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Manchester United, Lukaku
Manchester United, Lukaku (Foto: Facebook ufficiale Manchester United)

Centocinquantotto milioni spesi per sei punti in campionato. Rigirando il coltello nella ferita, ci si metta pure la sconfitta all’esordio in Europa. Goodison Park non poteva sperare in un inizio peggiore per i blu di Liverpool, che senza troppe scusanti e con poche idee stanno ruotando in negativo gli iniziali favori dei pronostici, sicuri di un’annata senza precedenti. Il 4-0 dell’Old Trafford è sintomatico di un periodo no per Koeman ma soprattutto, fa lievitare il già sostanzioso spartito di critiche nei confronti dell’Everton. Mourinho non ha avuto pietà per una squadra che al di là dei pessimi risultati non può neanche parlare di bel calcio, perché quello preventivato da Koeman la scorsa stagione sembra essersi dissolto dietro la milionaria campagna acquisti estiva.

Lukaku è valso una stagione ?

Oggi pomeriggio Koeman all’Echo di Manchester ha dichiarato su Lukaku: “Sostituirlo? Non è impossibile, ma quasi. E’ difficilissimo trovare qualcuno che possa segnare lo stesso numero di reti che lui ha segnato per il club”. Le ammissioni del tecnico stanno fra il realistico e l’inaccettabile. Se è vero che come Romelu Lukaku pochi ce ne sono (la scorsa stagione con l’olandese 26 reti) è altrettanto vero che la società ha consegnato al tecnico una rosa d’alto livello, comprendente un reparto avanzato tutto fuorché sprovvisto di talento. Su tutti spicca l’acquisto mainstream di Rooney, che da solo basterebbe a far cadere il castello di scuse messo in piedi da Koeman. Tra l’altro il cinico Mourinho, dall’alto del suo self control vincitore, ha poi ribattuto: “Abbiamo pagato Lukaku quanto l’Everton ci ha chiesto”. Chapeau. Quindi nascondersi dietro l’assenza di un centroavanti di peso è fuori luogo: oggi Rooney titolare, Sandro Ramirez in panchina, Sigurdsson e Davies in campo dal 1′ alle spalle dell’ex United. Insomma, per una squadra che attualmente ha solo due reti all’attivo e ben 10 subite, non possono che trovarsi in casa i suoi problemi.

Davanti male, dietro peggio

Una fase difensiva clamorosamente impacciata, senza mezzi termini. Come la partita contro l’Atalanta di Europa League aveva già  messo in risalto, ci sono dei chiari problemi di imprecisione tattica che nell’economia della partita pesano come massi. Le fasce laterali di questo atipico 3-4-2-1 o del 4-2-3-1 di Reggio Emilia sono troppo offensive e non si curano minimamente della fase di possesso palla avversaria. Non c’è la giusta coordinazione nei movimenti di reparto, cosa che ha favorito i tanti buchi concessi tra centrocampo e difesa sia oggi contro lo United che giovedì contro la Dea. In secondo luogo i difensori sembrano trovarsi male l’uno con l’altro: Jagielka troppo rude e pragmatico gioca insieme a un centrale più moderno come Keane, bravo di piede e dedito all’impostazione. I due evidenziano palesi “problemi di coppia” in cui l’affiatamento sembra essere il primo dei problemi. Insomma, i due non si capiscono proprio e gli svarioni difensivi in cinque partite giocate sono tanti. Per di più mentre la difesa costruisce il centrocampo fugge, non c’è un giusto equilibrio nei movimenti di uscita palla al piede. Errori di impostazione, soprattutto contro squadre rapaci come lo United, sono la causa di micidiali contropiedi tipo quello subito giovedì da Cristante, l’occasione del terzo gol dell’Atalanta. L’Everton deve trovare il prima possibile una soluzione ai propri problemi di gioco prima che sia troppo tardi ed evitare di venir trascinato fuori dalla lotta per le nobili posizioni dell’alta classifica. Ci sarebbero ben centocinquantotto milioni di buoni motivi per farlo.