sabato, Gennaio 22, 2022

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Inter: Spalletti abbraccia Vecino, il pupillo di mezza serie A

Secondo un vecchio adagio sempre in voga, “chi troppo vuole, nulla stringe”. Massima che i dirigenti della nuova Inter di Luciano Spalletti sembrano aver fatta propria, pianificando un mercato oculato, in netta controtendenza con quanto fatto dai cugini del Milan, fin qui assoluto protagonista dell’estate pallonara. Individuare i rinforzi giusti e inserirli in una struttura già esistente, cercando di migliorare il rendimento di quei giocatori sulla carta in grado di rappresentare un fattore, incappati inesorabilmente nell’ennesima stagione al di sotto delle attese. Ecco le linee guida dettate dai vertici societari. Inutile spendere a caso, meglio farlo con cognizione di causa, alla ricerca di profili funzionali al progetto tecnico, magari già abituati al calcio italiano. Proprio in quest’ottica è possibile inquadrare l’imminente ingaggio di Matias Vecino, centrocampista uruguagio classe ’91, elemento poco pubblicizzato e assai sottovalutato dal grande pubblico, ma molto stimato nell’ambiente degli allenatori e conoscitori di calcio. Un innesto mirato, in grado di garantire qualità, esperienza e grande senso tattico.

Matias Vecino,  lo stakanovista della mediana

Uruguaiano con passaporto comunitario (la famiglia ha origini molisane), Vecino sbarca in Italia nel gennaio 2013, aggregandosi alla Fiorentina in attesa della conclusione di tutte le pratiche necessarie all’ottenimento del nuovo status. Proveniente dal Nacional di Montevideo, viene descritto come un centrocampista offensivo, in grado di agire anche dietro le punte grazie all’ottima tecnica di base. Vincenzo Montella, all’epoca tecnico dei viola, ne apprezza le qualità ma decide di non inserirlo nella lista per l’Europa League vista la folta concorrenza in mezzo al campo; inevitabile a quel punto, il prestito a Cagliari fino a fine stagione alla ricerca di continuità, con la speranza di rientrare nuovamente alla base. A dispetto di un fisico longilineo (187 centimetri), Vecino dimostra grande velocità negli spazi, capacità che permette a Diego Lopez – suo connazionale – di impostarlo come mezzala classica in un centrocampo a 3. “Prima di prenderlo al Cagliari io ed il direttore sportivo Salerno parlammo con Montella, che ce lo descrisse come giocatore perfetto per il nostro 4-3-1-2. Poteva fare la mezzala sia destra che sinistra. Da noi al Cagliari ha dimostrato subito il suo valore. Ci ha impressionò subito”. In maglia rossoblù soltanto 9 presenze, condite da due reti, sintesi perfetta del centrocampista moderno abile in entrambe le fasi di gioco. L’anno successivo, un altro prestito, stavolta ad Empoli, lì dove incontrerà Maurizio Sarri, l’allenatore che avrebbe fatto carte false per portarlo con sé a Napoli l’anno successivo. In Toscana Vecino diventa inamovibile nel 4-3-1-2 che incanta la serie A, giocando da titolare 36 delle 38 partite a disposizione. Stakanovista della mediana, non mostra i segni della fatica alla sua prima stagione da protagonista in A, attirando finalmente le attenzioni del club proprietario del suo cartellino e di Paulo Sousa, un altro per il quale diventerà insostituibile.

Cagliari, Empoli e Fiorentina: tutti i progressi del centrocampista universale

Dal 4-3-1-2, al 4-2-3-1, il passo è breve e indolore. Vecino macina chilometri e accumula presenze (97 negli ultimi tre campionati), divenendo uno dei punti fermi della Fiorentina capace di occupare la prima posizione in classifica nell’ottobre 2015. Non più incursore, ma guardiano davanti alla difesa al fianco di Badelj, un adattamento fulmineo e efficace, che rivela una volta di più l’universalità propria del centrocampista moderno, convocato nel frattempo da Tabarez nell’Uruguay dopo il tentativo di Conte di convincerlo a sposare la causa azzurra. “Con Sarri ad Empoli è cresciuto ancora e poi a Firenze ha dimostrato essere un giocatore pronto per i palcoscenici di primo livello. All’inizio anche io ero dubbioso sul suo impiego in mediana nel 4-2-3-1, invece secondo me per lui questo passo è stato fondamentale. Lo preferisco ancora nel ruolo di mezz’ala in un centrocampo a 3, ma Paulo Sousa ha ultimato la sua crescita usandolo in quel ruolo”. Sono nuovamente la parole di Diego Lopez a darci la dimensione di un giocatore che ha saputo migliorarsi con gli anni, traendo il massimo dai suoi allenatori, rimasti legatissimi all’uomo prima che al calciatore. Si dice che anche Spalletti avesse provato a portarlo a Roma la scorsa estate, operazione possibile un anno dopo previo pagamento della clausola rescissoria da 24 milioni di euro fissata dalla Fiorentina. Il tecnico toscano sembra infatti intenzionato a riproporre il 4-2-3-1 suo marchio di fabbrica anche con l’Inter, ma fatica a trovare all’interno della rosa nerazzurra elementi in grado di convincerlo pienamente. L’arrivo di Vecino sopperirà alle mancanze, aprendo probabilmente la strada a qualche cessione di lusso.

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