giovedì, Gennaio 27, 2022

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Come fan presto ad appassir le rose

Ricordi sbocciavan le viole con le nostre parole: “Non ci lasceremo mai, mai e poi mai”. Vorrei dirti ora le stesse cose ma come fan presto, amore, ad appassire le rose. – F. De Andrè, La Canzone dell’Amore Perduto

La storia fra Federico Bernardeschi e la Fiorentina è giunta alla sua conclusione. Il numero dieci viola, cresciuto nelle giovanili fiorentine, toscano di nascita, andrà in terra sabauda ad indossare l’odiata maglia. “Certo, l’amore per la maglia viola sulla bilancia peserà eccome al momento in cui dovrò scegliere (la mia nuova maglia, ndr)”, parole di Federico il 5 febbraio 2017.  Dopo poco più di cinque mesi eccolo, pronto a vestire la casacca della Juventus. Alto tradimento per i tifosi viola, con il giocatore che non si è presentato a Moena, ufficialmente per una gastroenterite. Certificato medico, come a scuola, in attesa che il telefono squilli.

Federico Bernardeschi saluta la Fiorentina: sarà un giocatore della Juventus

Come fan presto ad appassir le rose, avrebbe commentato Fabrizio De Andrè, geniale cantautore italiano. Un rapporto tormentato quello fra Fiorentina e Juventus in sede di mercato, dove i viola si sono visti strappare all’alba degli anni ’90 quello che a Firenze se la gioca con Batistuta per il titolo di più amato nella storia del club. Quel Roberto Baggio che raccolse la sciarpa viola al Franchi in segno di rispetto e si rifiutò di calciare un rigore. Sul dischetto si presentò De Agostini, il resto è storia nota. La stessa tratta la fece per venticinque milioni Felipe Melo, centrocampista brasiliano, con minor fortuna: subissato di fischi dal tifo bianconero per una serie di prestazioni non all’altezza, dichiarerà di aver imparato “ad odiare la Juventus in maglia viola”.

Estate di tradimenti

Sempre rimanendo in ambito cantautoriale, in un’estate di “diavoli sulla cresta dell’onda”, “beati o voi che entrate nel girone degli innamoramenti, miracoli e tradimenti”: ai microfoni un romano ed un napoletano, quel duo fra Alex Britti ed Edoardo Bennato che ha animato l’estate del 2006. Questa pazza estate di calciomercato ha regalato colpi di scena e tradimenti eclatanti, a partire dalla margherita sfogliata da Donnarumma passando per la decisione lampo di Leonardo Bonucci, passato dalla Juventus al Milan nel giro di 48 ore. “Niente è impossibile”, la sua risposta al ds del Diavolo durante la loro prima telefonata.

Lo striscione appeso dai tifosi della Fiorentina fuori dal Franchi

Nel girone degli innamoramenti è capitato anche il giovane Bernardeschi, sedotto dall’offerta bianconera, dalla possibilità di indossare una maglia numero 10 fra le più importanti al mondo, dal giocare assieme a compagni di livello assoluto mentre a Firenze la gastroenterite da mercato ha già colpito due colonne come Gonzalo Rodriguez e Borja Valero. Da grandi poteri derivano grandi responsabilità: starà a Federico non farsi schiacciare dalla concorrenza in una squadra nella quale lui, Cuadrado, Dybala, Douglas Costa, Mandzukic ed Higuain si giocheranno quattro maglie. Sarà salto di qualità o drastico ridimensionamento.

L’eredità di Paulo Sousa

Paulo Sousa, contestatissimo per una serie di scelte sbagliate nella chiusura del suo periodo fiorentino, ha lasciato a Bernardeschi una grande eredità in mano: l’ha reso un giocatore duttile, capace di attaccare e di difendere. Ha giocato praticamente da terzino con la difesa a tre, oltre che da esterno e da trequartista, due ruoli che gli risultano maggiormente congeniali. Così come Cuadrado a Firenze ha imparato a gestire la fase difensiva, qualità che l’ha portato in cima alla lista della preferenze allegriane.

La sua avventura in bianconero inizierà ad ore: starà a lui ripagare l’oneroso investimento della Juventus, confermandosi come un giocatore di altissimo livello. Con il Diavolo sulla cresta dell’onda la Vecchia Signora lavora per mantenersi al top, ponderando l’ennesimo assalto al sogno proibito chiamato Champions League.

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