SHARE

La partita a scacchi tra Nicola e Spalletti porta nel primo tempo Crotone e Inter a equivalersi nella sostanza: la parità non è rispecchiata solo dal risultato, ma anche dalle occasioni da gol e dall’impostazione di gioco che, pur partendo da presupposti diversi, vede entrambe le squadre rendersi pericolose in transizione, quando la densità a centrocampo consente il recupero di palloni dietro la linea di pressione avversaria. I più abili in questo gioco sono Borja Valero e Mandragora, più in difficoltà Gagliardini e Barberis. Il secondo tempo invece si apre con un Crotone un po’ diverso, più offensivo, che rimane sì compatto, ma con un baricentro molto più alto, per infastidire l’Inter direttamente nella sua trequarti, dove anche i centrali di difesa hanno faticato nella prima frazione. Con le squadre che si compattano e si aprono come una fisarmonica, i lanci possono diventare una chiave del match, ma non vengono sfruttati a dovere; e il gol che sblocca la partita arriva in una situazione rocambolesca da mischia.

CROTONE-INTER: IL TABELLINO E LE PAGELLE

Crotone (4-4-2): Cordaz; Sampirisi, Ceccherini (84′ Tumminello), Ajeti (66′ Cabrera), Martella; Rohden (72′ Faraoni), Barberis, Mandragora, Stoian; Tonev, Budimir. Allenatore: Nicola.

Inter (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, João Miranda; Skriniar, Dalbert (64′ Nagatomo); Gagliardini (56′ Vecino), Borja Valero; Candreva, João Mario, Perisic; Icardi. Allenatore: Spalletti.

Marcatori: 82′ Skriniar, 90’+2 Perisic.

Note: Ammoniti Miranda (I); Cordaz (C).

CROTONE, LE PAGELLE

Alex Cordaz 6: chi ci avrebbe scommesso? Di gran lunga meno impegnato del collega di reparto Handanovic, rischia poco.

Mario Sampirisi 6: Volenteroso e ordinato, può curarsi del solo Perisic, perché Dalbert non sale.

Federico Ceccherini 6,5: Ottimo negli anticipi, è attentissimo e deve marcare Icardi, non una cosa facile (dall’84’ Tumminello sv).

Arlind Ajeti 6,5: Bene come il compagno di reparto, più istintivo ed esplosivo (dal 66′ Cabrera: 6).

Bruno Martella 6: Ci prova fino alla fine, difficile imputargli errori. Contiene bene Candreva.

Marcus Rohden 6,5: Prestazione robusta, da tosto in mezzo al campo, bravo ad inserirsi al 68′ quando solo un miracolo di Handanovic può negargli il gol. Peccato che esca per crampi, Dalbert lo aveva sofferto molto. (dal 72′ Faraoni 5: troppo molle nel contrasto sul gol di Perisic, ci vuole più decisione).

Andrea Barberis 5,5: Meglio quando deve attaccare che in interdizione, in difficoltà su Borja Valero.

Rolando Mandragora 7: È il vero fulcro di questa squadra, sia quando deve recuperare palloni, sia quando deve impostare o lanciare. Capisce la chiave tattica del match e serve spesso e bene i compagni davanti, ma non può anche buttargliela dentro lui.

Adrian Stoian 6: Bene a tratti, ha dei lampi interessanti quando sguscia sulla fascia accentrandosi per servire i compagni, ma spesso s’adombra.

Alexandar Tonev 6,5: Una spina nel fianco di Miranda e Skriniar con movimenti continui, potrebbe anche segnare, ma Handanovic è super.

Ante Budimir 6: La media matematica tra il 7 del primo tempo e il 5 del secondo. Un Giano bifronte dal volto combattivo e scaltro nel primo tempo. Poi nel secondo smette di fare sponde e di buttarsi in profondità. La sufficienza però non si può negare.

INTER, LE PAGELLE

Samir Handanovic 7,5: Straordinario in uscita su Tonev, superlativo quando mette il mantello sul colpo di testa da un passo di Rodhen. Oggi il clean sheet è quasi solo merito suo.

Danilo D’Ambrosio 6: Prestazione senza infamia né lode, onesta.

João Miranda 5: Nervoso nel primo tempo, prende un giallo evitabile. Si fa scavalcare spesso dai lanci del Crotone e non dovrebbe, sbaglia anche qualche passaggio.

Milan Skriniar 6,5: Il voto lievita per il gol in mezzo a una folla di aggressori, cui riesce a rispondere tenendo botta e infilando la palla da 3 punti con un colpo da biliardo, sporco ma vincente. In difesa però sbaglia qualcosa di troppo, non s’intende con Gagliardini in impostazione e, come Miranda, è scavalcato da qualche lancio di troppo: o si fa il fuorigioco o si prende il pallone.

Henrique Dalbert 5,5: Altra prestazione deludente dopo un buon inizio, più che altro perché spinge poco e niente; infatti Spalletti gli urla più volte apertamente “gioca!” (dal 64′ Nagatomo 6,5: Convincente e volenteroso, si sovrappone bene a Perisic e finalmente crea pericoli da quella fascia).

Roberto Gagliardini 5: Battuta d’arresto dopo la buona prestazione dell’ultima partita. Tanti passaggi sbagliati, troppe palle perse (dal 56′ Vecino: 6,5 con lui in campo è un’altra cosa, perché non rischia e non sbaglia mai).

Borja Valero 7,5: Fa un altro sport: uno fatto di geometrie e attimi in cui rubare i palloni che gli altri non capiscono proprio. 32 anni? Peccato per noi, che non potremo godercelo più a lungo. Imprescindibile.

Antonio Candreva 5,5: Non punge. E’ vero che copre, ma la differenza con Perisic è evidente.

João Mario 5,5: Lento e impreciso, ha visto giornate migliori.

Ivan Perisic 7: Ormai è chiaro che sia un giocatore fondamentale per questa squadra. Quando è costretto a coprire per lunghi tratti di gara, poi diventa pericoloso negli ultimi minuti, quando gli altri zoppicano e lui va ancora sul velluto. Non è un caso.

Mauro Icardi 6: 5 gol nelle prime 3, ci sta una piccola pausa. Comunque viene servito poco.