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Marko Rog, da habitué del secondo tempo a nuova possibile pedina di Sarri

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Marko Rog con la maglia del Napoli (Fonte: Napoli Sport)

Sebbene l’infortunio di Milik abbia suscitato tristezza e pensieri per alcuni per altri invece no. E’ il caso di Marko Rog, centrocampista del Napoli ormai abituato a sgomitare nello spogliatoio dei partenopei per cercare una chance. Il croato è ormai diventato un fedelissimo della sostituzione a partita in corso entrando nel secondo tempo per far staccare la spina a profili cardinali della formazione di Sarri. Lui risponde sempre presente, per guadagnarsi in futuro una maglia da titolare forse meno distante rispetto alla stagione precedente.

Rog, ecco la tua occasione

Con l’assenza di Milik il tecnico dei partenopei non si è tirato indietro dal provare nuove soluzioni tattiche e nel lanciare profili finiti in ombra già da diverso tempo. Rog è tra questi, protagonista lo scorso anno di un’annata altalenante che ha compromesso il suo exploit nel club partenopeo. Adesso la musica potrebbe cambiare: con il Feyenoord ha preso il posto dell’affaticato Callejon. Finora Rog aveva giocato come interno in un centrocampo a tre, ma nella prova di ieri del San Paolo si è posizionato come esterno offensivo dando il suo importante contributo anche in fase di non possesso grazie alla sua aggressività, forza e tecnica ormai diventate linfa vitale nei secondi 45 minuti. Attenzione: non solo lo spagnolo è coinvolto in questa girandola tattica. Benché sia ormai il perno centrale dell’attacco, Dries Mertens potrebbe staccarsi dal suo ormai ruolo tipico di spina nel fianco delle difese per far subentrare il talentino croato e per invertire la posizione di ala di Callejon, trasformando così il numero 7 perfino in una prima punta. Dei cambiamenti dopo l’evento di Ferrara erano inevitabili. Il Napoli sperimenta le soluzioni in casa in vista dei prossimi scontri ripescando così un’altra pedina fondamentale per lo sviluppo del “Sarrismo”, ormai diventata una filosofia calcistica caratterizzante degli azzurri.

di Giovanni Benvenuto