martedì, Dicembre 7, 2021

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Eran Zahavi, l’idolo diventato nemico

C’è una vicenda che nelle ultime ore sta scuotendo una parte del Medio Oriente e per una volta non si tratta dell’eterno conflitto israeliano-palestinese che spesso è sulla bocca di tutti. La notizia che ha sconvolto Israele riguarda il calcio giocato e in modo particolare, uno dei simboli della nazionale israeliana: il capitano Eran Zahavi.

Ai più attenti questo nome non sarà di certo nuovo, considerando il fatto che il giocatore nel corso della sua carriera è passato anche per l’Italia giocando con la maglia rosanero del Palermo nella stagione 2012-2013 lasciando tuttavia un ricordo opaco. Terminata la sua breve esperienza in Italia, torna in patria e gioca per il Maccabi Tel Aviv con il quale vince il campionato nel 2013 e si ripete l’anno successivo, vincendo anche il titolo di capocannoniere con 26 reti realizzate. Nell’estate del 2016 viene acquistato dal Guangzhou R&F, squadra che milita nella massima serie campionato Cinese, per una cifra di circa otto milioni di dollari. Zahavi oltre a essere un attaccante molto prolifico (20 gol in 27 presenze con il  Guangzhou R&F nel 2016) è anche un giocatore dal temperamento molto forte. È diventata virale a tale proposito la scena accaduta durante un derby tra Maccabi Tel Aviv e Hapoel Tel Aviv in cui Zahavi perde il controllo e reagisce contro un tifoso che aveva invaso il campo, aggredendolo. Nonostante questo suo carattere fumantino, Zahavi si è guadagnato la nomina di ambasciatore di pace dall’ex presidente israeliano Shimon Peres. Zahavi è stato nominato ambasciatore di pace all’estero, ma deve fare i conti con una situazione molto spinosa in patria. La notizia che ha scosso Israele è il suo addio alla nazionale maggiore dopo 7 anni da capitano della squadra. Questa sua decisione è maturata dopo la sconfitta di sabato contro la Macedonia e la protesta nei suoi confronti ha avuto toni molto forti, con il pubblico che fischiava Zahavi ad ogni tocco di palla e lui che per tutta risposta ha scagliato in malo modo la fascia da capitano al termine della partita. La federcalcio israeliana non ha gradito questo gesto e ha disposto la sospensione del giocatore con effetto immediato. Lo stesso Zahavi, tramite un post instagram ha comunicato di voler terminare il suo rapporto con la nazionale israeliana dopo 7 anni da leader e capitano della squadra. Israele perde così un punto di riferimento della sua nazionale maggiore, trasformando Zahavi da idolo e simbolo di un paese, a nemico che ha intaccato i valori di una squadra con il suo comportamento.

di Ruben Cazzola

 

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