Leonardo ufficiale all’Antalyaspor, il brasiliano di nuovo in panchina

Leonardo ufficiale all’Antalyaspor, il brasiliano di nuovo in panchina

Sul proprio profilo Twitter il club turco dell’Antalyaspor ha annunciato l’ingaggio di Leonardo Nascimento come nuovo tecnico. La presentazione avverrà nelle prossime ore ad Adalia, sede del club. La società ha deciso di affidare la panchina a Leonardo dopo che i rapporti con l’allenatore Calimbay si erano definitivamente incrinati a causa della sconfitta per 2-0 in campionato. Il brasiliano dovrebbe portare con sé il connazionale ed ex compagno rossonero Serginho nel ruolo di secondo allenatore. Un team tutto verde oro quindi alla guida di una delle squadre più ambiziose e in rampa di lancio del campionato turco: nell’ultima sessione di mercato sono arrivati Eto’o, Nasri, Menez e Vainqueure e la società gioca oramai a carte scoperte. Tuttavia la stagione non è iniziata nel migliore dei modi e appena i dirigenti hanno avuto la possibilità hanno optato per l’esonero L’Antalyaspor è attualmente tredicesimo nella Super Lig turca e l’obbiettivo è quello di rientrare nella zona Europa il prima possibile. Leonardo ha firmato un contratto biennale da circa due milioni di euro a stagione.

Il passato in panchina

L’ultimo ricordo italiano di Leonardo Nascimento è stata una finale di Coppa Italia vinta con l’Inter contro il Palermo nel 2011: era subentrato a un mai ben integrato Benitez e per sei mesi fu allenatore dei neroazzurri prima dell’approdo di Gasperini. Successivamente al ruolo di allenatore Leonardo scelse la via dell’ufficio e del telefono sempre accesso, vestendo i panni del direttore sportivo del Psg. Il suo lavoro sotto la Tour Eiffel è stato ampiamente lodato e applaudito da tutti, dato che sfruttando le copiose risorse economiche della dirigenza Leonardo ha portato a Parigi Ibrahimovic, Thiago Silva, Pastore, Cavani, tutti campioni che oggi giocano in Champions League. Nel 2013 avvenne quella che può definirsi la pagina “più brutta” della sua carriera dirigenziale, ovvero la squalifica di un anno da parte della Federcalcio francese, condanna che lo porterà poi a lasciare il suo incarico di ds e sposare più avanti il ruolo di opinionista tv. In tutto ciò non è mai stato ancora citato il suo esordio da allenatore, la stagione 2010-2011 trascorsa sulla panchina del Milan e suo primo vero incarico da mister professionista. Il fascino del 4-2- fantasia era diventato contagioso nell’ambiente rossonero, ei tifosi a inizio stagione già sognavano: un tecnico brasiliano pronto a guidare Ronaldinho, Inzaghi, Thiago Silva, Seedorf. Poi il derby perso e la grande delusione, un quarto posto di una stagione che non aveva nulla da salvare se non una storica vittoria 3-2 al Bernabeu contro il Real Madrid in Champions. Leonardo è stato bollato come “infame” da tutto il popolo rossonero dopo la scelta di accettare la chiamata dell’Inter, e da lì in poi, quello che è stato uno dei legami più romantici della storia del calcio si è spezzato. Leonardo con la maglia del Milan aveva vinto tutto ed era stato uno dei grandi protagonisti degli anni di fine secolo, eppure oggi per i rossoneri è soltanto uno come tanti.