Napoli fabbrica del gol, in Europa nessuno come gli azzurri

Napoli fabbrica del gol, in Europa nessuno come gli azzurri

Hellas Verona, Atalanta, Bologna e Benevento: fanno quindici reti in quattro partite, una media di 3,75 gol a partita. Se poi si vogliono contare anche i gol subiti, Champions esclusa, sono solo due le reti subite da Reina. Numeri spaventosi quelli del Napoli di Sarri, primo in campionato proprio per una differenza reti con la Juventus e soprattutto primato assoluto in Europa per gol segnati. Non si trova infatti in nessuno dei cinque migliori campionati d’Europa ( secondo la UEFA Premier League, Liga, Bundesliga, Serie A e Ligue One) una squadra che abbia segnato tanto quanto il Napoli. Non c’è il Manchester City (13 gol), non c’è il Real Madrid (9), non il Barcellona (11), non la Juventus (13) e nemmeno il Bayern Monaco (9): il trio Mertens-Insigne-Callejon detta legge in questa speciale classifica elevandosi a tris offensivo della squadra più prolifica d’Europa. A dirla tutta il Psg è la squadra che ha segnato più gol di tutti, 21 reti, ma i parigini hanno disputato anche più partite (6) e contando solo le reti dei primi quattro turni sono solo 14 le marcature attive. Tutti erano a conoscenza di come il tatticismo a trazione anteriore di Sarri permettesse tanti gol, eppure nessuno avrebbe mai ipotizzato un record del genere. Con il rispetto dovuto per le compagini affrontate dal Napoli va anche ammesso come gli azzurri non abbiano mai affrontato per il momento avversari di prima fascia. Piuttosto nel primo grande appuntamento stagionale, l’esordio in Champions contro lo Shakhtar, Hamsik e compagni hanno perso malamente 2-1 segnando un solo gol. Eppure il cinismo esasperato di una squadra costantemente all’attacco è uno dei fiori all’occhiello della nostra Serie A, campionato spesso giudicato come noioso o povero di reti. Al contrario nelle ultime stagioni i dati confermano l’opposto: l’edizione 2016-2017 della Serie A ha un complessivo di 1123 gol fatti (2,96 reti a partita) contro i 1118 (2,94) della Liga e i 1064 (2,8) della Premier League. Ma non solo, perché il torneo italiano può vantare anche allo stato attuale una superiorità di reti attive in rapporto al più esaltato e lodato campionato spagnolo di Ronaldo e Messi. Nelle prime quattro giornate 112 gol fatti in A contro 46 segnati in Liga. Molti di questi gol sono merito proprio del Napoli di Sarri che nell’ultimo match contro il Benevento ha liquidato le Streghe con sei gol, rispondendo al Manchester City che con lo stesso risultato fuori casa ha demolito il Watford. I Citizens di Guardiola sono i diretti avversari del Napoli per la conquista del primo posto nel girone di Champions: una sfida che promette gol e spettacolo.

Napoli, quanti marcatori

Il team azzurro viaggia con una media di 3,75 gol a partita contro i 3,25 juventini, i 2,5 interisti, i 2,25 laziali. Questo il dato relativo al poker delle prime quattro classificate in Italia e come è palese, nessuna ha la media gol del club di De Laurentiis. Il Napoli ha portato in gol ben 8 giocatori diversi: Insigne, Milik, Callejon, Mertens, Ghoulam, Allan, Zielinski e Rog, Dunque non solo quantità di reti ma anche di marcatori, sintomo che la squadra non fa affidamento su un solo pilastro ma coinvolge più componenti della rosa, creando una coralità sia in campo che nel tabellino. Il Napoli per il secondo anno si affida al genio di Dries Mertens, attualmente il giocatore più in forma degli azzurri e miglior marcatore stagionale. Il folletto belga è riuscito in un ruolo non suo a ovviare  all’assenza di Higuain e al contempo a consacrarsi come fenomeno di caratura internazionale dopo anni di panchine. Tuttavia il Napoli può contare quest’anno anche sul completato rodaggio dei talenti dell’est Zielinski e Rog, una maturazione pronosticata da Sarri a inizio del campionato scorso e attualmente punto di forza del centrocampo azzurro. La loro crescita ha permesso al tecnico di poter contare su di loro per i calcoli legati al turn over in campionato, tant’è che ora si fa difficoltà a considerarli panchinari visto che oramai la staffetta con Allan e Hamsik è diventata un habitué. Il Napoli può ben sperare per la prolificità dei propri giocatori, che con un inizio del genere già sognano obbiettivi prestigiosi alla fine del campionato.