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Fonte: twitter @Inter

La Spal è una squadra rognosa e l’Inter lo capisce fin da subito. Semplici vorrebbe che i suoi iniziassero spesso la manovra da dietro per portare il pallone oltre le linee di pressione avversarie, Spalletti accetta la sfida e opta per un pressing altissimo e denso per provocare l’effetto opposto: recuperare palla in zona offensiva e cercare immediatamente l’ultimo passaggio. Le due situazioni non si verificano sistematicamente né da una parte, né dall’altra e le occasioni sostanzialmente si equivalgono. La situazione si sblocca quando un uno-due tra Joao Mario e il marcatissimo Icardi si realizza in area di rigore, il brasiliano viene messo giù da Vicari e l’arbitro Gavillucci fischia prima punizione dal limite, poi, dopo 5 minuti di consultazione con il VAR, decide per il calcio di rigore. Icardi non sbaglia. Nel secondo tempo lo scenario tattico è diverso, con la Spal che per larghi tratti riesce a tenere l’Inter nella propria metà campo, aggredendo e pressando. I nerazzurri si difendono bene però, e ripresa la partita in mano trovano lo splendido 2-0 di Perisic.

INTER-SPAL, IL TABELLINO E LE PAGELLE

Inter (4-2-3-1) : Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Dalbert; Borja Valero (77′ Vecino), Gagliardini; Candreva (88′ Eder), Joao Mario (66′ Brozovic), Perisic; Icardi. Allenatore: Spalletti.

Spal (3-5-2): Gomis; Salamon, Vicari, Vaisanen; Lazzari, Schiattarella, Viviani (85′ Bonazzoli), Mora (78′ Grassi), Costa; Paloschi (66′ Antenucci), Borriello. Allenatore: Semplici.

Marcatori: 27′ Icardi (rig.), 87′ Perisic

Note: Ammoniti D’ambrosio, Gagliardini (I); Vicari, Mora (S)

INTER, LE PAGELLE

Samir Handanovic 6: Non è chiamato a grandi interventi e fa il suo senza troppi problemi.

Danilo D’Ambrosio 6,5: Spinge bene associandosi con Candreva, annulla Costa in fase difensiva. Prestazione convincente.

Milan Skriniar 7: Si sta inserendo sempre meglio. L’intesa con D’Ambrosio oggi funziona benissimo e i due stringono e si staccano in maniera coordinata. Traversa dai 40 metri che trema ancora, sarebbe stato il gol dell’anno.

Joao Miranda 6: Meno reattivo del compagno di reparto, soprattutto nella gestione degli inserimenti nel corridoio tra lui e il terzino. Comunque fa il suo.

Henrique Dalbert 5: Alla lunga soffre molto, finendo per diventare l’anello debole dei suoi. Semplici nel secondo tempo chiede ai suoi di fargli portare palla, ed effettivamente Dalbert non sa cosa farne. Male soprattutto in fase difensiva, dove costringe Perisic agli straordinari. Disorientato.

Borja Valero 6: Nel primo tempo è il professore che detta ai suoi i tempi del pressing, poi quando i ritmi si alzano nel secondo tempo sembra stanco e Spalletti fa bene a sostituirlo, ma è una pedina fondamentale per questa squadra. (Dal 77′ Vecino sv)

Roberto Gagliardini 6,5: Parte benissimo e arriva al tiro due volte nel primo quarto d’ora. Ogni tanto perde fiducia e fa qualche errorino banale, ma oggi davanti alla difesa è una macchina recupera palloni. Spalletti lo sa e lo lascia in campo 90 minuti.

Antonio Candreva 6,5: Per gran parte della gara spettano a lui le maggiori responsabilità offensive perché Perisic deve guardarsi alle spalle. Se la cava bene, sbaglia come al solito qualche decisione sull’ultimo passaggio, ma è lucido quanto pesca l’ennesimo assist per il compagno di reparto croato e mette il risultato al sicuro. (Dall’88’ Eder 6: ha gli ultimi sgoccioli di partita ma ci mette l’anima)

Joao Mario 6,5: La sua qualità è importantissima nella gestione del pallone sulla trequarti e nelle svolte creative di certe azioni. Ogni tanto si assenta. (Dal 66′ Brozovic 6)

Ivan Perisic 7: E’ costretto a fare il terzino per gran parte della gara perché Dalbert soffre come un matto. Lui non fiata e si adatta alla situazione proponendosi in avanti quando può. Ecco, una delle poche volte in cui può, raccoglie il cross di Candreva e scarica un sinistro spaventoso nel 7 che risolve il problema ragnatele su quell’angolo della porta. Stakanovista.

Mauro Icardi 6,5: Marcatissimo, è la chiave per portare pericoli in zona centrale. Infatti quando riesce a staccarsi per una frazione di secondo, chiude il dai e vai con Joao Mario che vale il rigore da lui stesso trasformato per l’1-0.

SPAL, LE PAGELLE

Alfred Gomis 6,5: Parata splendida con la manona destra nel primo tempo su un siluro di Candreva da fuori area che tiene in piedi i suoi.

Bartosz Salamon 6: E’ bravo in anticipo e posizionamento, ma quando deve impostare forse pecca di eccesso di sicurezza e sbaglia spesso.

Francesco Vicari 5: Un po’ in affanno. La sua zona non è facile, con Icardi sempre in agguato, ma si fa prendere in mezzo scioccamente sull’uno-due che causa il rigore, facendo un fallo decisivo per le sorti del match.

Sauli Vaisanen 6,5: Attentissimo, non rischia mai e sbaglia ancora meno. Ottima prova.

Manuel Lazzari 7: Tiene sotto scacco Dalbert e Perisic (più per colpa del primo) arando la fascia come gli pare e piace. I maggiori pericoli nascono dalle sue sgroppate e dai suoi piedi, se serve è in grado di entrare nel campo e dribblare qualche avversario per creare la superiorità numerica. Soprattutto tiene imballato Perisic in posizione arretrata (vedi sopra) per gran parte della partita, ma non può fare tutto lui.

Pasquale Schiattarella 6,5: Voglioso, difficile da saltare, si fa trovare bene tra le linee. Sa come dire la sua.

Federico Viviani 6,5: Il centrocampista che serviva a questa squadra. Può ancora crescere durante la stagione, ma il suo piede è fondamentale anche nei calci da fermo, un’arma che Semplici sa sfruttare a dovere. (Dall’85’ Bonazzoli sv)

Luca Mora 6: Parte bene, ma si innervosisce e fa qualche fallo di troppo, rischiando di farsi espellere. (Dal 77′ Grassi sv)

Filippo Costa 5: Spinge poco e niente, facendosi anticipare spessissimo da D’Ambrosio. Dietro, invece, non riesce a contenere Candreva. Lui e Lazzaro sono croce e delizia dellaa posizione di esterno in un centrocampo a 5.

Alberto Paloschi 5: Avrebbe sul piede l’occasione dell’1-1 sul finire del primo tempo. Non è l’unica che sbaglia. (Dal 66′ Antenucci 6)

Marco Borriello 5,5: Meglio del compagno, ma troppo impreciso in passaggi semplici e approssimativo a tratti nel pressing.