 12 luglio 2009 nella partita vinta 1-0 contro l’Envigado.

Luis Muriel: la famiglia Pozzo fiuta il talento

In quell’anno il suo nome sarà impresso sul tabellone per ben 19 volte; la sua è una crescita continua e le offerte dall’Europa non si fanno attendere. Alla porta del Deportivo bussa la famiglia Pozzo: Luis è un giocatore prima dell’Udinese e poi del Granada (con cui conquista la promozione dalla Segunda Division Spagnola).
Il 26 ottobre 2011 debutta in serie A con il Lecce,  squadra che lo accoglierà in prestito per una solo annata: 7 gol in 29 presenze, un bel bottino prima di staccare – finalmente – il biglietto per il Friuli.
L’Udinese è da sempre un trampolino di lancio per talenti puri come il suo: in società sono in attesa della sua esplosione (che da quelle parti significa plusvalenza pesante) che però tarda ad arrivare.
Così, invece di finire alla Juventus, alla Roma, in una delle Milanesi o in Premier League, Muriel riparte da Genova, sponda blucerchiata.
Anche qui il colombiano fatica ad ingranare, ma tutto sembra più semplice quando a guidare la Samp arriva Marco Giampaolo. Il feeling tra l’ex tecnico dell’Empoli ed il giocatore è immediato: “Ho visto pochi mister così, ha un modo particolare di gestire il gruppo, di spiegare le cose e di ottenere le risposte che cerca”. Da Muriel, Giampaolo cercava quella continuità che in passato forse era un po’ mancata; il giocatore ha risposto presente e ha dimostrato che la sua consacrazione non è poi così lontana.

Doppi passi e merendine

A ritardare la maturazione del colombiano è stata certamente la discontinuità fisica, che non gli ha permesso di supportare a dovere le sue grandi doti tecniche. Due facce della stessa medaglia: da una parte “il nuovo Ronaldo”, dall’altra “il gordo”, un consumatore cronico di merendine poco attento alla linea.

La pancetta dell’attaccante colombiano è stata motivo di attrito anche con Guidolin, con cui il mister parlerà subito chiaro: “Muriel è grasso, mangia troppo, deve perdere almeno 5 chili!”. Oltre a quella di gol, Muriel ha conosciuto la fame – quella vera – da piccolo in Colombia. Il papà faceva il tassista e non riusciva a garantire molto alla famiglia. Allora Luis vendeva per strada i tagliandi della lotteria del paese o le focacce di sua nonna, così da riuscire a comprarsi almeno il biglietto per andare ad allenarsi. Voleva giocare con il sorriso e lo faceva ammirando “il fenomeno”.

A Siviglia per mostrarsi “fenomenale”

Ronaldo, un paragone ricorrente. Le movenze che incantano, doppi passi e accelerazioni, guizzi e gol difficili anche solo da pensare. Luis lo ricorda e non poco. Di questo sembrano esser convinti anche a Siviglia: la valutazione è da top player e Luis non vede l’ora di accettare, giocare in Spagna e raddoppiare l’ingaggio (2 milioni per 4 anni). L’operazione si farà: in casa doriana, Pradè e Romeo aspettano la fumata bianca e si sfregano le mani.

La Samp sta per chiudere la sessione di mercato con lo scudetto delle plusvalenze visto Schick, Muriel, Skriniar e Bruno Fernandes, corrispondono a circa 80  milioni incassati. Si erano fatte avanti anche Roma e Lazio nelle ultime settimane, ma la squadra di Eduardo Berizzo ha bruciato tutti sul tempo. Quel tipo di calcio e quel modo di pensare alla fase difensiva tipicamente spagnolo, possono accompagnarlo verso la definitiva maturazione,  a scrollarsi l’appellativo di semplice promessa indossando finalmente l’abito del campione. Quando salirà le scalette dell’aereo direzione Siviglia nelle sue orecchie ancora rimbomberanno le parole del – suo – Mister, Giampaolo: “Se fallisci, se l’aspettano tutti: stavolta stupiscili. Non con una giocata nuova: ma con una testa nuova”.

E’ lì il segreto, e Luis lo sa!

Di Domenico Marcuccilli