lunedì, Novembre 29, 2021

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La Serie A e l’importanza del “crossatore”: qualche sorpresa e non solo

Veloci, tecnici e sempre a servizio dei compagni: siamo parlando dei “crossatori” della nostra Serie A, sempre all’opera nel cercare i compagni di reparto e non. Un ruolo difficile considerato il fatto che nella maggior parte dei casi sei costretto anche a fare i conti con le retroguardie avversarie, pronte a metterti i bastoni fra le ruote con raddoppi di marcatura ed interventi al limite dell’ordinario.

Serie A, ecco i “crossatori”

Per scoprire i migliori “crossatori” bisogna tener conto del numero di traversoni effettuati e della loro riuscita . A parità di numero troviamo Costa, Laxalt, Letizia, Praet (16) e leggermente più avanti Lirola (18). I primi cinque fanno parte di Spal, Genoa, Benevento, Sampdoria e Sassuolo: squadre che non prediligono un calcio difensivo, ma di possesso palla strutturato che inizia dalla retroguardia per poi attaccare la profondità e l’ampiezza ottenendo così più uomini pronti a ricevere i cross. Questo stile si dimostra efficace specialmente se si dispone di un ottimo dribblatore sulle corsie, quali i primi 5 citati in precedenza. Per quanto riguarda i cross riusciti Laxalt e Praet registrano la stessa cifra (12,5%), maggiore rispetto a Letizia (6,25%) e Costa (addirittura con lo 0%). Più avanti troviamo Castro (22), Verde (25) e Perisic (26). Le loro rispettive compagini sono quelle di Chievo, Verona ed Inter: squadre che prediligono la fase difensiva senza però trascurare la manovra offensiva caratterizzata da veloci verticalizzazioni e da pochi passaggi corti. L’argentino è una delle pedine fondamentali in fase di contropiede (18,18%), lo stesso per il croato nerazzurro e il prodotto dei gialloblù (11,54 e 12%). E per concludere Ghoulam e Candreva: profili cardinali all’interno di Napoli ed Inter. I partenopei giocano un calcio moderno caratterizzato da un giro del pallone non ossessivo che a volte ricorre all’azione dei terzini di spinta con traversoni ed inserimenti. L’algerino comanda con il 20% di traversoni effettuati con successo su 35 compiuti, primato inverso invece per l’italiano (58 cross e 13,79%).
Il ruolo del “crossatore” non è affatto semplice, ma quando quest’ultimo combina la tecnica con lo stile di gioco della squadra ecco che porta una nuova linfa per il collettivo e gli allenatori.

di Giovanni Benvenuto

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