lunedì, Dicembre 6, 2021

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Napoli: le dimensioni non contano, almeno per il momento

Un antico proverbio recitava “altezza è mezza bellezza”, ma lo scorso anno a Napoli non sembrano averci fatto caso. La squadra di Sarri si è dimostrata di certo la più “bella” anche arrivando al terzo posto e, a quanto pare, infischiandosene dei centimetri. Il trio d’attacco è stato lo sponsor perfetto nel dimostrare che non bisogna essere 1,90 per poter spaventare gli avversari ma, nonostante tutto, spesso e volentieri un piccolo slancio verso l’altro avrebbe potuto far comodo. L’esempio più lampante sono i due gol realizzati da Sergio Ramos nell’ottavo di ritorno di Champions, ma più volte durante la stagione gli azzurri hanno evidenziato delle difficoltà nel gioco aereo sia offensivo che difensivo. Ovviamente Sarri ha saputo fare di necessità virtù, favorendo un gioco palla a terra ed in velocità capace di sfruttare al meglio le caratteristiche dei suoi uomini, pur dovendo adattarsi a contingenze non proprio favorevoli in alcuni frangenti dei vari match. Ora è sul punto di iniziare una nuova stagione e la squadra è già al lavoro nel ritiro di Dimaro, ma Giuntoli avrà pensato a mettere la famosa “pezza” a questa possibile falla? Sembrerebbe proprio di no. L’arrivo di Ounas ed il probabile approdo in azzurro di Mario Rui sembrano orientare la scelta sulla scia dei “piccoletti”, adattando i nuovi acquisti alle caratteristiche già presenti in squadra. Proviamo a discutere, però, numeri alla mano: quanto effettivamente sono alti i giocatori del Napoli? E’ davvero una pecca così evidente in relazione ai possibili risultati?

L’altezza del Napoli: chi è il più “piccoletto”?

Calcolando una rosa di 25 giocatori che comprende anche il nuovo arrivato Ounas, l’altezza media dei giocatori del Napoli risulta essere di 1,814 m. In effetti non è molto, ma neanche pochissimo. C’è da capire però se questa cifra abbastanza equilibrata sia frutto di un bilanciamento tra i più alti in rosa ed i “piccoletti”, oppure di un’omogeneità generale da parte di tutti i componenti. C’è da dire, intanto, che sono soltanto in 3 (Maksimovic, Koulibaly, Albiol) i giocatori a superare il metro 90 di altezza, bilanciati però da altrettanti (Insigne, Mertens, Giaccherini) che non arrivano al metro e 70. Proviamo ad analizzare dunque i vari reparti. Per quanto riguarda i portieri, il più alto è Reina con i suoi 188 centimetri, seguito da Rafael con 186 e Sepe con 185. In difesa svetta Maksimovic con il suo metro e 93, mentre il più basso del pacchetto arretrato è Hysaj con 182 centimetri. Il centrocampo è forse il reparto più omogeneo, con tutti i giocatori che oscillano intorno al metro e 80 ad esclusione di Allan, alto “soltanto” 1,75. Passiamo ai pezzi “grossi”: il più alto del reparto offensivo è Pavoletti (1,88) seguito a ruota da Milik, mentre si aggiudica la palma del più basso della squadra…Lorenzo Insigne! I suoi 163 centimetro lo rendono la “mascotte” dei partenopei, con il neo acquisto Ounas che invece raggiunge l’altezza di 1 metro e 72. Una sorta di scala, dunque, che va man mano ad abbassarsi con l’avanzamento del baricentro. Le medie sono infatti, partendo dai portieri per arrivare agli attaccanti, di 1.863/1.858/1.801/1.747. Per valutare l’effettivo impatto di questa altezza media, proviamo a metterla a confronto con quella di altre squadre. Quale sarà il risultato?

Volendo rimanere in Serie A, la squadra ad avere la rosa con meno centimetri la scorsa stagione era il Pescara, con una media di 178.8. Spostandoci invece in Europa e prendendo in considerazione i 5 maggiori campionati, conquista la palma della squadra più “piccola” il Bastia, raggiungendo addirittura la quota di 178.1. Qual è la prima caratteristica comune che riuscite a notare tra queste due squadre? Esatto…entrambe hanno concluso il proprio campionato in ultima posizione. Probabilmente sarà un caso, ma il fattore atletico man mano sta diventando sempre più importante nel calcio moderno e l’avere in rosa giocatori fisicamente strutturati può essere a dir poco decisivo in fasi della partita in cui è necessario fare gol o non prenderne per nessun motivo al mondo. La distanza con il Napoli è di appena 3 centimetri e questo non può che fare onore alla squadra di Sarri, che ha avuto il carattere di riuscire necessario a raggiungere importanti risultati non soltanto in classifica, ma anche dal punto di vista del gioco e del “dominio” delle partite. Ad oggi sono sempre di meno le squadre che prediligono il gioco palla a terra, ma in un calcio in cui l’aspetto atletico sta pian piano prendendo il sopravvento su quello tecnico, è sempre bello vedere una voce fuori dal coro in grado di dire la sua facendosi spazio sgomitando nel mondo dei “grandi”.

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