Home Italia Adani racconta: “Sarri è un maestro all’altezza di Bielsa e Guardiola”

Adani racconta: “Sarri è un maestro all’altezza di Bielsa e Guardiola”

Maurizio Sarri
Maurizio Sarri, fonte foto: www.sscnapoli.it

Da calciatore ad opinionista di Sky Sport, Daniele “Lele” Adani si racconta e svela il suo modo d’intendere calcio ai microfoni de “La Repubblica”.  Il suo nuovo lavoro lo appassiona incredibilmente:  “Da ragazzo non mi dedicavo tanto alla scuola, mi distraeva dal calcio, e quello sì che invece lo studiavo. Giocavo e cercavo di capire il perché di un movimento, di una posizione del corpo. Ho imparato nel mio paesino e in serie A. Ho imparato cose pure da gente che non stimo. Quante partite al giorno guardo? Il punto non è quante. Scrivo, riassumo dati, appunto osservazioni, poi unisco i fogli con una graffetta: la serie A, la Spagna, le Coppe. A fine anno diventano un pacco alto così, ma che bello scoprire ai quarti di Europa League che una cosa su Dolberg dell’Ajax l’avevo annotata già a settembre. La competenza nasce da buona vista e buona memoria. Tre persone che guardano una partita avranno tre ipotesi diverse. Tutto è opinabile. Ma chi tra un mese sarà in grado di ricordare quattro dettagli, sarà più avanti degli altri”.  Poi l’ex difensore dell’Inter parla anche della bellezza e l’essenza del gioco del calcio paragonando Sarri a maestri come Bielsa e Guardiola: “L’estetica non è una colpa, non è sinonimo di inefficacia. Cosa c’è di male nel dire che il Napoli gioca un calcio tra i più belli d’Europa anche se arriva terzo? Non sarebbe più forte se fosse più brutto, non sarebbe più efficace senza essere così bello. Sarri è per me un maestro all’altezza di Bielsa e Guardiola. Insegnano valori, ti mostrano le pieghe del calcio. Non saprei immaginare nemmeno nell’anticamera del cervello che Wenger è da cacciare perché non vince la Premier. Ma noi siamo il Paese che ha fatto andar via Garcia e Benítez, trattandoli da incapaci. I migliori calciatori nascono in Sudamerica eppure pensiamo che debbano adattarsi a noi. L’errore più grande è aver trasformato il racconto del calcio nel mestiere della negatività, nel racconto degli errori dopo un 5-4. È l’emozione che deve guidarci. E quella puoi trovarla nel calcio del Napoli, in un gol di Messi, ma pure in un recupero di Mandzukic e nell’abbraccio tra due allenatori a fine partita”.