domenica, Novembre 28, 2021

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Barcellona, nota ufficiale a favore dell’indipendenza catalana: il peso politico di una società calcistica

L’1 Ottobre si volgerà il tanto discusso referendum per l’indipendenza della Catalogna dal resto della Spagna e la situazione è tutt’altro che serena: questa mattina il governo di Madrid ha mandato la Guardia Civil a Barcellona per arrestare il braccio destro del vicepresidente catalano Josep Maria Jové, insieme ad altri 13 membri (di cui 9 funzionari) del governo regionale. Sono state inoltre sequestrate l’80% delle notifiche (45mila) di convocazione ai seggi referendari per gli elettori: è chiaro il tentativo di arginare il voto che si svolgerà nel primo giorno del prossimo mese, considerato illegale e anticostituzionale dal governo della capitale, che aveva già bloccato i fondi pubblici per lo svolgimento della votazione. I cittadini si sono già riversati per le strade di Barcellona per protestare contro un atto che viene visto come dispotico e dittatoriale, contro la libertà dei cittadini, “uno scandalo democratico”, ha dichiarato la sindaca del capoluogo catalano Ada Colau. Il segretario del partito Podemos ha parlato di “ritorno dei detenuti politici in Spagna”, mentre il premier spagnolo Rajoy ha detto che il governo sta svolgendo il proprio dovere “nella tutela dei diritti di tutti gli Spagnoli”. In questo incandescente dibattito politico, è intervenuta anche la società numero uno della Catalogna, l’Fc Barcelona, con una nota ufficiale sul proprio profilo twitter.

 

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Fonte: twitter @FCBarcelona

La società si è detta fedele al proprio impegno nella lotta per “difesa della nazione, democrazia, libertà di espressione e auto-determinazione”, condannando “qualsiasi atto possa impedire il libero esercizio di questi diritti”. Per questo motivo ha espresso il suo appoggio “alle persone, entità e istituzioni che lavorano per garantire tali diritti”, riferendosi ovviamente alle istituzioni catalane. Soprattutto, si legge nelle ultime righe del comunicato: “Fc Barcelona continuerà a supportare il volere della maggioranza delle persone catalane, e lo farà in un modo civile, pacifico ed esemplare”. Dichiarazione non esente da frecciatine contro le modalità, ritenute evidentemente poco civili, con cui sta avvenendo quella che viene vista come una repressione politica da parte del governo di Madrid. Un intervento del genere la dice lunga sul peso popolare che detiene anche una società calcistica come il Barcellona, in grado di spostare equilibri non solo sui campi da gioco, ma anche negli scenari politici che potrebbero portare all’indipendenza catalana o, se questa dovesse essere rifiutata dal governo, addirittura a una vera e propria rivoluzione.

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