lunedì, Novembre 29, 2021

Latest Posts

Dal mal di pancia al lusso del Principato: Keita ha la sua grande occasione?

29 agosto 2017. Mancano ormai due giorni soltanto alla fine dell’ennesima sessione di calciomercato ed ecco che accade quello che nessuno ormai si sarebbe mai aspettato: Keita passa al Monaco per una cifra attorno ai 30 milioni. Dopo tre mesi o forse anche più di diatriba, di tweet al veleno, di liti a distanza e di mancate convocazioni, il senegalese lascia la Lazio e vola al Principato.

Non è poi così difficile raccontare la storia del prodotto della cantera del Barcellona. Keita, all’età di 15 anni, viene cacciato dalla società blaugrana. La motivazione?Aver fatto uno scherzo ad un compagno di squadra. Una sera, durante un torneo in Qatar, aveva messo del ghiaccio nel letto di un suo giovane compagno di squadra. E l’etichetta di bimbo monello e viziato arriva puntuale. Ma il bimbo monello e viziato con il pallone ci sa fare. A dimostrarlo i 47 gol messi a segno in una sola stagione al Cornellá, squadra a cui, per punizione, il Barcellona l’ha prestato. Ma il senegalese ormai non vuole più stare in Catalogna. Nell’estate del 2011 arriva la Lazio, che lo paga 3oomila euro. La società biancoceleste cresce, coccola e aspetta il suo gioiellino e intanto il giovane attaccante trascina la Primavera allo scudetto.

Keita: da Balotelli a Zarate, quante somiglianze!

Il resto è storia recente: il debutto in prima squadra, il rapporto complicato con Stefano Pioli, i primi mal di pancia e quell’odio/amore con Simone Inzaghi. È stato proprio il tecnico piacentino a credere in lui più di ogni altro, a svezzarlo e a farlo esplodere. I 16 gol nella scorsa stagione e le tante partite risolte sono là a dimostrarlo, ma non è bastato. Seppur 22enne, Keita sembra rimasto, sotto certi aspetti, il bimbo monello e viziato del ghiaccio nel letto. Ma forse c’è anche dell’altro. La Maravilla, in cuor suo, ha continuato a sentirsi un giocatore da Barcellona. Lo si può quasi intuire dai suoi atteggiamenti, dalle sue dichiarazioni, dai suoi comportamenti e persino dalle sue esultanze: quel continuo indicare se stesso, come se non contasse nient’altro. Una sorta di “Io so io e voi non siete un c….” di sordiana memoria. Prepotenza e arroganza, direbbero alcuni. Genio e sregolatezza associata a una gran classe, direbbero altri. L’unica cosa certa è che il pensiero va a tutti quei talenti che si sono persi. Il primo nome è quello di Mario Balotelli, vittima delle sue stravaganze. Ma Keita sembra quasi somigliare a un giocatore che ha fatto sognare i tifosi della Lazio: Mauro Zarate. Con l’argentino sono tanti i punti in comune, a partire da quella parabola diventata, fin troppo presto, da ascendente a discendente.

Monaco, la grande occasione?

Ora la Lazio è il passato. Il presente e il futuro di Keita è il Monaco. Ingaggio top, club con enormi margini di crescita, la Champions League, le prossime sfide con i migliori al mondo: il senegalese ha trovato ciò che voleva. E con Jovetic e Falcao formerà un tridente d’attacco di assoluto livello. Sarà la sua grande occasione? Starà a lui dimostrarlo. I biancocelesti salutano un bimbo diventato giocatore dalle grandi prospettive, ma solo se il bimbo diventerà finalmente uomo le prospettive si trasformeranno in realtà. 

di Gianpiero Farina

Latest Posts

Don't Miss