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Acquisti Milan
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Per la trasferta di Europa League contro l’Austria Vienna, Vincenzo Montella non ha convocato Borini, Conti e Ricardo Rodriguez: il primo perché ancora in recupero dall’infortunio con la nazionale, gli altri due per la concessione di un turno di riposo. L’assenza del terzino sinistro, in particolare, lascia presagire dei cambi tattici importanti nello schieramento e indicazioni chiave per il futuro dei rossoneri, nonché le sue armi a disposizione. Innanzitutto è necessario ribadire la posizione di fondamentale importanza assunta dallo svizzero nell’idea di gioco di Montella, che fa della coraggiosa proposta del gioco di posizione uno dei suoi capisaldi calcistici. In un contesto del genere, di quelli che “se la palla ce l’abbiamo noi, allora non ce l’ha l’avversario”, il possesso del pallone sta assumendo un rilievo del tutto particolare. In questo Milan e in quello che verrà. Il possesso dev’essere tuttavia sostenuto da una buona capacità di gestione palla al piede e dalla conseguente capacità di sapersi districare anche sotto pressione dalle situazioni di pressing più difficoltose. In questo senso sono andati gli acquisti del Milan di quest’estate, in particolare in difesa, dove sono arrivati Conti (che tuttavia si rende ancora più importante per altre caratteristiche), Musacchio, Bonucci e lo stesso Rodriguez, con un’intenzione neanche troppo celata di cominciare l’azione dal basso e attirare volontariamente, con tutti i rischi e i vantaggi del caso, la pressione avversaria. Montella ha quasi sempre schierato la difesa a quattro (bisogna tenere a mente che anche Romagnoli è dotato di ottime capacità in fase di possesso), anche perché, come ha recentemente dichiarato, non ha avuto molto tempo per provare un sistema con la difesa a tre. Tuttavia in fase di costruzione la posizione del terzino sinistro si è rivelata ancipite: a inizio azione il terzino destro (Conti, Abate o Calabria) si è sempre alzato per garantire una via d’uscita oltre la linea di pressione nemica, mentre Rodriguez si abbassa continuamente sulla linea dei centrali a formare quasi uno schieramento a tre classico con maggiori possibilità per la creazione di triangoli con il centrale di centrocampo o la mezzala sinistra. Inoltre, se è vero che ancora rimane irrisolto per il tecnico campano il rebus della risalita del campo per alcuni tratti di gara, Rodriguez diventa fondamentale per scavalcare i reparti e lanciare in profondità i compagni (o arrivare all’esterno d’attacco con un filtrante nel corridoio di mezzo). In fase di possesso consolidato, poi, il terzino sinistro del Milan comincia ad alzarsi, può arrivare sul fondo, crossare dalla trequarti, cambiare lato del campo con sciabolate precise. Più spesso, si posiziona nello spazio di mezzo tra centrocampo e lato esterno, generando problemi sulle uscite di difensori e centrocampisti avversari in marcatura e creando la superiorità numerica per arrivare in porta.

 COME CAMBIA IL MILAN

Detto appunto dell’assenza del terzino finora analizzato, per domani si rende praticamente necessario lo schieramento a 3 in difesa, dal quale potrà trovare giovamento anche Antonelli, il sostituto designato sulla fascia sinistra. Romagnoli e il suo sinistro, su quel lato della linea difensiva, diventano fondamentali per perpetrare i principi di gioco di Vincenzo Montella, che potranno sì trovare anche diverse soluzioni nel corso della stagione, ma che, in una tale fase di consolidamento degli schemi, non possono prescindere dal terzo uomo in impostazione arretrata. Sarà utile anche capire chi potrà giocare nel ruolo di mezzala sinistra: Bonaventura, Calhanoglu o uno fra Montolivo e Locatelli? Azzardando una scommessa, punteremmo qualche fiche sui uno dei primi due, più predisposti a occupare il mezzo spazio avanzato che non rientra nelle corde di Antonelli per capacità di dialogare nello stretto e rifinire l’ultimo passaggio. Una scelta diversa, Montolivo o Locatelli, comporterebbe anche l’utilizzo di un diverso terzino, magari Calabria (che però viene da una brutta prestazione contro la Lazio), con più propensione a giocare dentro il campo. Non dovrà stupire vedere uno dei tre centrali salire oltre la normale zona di competenza per accompagnare l’azione, né vedere più lanci a scavalcare i reparti da dietro, magari da Bonucci o Biglia. Inoltre, Montella potrebbe schierare anche una difesa a quattro sulla linea di quelle viste nelle ultime uscite e abbassare il centrocampista in fase di possesso con il meccanismo della “Salida Lavolpiana”, ad affiancare a sinistra i due centrali o a disporsi centralmente (soluzione obiettivamente più difficile per la presenza di Bonucci). In conclusione, merita ribadire che le soluzioni di questo Milan sono tante, la maggior parte delle quali ancora del tutto inesplorate. Lo stesso allenatore ha ammesso di essere ancora in una fase di prova, di rodaggio, di valutazione delle soluzioni. Questa fase di maturazione può portare a tracolli come quello visto domenica contro una squadra ben preparata tatticamente come la Lazio, nel breve. Nel lungo, ci lascia con quel fiato sospeso per il quale lanciarsi in previsioni affrettate è tutt’altro che praticabile.