domenica, Dicembre 5, 2021

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Milan, quanti problemi: da Bonucci a … Montella

Dura lex sed lex. Questo il sunto delle dichiarazioni di Montella nel post partita di Lazio-Milan 4:1, in cui i rossoneri oltre alla pioggia di gol subiti devono fare i conti con qualche problema di carattere filosofico. Il Milan infatti è sembrato opaco e stanco, ma soprattutto i giocatori sono apparsi spaesati e con una grossa difficoltà nel trovarsi fra di loro: una situazione che ha i connotati del paradossale vista la contemporanea presenza in campo di Suso, Calhanoglu, Biglia poi anche di Bonaventura e Kalinic. In più c’è una difesa che se nel complesso si è mossa quantomeno discretamente, i singoli hanno toppato alla grande. Bonucci in particolare sembra esser finito nell’occhio del ciclone dopo il match dell’Olimpico e anche la prestazione del Bernabeu non è stata affatto positiva. Per lui momento no.

La difesa

Il Milan è stato preso d’assalto non troppo spesso dalla Lazio, che ha pensato più alla copertura degli spazi e a una giusta gestione del pallone più che affondare direttamente. Fra i difensori si è distinto in positivo il solo Mateo Musacchio, uno dei pochissimi se non l’unico ad ottenere la sufficienza nella gara. La difesa a 4 era una scelta quasi obbligata visto che il 3-5-2 sembra necessitare di un ulteriore rodaggio, e in ogni caso, Montella vuole attendere il pieno recupero di Romagnoli per completare il trio arretrato. Bonucci invece è crollato psicologicamente dopo il secondo gol della Lazio, diventando un giocatore un po’ insicuro e scontato: dalla punta di diamante del calciomercato di Fassone ci aspetta decisamente di più. Le corsie laterali hanno corso tanto ma il termine giusto per definire la situazione sulle fasce è “timidezza”. Non c’è un’eccessiva personalità da parte di un giocatore internazionale qual è Ricardo Rodríguez, che raramente sembra voler spingere l’acceleratore e anzi si rifugia spesso nella soluzione più scontata; Calabria offre sempre garanzie di copertura ma in fase offensiva talvolta sembra solo d’impiccio alle giocate di Suso. In generale si può affermare che al Milan in questo momento serva un momento di riflessione sul lavoro svolto, dato che il Diavolo ha subito 5 gol in 7 partite ufficiali, di cui quattro solo oggi contro la Lazio.

Montella

Cosa dire dell’Aereoplanino? Montella si presenta davanti le telecamere sempre a testa alta e con l’umiltà di saper dire “abbiamo sbagliato”, ma le scuse nella vita risolvono fino a un certo punto. L’ex Sampdoria ha dimostrato un certo carattere nella scorsa stagione, annata in cui ha riportato il Milan in Europa probabilmente con la squadra peggiore degli ultimi cinque anni. Oggi che i giocatori ci sono e si può parlare di qualità tecnica in campo il Milan invece ha rallentato, forse proprio perché Montella, ora che c’è il materiale, non ha in realtà ben chiaro come usufruirne. Sta di fatto che il Milan propone un gioco lento, poco spettacolare e senza troppi spunti offensivi, in cui si evidenziano anche un possesso palla dolce ma elementare e un’insperata ricerca di una falla nel sistema difensivo avversario. Tutti questi punti sono venuti fuori nel match dell’Olimpico, e già a San Siro contro il Cagliari il pubblico aveva lamentato la scarsa quantità di soluzioni offensive nonostante i tanti assi in campo. A difesa di Montella accorrono le precarie condizioni fisico-atletiche di Bonaventura e Kalinic, le assenze di Romagnoli e Conti, i tanti giocatori impiegati nelle nazionali. Quest’ultimo fattore non è da tralasciare visto che il Milan ha lasciato ai vari ct ben 17 giocatori, molti di più di quanti ne fosse priva la Lazio. Eppure il Milan per risorgere deve dimostrare un carattere che paradossalmente nella scorsa stagione aveva maggiormente esposto. Oggi all’Olimpico si è sentita la mancanza di personalità in certi tagli della partita e soprattutto la pecca di presunzione di alcuni giocatori, che senza nulla togliere alle loro qualità tecniche oggi avrebbero dovuto abbassare la testa e “pedalare”. La Lazio non ha giocato la partita della vita ma ha semplicemente difeso la propria area di rigore posizionandosi in maniera strategica e sapendo che il Milan, come infatti si è visto, non avrebbe fatto altro che dare palla agli esterni e aspettare il momento giusto per il cross. Da qui la sterilità di Cutrone e Kalinic, oggi entrambi bocciati. Anche a centrocampo Montolivo e Biglia sono apparsi macchinosi e spaesati: se l’ex Viola ha segnato ed è apparso come uno dei più propositivi ( la competizione aiuta) l’argentino ha camminato, ha gestito male molte situazioni e soprattutto non ha avuto la lucidità di trascinare la squadra nei momenti difficili. E’ chiaro come ora il Diavolo pensi all’esordio in Europa League giovedì contro l’Austria Vienna ma l’imperativo per Montella è trovare una soluzione per conferire alla squadra una via tattica definita. La Lazio è stato il primo banco di prova complicato per il Milan e il risultato è stato deludente ma le premesse per costruire qualcosa di importante ci sono, e Montella lo sa.

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