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Giampiero Ventura, Italia-Germania - Fonte: Nazionale Italiana Twitter account
Giampiero Ventura, Italia-Germania - Fonte: Nazionale Italiana Twitter account

Se è vero che le due partite della Nazionale italiana lasciano dubbi legittimi sulla squadra che andrà ad affrontare il Mondiale in Russia nel 2018, è vero anche che in Italia la polemica, soprattutto a posteriori, è sempre di casa e ci mette a nostro agio. Così la vittoria di misura con Israele non ha potuto rimarginare le ferite della sconfitta con la Spagna che costerà il play-off di qualificazione alla massima competizione per nazionali. Anzi, a volerla dire proprio tutta, una vittoria così sbiadita non fa altro che alimentare i lamentosi in giro per lo stivale. E forse questa volta non hanno nemmeno tutti i torti. Anche se sappiamo che la nostra compagine nella sua storia ha fornito le migliori prestazioni quando ha potuto giocare libera dai favori del pronostico e partendo da sconfitta, e ribaltare il pensiero comune (secondo una logica tipicamente italiana) ci piace assai, qualcosina da sistemare in vista della prossima estate c’è. Proviamo ad accodarci anche noi allora al gioco preferito dagli Italiani, “chi vuol essere CT da bar” e vediamo tutte le possibilità che potrebbero essere esplorate da Giampiero Ventura per alzare le prestazioni e l’efficenza degli azzurri, sia in termini di moduli che di interpreti. Cominciamo.

PORTIERI

Al momento convocati: Buffon, Donnarumma, Perin. La polemica è scattata ancor prima che finisse la partita contro la Spagna, subito dopo il gol su punizione di Isco. Spesso si dice che quando scavalchi la barriera da quella distanza ti basta mettere la palla in porta per segnare; ma non questa volta, perché questa volta giocava l’Italia e fare polemica è bellissimo. Dal video che ho linkato sopra, per chi volesse rivedere il gol, si può capire immediatamente il motivo della polemica: Buffon sembra in ritardo sul pallone. Dal secondo replay si nota bene come il portierone faccia anche il passetto giusto per andare a prendere in spinta il tiro dello spagnolo, ma comunque non ci arrivi. Ecco che per l’opinione pubblica Buffon è un bollito e al suo posto Donnarumma o Perin (che effettivamente sono due portieri molto reattivi) l’avrebbero presa. Questo può anche essere vero, ma non basterà per sfilare la titolarità a Gigi, cui dobbiamo moralmente questo ultimo Mondiale e che, come ogni volta che qualcuno lo dà per finito, continuerà a stupirci. Se le sue prestazioni dovessero realmente calare vertiginosamente, o accompagnarsi a un calo fisico (lievi infortuni e simili) che lo tenga lontano dal campo per qualche tempo, allora al suo posto si vedrà l’erede designato Gigio Donnarumma, e queste sono le uniche carte in tavola. Comunque vada, lo sappiamo tutti, non siamo affatto messi male.

DIFENSORI

Al momento convocati: Astori, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Conti, D’Ambrosio, Darmian, Rugani, Spinazzola, Zappacosta. Si dice che per la sfida con la Spagna in realtà Ventura avesse pensato di giocare a 3 dietro per non essere in inferiorità numerica a centrocampo, e forse sarebbe stata una scelta assennata, ma che l’infortunio di Chiellini abbia scombussolato i piani. In tal caso, in un’ipotetica difesa a 3, potrebbe essere pronto al termine di questa stagione Alessio Romagnoli come riserva (di lusso) di Re Giorgio, dal momento che è possibile che Montella lo voglia abituare al ruolo di centrale di sinistra al fianco di Leo Bonucci, con a destra il solito Barzagli. Altro rincalzo dei tre titolari di tutto rispetto resta Davide Astori, forse un po’ snobbato per la crisi che sta attraversando la sua Fiorentina, ma che rimane comunque un centrale dal piede raffinato, in grado di eseguire ottimi lanci e sicuro in conduzione. Per quanto riguarda gli esterni, a destra i due che si giocheranno il posto da titolare in Russia saranno probabilmente Zappacosta e Conti, mentre a sinistra il preferito di Ventura dovrebbe essere Darmian, con ottime possibilità anche per Spinazzola, soprattutto in caso di 3-5-2.

CENTROCAMPISTI + ESTERNI

Al momento convocati: De Rossi, Montolivo, Parolo, Pellegrini, Verratti; Bernardeschi, Candreva, El Shaarawy, Insigne.

Galeotto fu il tunnel di Isco a Verratti, che lo ha fatto diventare di colpo uno scarpone sopravvalutato, quando invece è uno dei veri punti forti della nostra nazionale. Un centrocampo a due contro quello degli Spagnoli, che in aggiunta avevano Asensio in fase di possesso schierato appositamente “falso nueve”, non può che venir preso in mezzo. Era lecito aspettarsi che se Insigne e Candreva non avessero giocato dentro il campo, cosa che in effetti non hanno fatto, l’inferiorità numerica a centrocampo ci avrebbe lasciato pesanti scottature. In Russia, a seconda delle necessità, Ventura potrebbe essere intanto diventato meno integralista e proporre magari un 4-3-3 più funzionale alle caratteristiche dei nostri giocatori, con l’aggiunta in mezzo al campo di Pellegrini (in grado di sostenere ritmi alti di gioco e di garantire inserimenti, una specie di Parolo 2.0) e avanzando gli esterni Insigne e Candreva, o, in alternativa a quest’ultimo, Bernardeschi, uno dei nostri talenti più cristallini, portando magari un’alternativa alla Berardi per spaccare le partite.

ATTACCANTI

Al momento convocati: Belotti, Eder, Immobile, Gabbiadini. Volendo a tutti i costi giocare a due punte, il più adatto di questi al ruolo di seconda sembra l’italo-brasiliano, anche se non scarterei la suggestione di vedere Bernardeschi più vicino alla porta, dal momento che non è uno che fatica a vederla. Il sodalizio Belotti-Immobile, così bello ai tempi del Toro, per ora ha deluso e forse sarebbe più efficace in un 3-5-2. Se ancora non dovesse funzionare, il CT si dovrà rassegnare a rinunciare a un attaccante e passare al 4-3-3. Nell’attesa, mica poi così assurda, che quest’anno qualcuno ci sorprenda al punto di arrivare alla convocazione e stravolgere il nostro mondiale.

In conclusione Buffon ha detto che se la Spagna gioca con ampie percentuali di possesso palla lo chiamiamo bel gioco, mentre quando lo facciamo noi (in riferimento alla partita di ieri sera con Israele) ci lamentiamo per la noia. Ma forse la dichiarazione più importante è stata quella di Iniesta, che ha spiegato la differenza tra le compagini sulla base di un assetto culturale precostituito: “In Spagna, quando un bambino torna a casa dopo una partita, i genitori chiedono se abbia giocato bene. In Italia, invece, gli chiedono se abbia vinto. La differenza sta tutta qui. C’è chi ha la cultura del gioco, chi l’ossessione della vittoria. Per questo nell’ultimo decennio siamo sempre noi i protagonisti e non solo in Nazionale”. Cosa significa poi “giocare bene”? Perché al gioco dovrebbe corrispondere una cultura, mentre alla vittoria un’ossessione? Siccome Iniesta è di parte, ma lo è anche chi scrive, allora si potrebbe replicare che in Spagna c’è l’ossessione per il gioco, mentre in Italia la cultura della vittoria; infatti, dopo aver giocato bene una partita, lo Spagnolo potrà sempre dire di dover ancora migliorare, mentre l’Italiano non può aspirare a qualcosa che sia superiore alla vittoria. Così noi ci acquietiamo e loro rimangono ossessionati. Il fine giustifica i mezzi, no?