Neymar, un Principe solo in quel di Parigi

Neymar, un Principe solo in quel di Parigi

I soldi non fanno la felicità, nonostante aiutino a pensare che permettano di fare qualsiasi cosa si desideri. Eppure ci sono cose che il denaro non può acquisire, come la fedeltà o il rispetto dei compagni, emozioni e sensazioni che vanno prese col tempo e armoniosamente. Lo sa bene Neymar, che da quando è arrivato a Parigi ha voluto costruire un castello tutto per sé pensando di poterci vivere senza quasi relazionarsi coi compagni, fatta eccezione per i brasiliani. Dal momento del suo arrivo al Paris Saint Germain, il paulista ha immediatamente iniziato a pensare in maniera diversa: il numero 10 lo riempiva di un’aura di leader assoluto e capace di prendere da solo qualsiasi decisione, almeno secondo quanto frullava nella sua testa. Eppure le cose non stavano davvero così. L’ultimo arrivato non poteva prevaricare chi da anni faceva le fortune del club e sudava la maglia in allenamento come nessun altro. E così Edinson Cavani, che a ormai 30 anni è un uomo scafato e orgoglioso, nonostante il basso profilo si è opposto al dispotismo del brasiliano che intendeva calciare qualsiasi pallone a gioco fermo. La scena del litigio in campo contro il Lione, che ha preso protagonismo più della vittoria della squadra, è stata la sublimazione del comportamento capriccioso di Neymar.

Neymar e i comportamenti da primadonna: come reagiranno i compagni?

Per via di un fastidio al mignolo destro, come si vede in una foto con Thiago Silva, Neymar ha saltato la trasferta di Montpellier, nella quale il PSG è rimasto a secco, finendo per pareggiare 0-0. Un caso che la scialba prestazione degli uomini di Emery sia coincisa con l’assenza del brasiliano. Dal suo arrivo in Ligue 1 Neymar ha stupito tutti per la sua manifesta superiorità ed è entrato in quasi tutti i gol dei parigini, palesando una condizione fisica ottimale e facendo il bello e il bellissimo tempo ogni volta che gli andava a genio. Gli screzi con Cavani e il malumore di altri compagni di squadra, che non ritengono giusto il trattamento di favore globale che riceve, lo hanno bloccato emotivamente, e chissà che l’infortunio al mignolo non fosse una semplice copertura, così come lo è stata una gastroenterite contratta a marzo scorso dopo il 6-1 contro lo stesso PSG, quando il brasiliano fu l’assoluto protagonista della storica remontada. Anche in quell’occasione i suoi compagni di squadra risentirono della sua assenza nell’undici titolare, perdendo 2-1 alla Coruña, mentre lui guardava dal divano di casa insieme ai toi, i suoi amici e consiglieri inseparabili, gli unici che, insieme a Dani Alves, lo viziano in tutto e per tutto. Mercoledì contro il Bayern Monaco in Champions Neymar sarà di nuovo della partita, e forse il cerotto dal mignolo sarà sparito. Il brasiliano si sentirà anche isolato, ma continua a decidere in quali partite profondere maggior impegno. Potranno i suoi compagni accettarlo così com’è o toccherà al paulista cambiare registro? Per un neo arrivato che guadagna 36 milioni l’anno, abbassare un po’ le penne non dovrebbe rappresentare un dramma.

 

di Antonio Moschella