martedì, Gennaio 25, 2022

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Milan, Montella racconta: “Mandavo dieci messaggi al giorno a Mirabelli per Bonucci”

Vincenzo Montella è entusiasta dopo la campagna acquisti del Milan. Dopo la roboante vittoria contro il Bayern Monaco il tecnico napoletano ha rilasciato ai microfoni de “La Gazzetta” le sue sensazioni in vista della prossima stagione: “La mia è stata, ed è ancora, un’estate da sognatore. Ma il bello è che i miei sogni sono stati esauditi e non è finita qui. Magari può fare scalpore il numero di giocatori acquistati e le cifre spese, resta il fatto che il club sta facendo qualcosa di straordinario”. Quattro a zero contro i bavaresi, un risultato che darà morale alla squadra rossonera: “Da questo punto di vista la gestione sarà facile perché ho un gruppo intelligente e una società realista. E poi è calcio estivo. Semplicemente, così come ho provato fastidio per la sconfitta col Borussia, mi fa piacere questo successo perché ho visto passi in avanti per atteggiamento, mentalità, tattica. E tutto in una volta sola. Mi sono piaciuti la copertura degli spazi e l’aggressività fin dall’inizio. La cosa più bella è stata la ricerca della compattezza. Va però detto che il Bayern era in evidente difficoltà.  La squadra non è stata passiva e poi tutti i nuovi hanno avuto un buon impatto. Biglia, per esempio. E André Silva ha potenzialità infinite, può diventare un giocatore di spessore internazionale, è solo questione di tempo. È stato bello vedere che i nuovi arrivati non erano pesci fuor d’acqua”.

Milan, Montella esalta le qualità di Leonardo Bonucci

Secondo le ultime calciomercato l’acquisto più difficile è stato quello di Leonardo Bonucci arrivato a Milano dopo sette stagioni alla Juventus. Montella è stato assillante con il direttore Mirabelli come ha svelato lui stesso: “Con il club c’è grande condivisione su tutti i giocatori, ovviamente con loro al 51% e io al 49%. Ecco, con Bonucci è l’unico caso in cui è stato il contrario. Ero convinto fosse raggiungibile, mi fidavo di chi me lo diceva, mentre i miei dirigenti avevano una percezione diversa. Mandavo a Mirabelli almeno dieci messaggi al giorno, con tre sole parole. Buongiorno, o buonasera, direttore: Bonucci. Con il direttore abbiamo un rapporto schietto e continuo, condividiamo anche gli stessi vizi (ride, ndr). È un professionista altamente competitivo, con la mentalità e il suo modo di pensare è riuscito a ottimizzare al massimo il suo motore. Sarà un esempio per i giovani. Non so se senza di lui la Juve si sia indebolita, ma di certo noi ci siamo rinforzati. Non credo possa essere una figura ingombrante nello spogliatoio: solo chi lo vede ingombrante a priori lo può percepire come una minaccia. Mi intriga, mi piace come idea, ma devo dire che con questi giocatori possiamo davvero usare tanti sistemi. Ho l’imbarazzo della scelta”.

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