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milan d amico

“Ma i soldi ci sono o no ?”. Questo l’interrogativo di molti in quest’estate che ha visto i rossoneri tornare a spendere come non si vedeva oramai da decenni. Se da una parte i tifosi rossoneri – e anche in questo caso, non proprio tutti – non si sono permessi scrupoli al riguardo, addetti ai lavori e appassionati di calcio si sono invece chiesti da dove venissero tutte le pecunie societarie a disposizione del club di via Aldo Rossi. Interrogativi che hanno irritato spesso la società rossonera, la cui gestione è affidata dallo scorso aprile al duo Fassone-Mirabelli, rispettivamente CEO e direttore sportivo del Diavolo. Proprio i due dirigenti si sono presi la briga in questi mesi di tutelare la nuova dirigenza, garantendo fiducia ai tifosi e soprattutto rimandando al mittente accuse e calunnie da parte di alcune figure note. L’ultima in ordine di apparizione è stata Ilaria D’Amico, che ieri a Sky Sport ha posto dei dubbi sulla liquidità rossonera, interrogandosi se alla fine il Milan garantirà sostanza alle sue spese. “Ci aspettiamo tutti di vedere tutto nero su bianco” ha detto in diretta durante Sky Calcio Show la D’Amico, notoriamente apprezzata per la sua professionalità e per gli anni di servizio che l’hanno resa uno dei volti più conosciuti del panorama televisivo italiano. Il Milan ha scelto di non rispondere alle domande di Sky nel post partita di Crotone-Milan (0-3), così Sky ha trasmesso al posto della solita intervista di fine gara con l’allenatore le parole di Montella direttamente dalla conferenza stampa svoltasi nella sala conferenze dello Scida.

Il Milan e il conto in banca: guai a dubitare

L’ira del Milan è stata “stuzzicata” dalle parole della D’Amico ricordando così un altro episodio simile, ovvero quando a luglio il presidente della Roma James Pallotta gettò delle ombre sulla sicurezza finanziaria della proprietà cinese. Dopo una diretta Facebook di Mirabelli in cui il CEO spiegava come il Milan avesse i conti apposto e anzi fosse la Roma ad avere dei buchi di bilancio, Pallotta fu costretto a scusarsi pubblicamente. Quelli furono giorni di fuoco tra le due società, e più in generale il Milan è sempre sembrato suscettibile e permaloso a dichiarazioni pubbliche come quelle della D’Amico o di Pallotta. Se per le critiche allo svolgimento del mercato ( non ultime le parole dell’ex Sheva) la società ha scelto la via del no comment, non si può dire lo stesso delle battute sul conto in banca dei rossoneri, che Fassone ha deciso di difendere a suon di accuse reciproche e querelle. Se il Milan stia facendo il “bambino”, adirandosi per chi lo scopre col dito nella nutella, allora forse la suscettibilità dei rossoneri è solo una forma di difesa e meccanismo di infangamento di un reale buco nelle finanze della proprietà cinese. Qualora invece Fassone, ed è l’ipotesi al momento più probabile, abbia ragione, allora saranno gli altri a dover ricredersi e ammettere che c’è una nuova forza nel campionato, capace di inserirsi come non fatto negli altri anni nella lotta per obbiettivi prestigiosi. Per ora il Milan si gode i tre punti conquistati allo Scida ma per una chiarezza definitiva bisognerà aspettare, come dice la D’Amico, il nero su bianco.

 

di Riccardo Belardinelli

  • Me

    Professionalità? Non sono milanista, ma in moooolte occasioni la D’Amico mi è sembrata decisamente meno che professionale, a partire dall’evidente conflitto di interessi dell’essere la conduttrice di un programma che dovrebbe essere generalista, e contemporaneamente la compagna di uno dei giocatori della squadra che più usufruisce di copertura mediatica nella trasmissione che conduce e che dovrebbe essere generalista per non ingenerare conflitto di interessi. Ho un’altra idea di professionalità, ma sarò io.

    • Ivano67

      hai perfettamente ragione: la parte veramente offensiva sono le parole “vedremo nero su bianco” come se si arrogasse il diritto di stabilire lei se una società è solvente o meno. Quando poi verrà affrontato l’argomento ‘ndrangheta nel calcio e scommesse fatte da giocatori ancora in attività, allora sì che avrà dimostrato terzietà e professionalità…

      • Me

        Figurati, c’è un’omertà generalizzata della stampa sull’argomento che non ne parlerebbero nemmeno se il caro presidente fosse arrestato, figurati quando avrà pagato la sua bella multa e potrà tornare a delinquere, solo stando più attento a non farsi sgamare.