martedì, Dicembre 7, 2021

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Pavoletti-Cagliari, scommettiamo che funzionerà?

Avete mai pensato a cosa accade quando l’ambizione incontra la voglia di riscatto? Un mix letale, in grado di produrre benefici aldilà di ogni immaginazione, rinvigorire un progetto dalle solide basi, immettere nel serbatoio la necessaria quantità di carburante per arrivare a destinazione. Ecco, da qualche giorno a Cagliari e in tutta la Sardegna è scoppiata la Pavoletti mania, capace di lasciare basiti e esterrefatti la folla di turisti che transitava dall’aeroporto di Elmas, ma soprattutto di far dimenticare ai tifosi rossoblù il recente, quanto inaspettato, addio di Marco Borriello in direzione Ferrara. Il presidente Giulini ha voluto regalare a Rastelli il centravanti desiderato, trovando piena disponibilità nell’ex giocatore di Napoli e Genoa, che pur di rilanciarsi ha accettato una sensibile riduzione dell’ingaggio, elemento essenziale per la buona riuscita di un’operazione altrimenti piuttosto complicato.

Pavoletti un anno dopo: dalla nazionale al fallimento con il Napoli

Nessun dubbio, l’acquisto di Pavoletti rappresenta per il Cagliari una discreta polizza assicurativa nella corsa alla salvezza. Da tempo ai margini del progetto tecnico di Maurizio Sarri, l’attaccante toscano classe ’88 era alla ricerca dell’occasione giusta per rilanciarsi a un anno di distanza dalla sua prima convocazione in Nazionale, datata 27 agosto 2016 per gli impegni con Francia e Israele. Sì perché di questi tempi lo scorso anno, Pavoletti rappresentava la novità nel parco attaccanti del ct Giampiero Ventura, forte delle 14 reti in 25 partite segnate con la maglia del Genoa. Un exploit che aveva fatto anche pensare a una possibile chiamata per gli Europei di Francia, prima che Antonio Conte puntasse su quanti avevano portato l’Italia a vincere il proprio girone di qualificazione. Punto fermo del Genoa di Ivan Juric, aveva iniziato bene anche la stagione 2016/2017, prima che un infortunio al ginocchio non lo costringesse a saltare sei gare consecutive a cavallo tra novembre e dicembre. Proprio in quel periodo, a Napoli, ci si interrogava sul rendimento che Mertens – spostato nel ruolo di prima punta dopo l’infortunio di Milik – avrebbe potuto garantire in termini realizzativi. Per questo motivo, nonostante i risultati già più che soddisfacenti, il club azzurro decise di investire 18 milioni di euro per il cartellino dell’ex idolo della tifoseria del Grifone. A conti fatti, uno dei flop del ds Giuntoli, considerato lo scarso feeling con le idee di calcio di Sarri e l’autentica esplosione del folletto belga. 194’ in campionato, 185’ in Coppa Italia, solo in tre occasioni dal primo minuto, nessun gol. Numeri impietosi che fotografano alla perfezione il fallimento dell’esperienza partenopea, gettando ombre minacciose sulla sua reale capacità di adattamento a un sistema di gioco che lo veda coinvolto anche in fase di costruzione, e non soltanto come terminale ultimo in area di rigore.

Cagliari, la nuova sfida di “Pavoloso”

Alle volte, si sa, meglio fare un passo indietro e ricominciare da capo. Esattamente quanto fatto da Pavoletti che ha sposato la causa del Cagliari dopo che in tanti avevano prospettato per lui una carriera in costante ascesa, nella quale il passaggio al Napoli avrebbe dovuto rappresentare solo la prima tappa di un nuovo percorso. Divenuto l’acquisto più oneroso della storia del Cagliari, “Pavoloso” vuol tornare protagonista a suon di gol, quelli che ha sempre fatto in tutte le categorie, da Viareggio a Pavia, da Castellamare di Stabia a Casale Monferrato, passando per Sassuolo, Varese e Genoa. Sarri l’avrebbe voluto più partecipe, Rastelli invece gli chiederà di segnare tanto per regalare al Cagliari la seconda salvezza di fila dopo il ritorno in serie A. Il calcio moderno obbliga per certi versi i suoi interpreti a disimpegnarsi in diversi modi, migliorarsi costantemente attraverso la ripetuta applicazione in fondamentali non esattamente nelle proprie corde, ma non potrà snaturare le caratteristiche principali di alcuni giocatori. Dopo aver provato il grande salto con un club divenuto in questi ultimi anni una vera e propria certezza a livello internazionale, Pavoletti riparte alla ricerca di vecchie sensazioni ormai svanite. La Sardegna intera sembra averlo già adottato, al resto dovrà pensarci lui.

 

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