Champions, i tifosi del Besiktas costringono Werner ad uscire

Champions, i tifosi del Besiktas costringono Werner ad uscire

Per vincere la Champions c’è bisogno di gioco, tecnica e freddezza in ogni momento delle sfide. Sfortunatamente ieri sera è mancato questo al Lipsia, sconfitto alla Vodafone Arena dal Besiktas. A fare eco però è la sostituzione della stella della squadra tedesca Timo Werner, costretto ad uscire dopo mezz’ora a causa del tifo assordante dei tifosi. In un primo momento il problema sembrava essere risolto, poi l’attaccante ha gettato la spugna chiedendo il cambio e lasciando i suoi. Un abbandono curioso che ha suscitato nuovi interrogativi su una possibile complicazione per le squadre prossime a giocare ad Istanbul.

Werner-Besiktas, ecco ciò che è successo

Durante la sfida tra Besiktas e Lipsia Werner aveva già accusato un problema alle orecchie a causa del baccano causato dai sostenitori dei bianconeri sulle tribune dello stadio. Il centravanti ha cercato di continuare a giocare mettendosi dei tappi alle orecchie ma, a suo malgrado, non è bastato per continuare a giocare come se nulla fosse. Il livello del decibel era altissimo: quasi 128, oltre ogni limite umano. Il fattore tifo ha influito sul risultato finale, infatti gli uomini di Hasenhuttl sono stati surclassati merito del dodicesimo uomo in campo, o meglio sugli spalti. Inutile dire che gli undici ospiti hanno riscontrato qualche difficoltà: urla, fischi e boati fragorosi durante il possesso palla dei “tori rossi”, quasi intimoriti in fase di costruzione. “Abbiamo una grande atmosfera in questo stadio. A volte persino io vengo disturbato dal rumore che fanno i tifosi” commenta Gunes, tecnico della squadra di casa quasi a volersela ridere sotto i baffi dopo l’accaduto. Nel frattempo c’è già chi pensa alle soluzioni: nelle ultime ore è avanzata l’ipotesi di dare in dotazione ai club dei tappi high-tech per bloccare ogni suono diretto alle orecchie. La Champions è da poco cominciata ed ha già mietuto una vittima forse impreparata all’incredibile atmosfera del fortino delle “aquile nere”.

di Giovanni Benvenuto